Le ottime abitudini dell'estate siciliana: Indiegeno Fest

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Margherita Vicario @ Indiegeno Fest 2019 © partedeldiscorso.it / Lorenzo Signore

Margherita Vicario @ Indiegeno Fest 2019 © partedeldiscorso.it / Lorenzo Signore

I nostri live report di Indiegeno Fest non potevano farsi attendere neanche quest’anno!

Le prime tre giornate della quinta edizione si sono tenue nella bellissima spiaggia di Patti Marina e hanno ospitato tantissimi artisti – oltre che un altissimo numero di persone. Possiamo quindi dire che questi primi tre giorni di Indiegeno on the Beach siano stati un enorme successo! Numerosi artisti si sono susseguiti dal 2 al 4 agosto: Clavdio, Fulminacci, Canova, Franco126 il 2 agosto, Avincola, Mox, M¥SS KETA e Carl Brave il 3 agosto e infine B., Margherita Vicario, Coma_Cose e Izi il 4 agosto.

La line-up

Carl Brave @ Indiegeno Fest 2019 © partedeldiscorso.it / Lorenzo Signore

Carl Brave @ Indiegeno Fest 2019 © partedeldiscorso.it / Lorenzo Signore

I nomi degli artisti annunciati nel corso degli scorsi mesi non mi avevano entusiasmata tantissimo. Per la maggior parte era un continuo «e questo chi è? Ma da dove esce? Che canzoni ha fatto?». Tanto che ho dovuto chiedere sui miei social consigli sugli artisti, e quali canzoni ascoltare, almeno per farmi un’idea di chi avrei avuto davanti. Per un attimo avevo anche pensato che la colpa fosse mia, che col passare del tempo tendo a fossilizzarmi sempre sui soliti artisti senza conoscerne di nuovi. Nell’ultimo mese ho rimediato ascoltando Franco126, Izi, Avincola, Fulminacci, Mox, B. (Bi Puntato) e Clavdio. Da questo elenco ho volutamente escluso M¥SS KETA, Canova, Coma_Cose, Carl Brave e Margherita Vicario perché loro, chi più chi meno, sono tutti artisti che seguo e ascolto da almeno un anno.

Dopo gli ascolti concerti ho capito il vero motivo per cui non conoscessi la maggior parte degli ospiti di questa nuova edizione: è musica per ragazzi-ni.

È vero che dall’alto dei miei 24 anni non posso avere la presunzione di definirmi una persona matura, ma il genere musicale e gli argomenti trattati almeno dagli headliner delle tre serate (Franco 126, Carl Brave e Izi) sono molto lontani dal mio modo di pensare. A riprova di ciò, il pubblico: non ho mai visto un pubblico così giovane in tutti questi anni di Indiegeno.

Sono felicissima che Indiegeno Fest sia finalmente conosciuto da tantissime persone e che abbia il successo che merita. Mi turba un po’ la volontà di “svecchiamento” rispetto alle edizioni precedenti, ma probabilmente questo è solo il pensiero di una ragazza nata già vecchia.

Inoltre, una cosa per cui ho elogiato Indiegeno l’anno scorso, ma che purtroppo quest’anno è mancata, è stata la presenza di donne. Le uniche donne di tutta le serate sono state M¥SS KETA, B., Margherita Vicario e California dei Coma_Cose. Un numero abbastanza ridotto, su quasi una settimana di serate, però capisco la difficoltà di organizzare ogni anno un festival così, dovendo accontentare i gusti e le necessità di ciascuno.

Quello che amo di Indiegeno Fest

M¥SS KETA @ Indiegeno Fest 2019 © partedeldiscorso.it / Lorenzo Signore

M¥SS KETA @ Indiegeno Fest 2019 © partedeldiscorso.it / Lorenzo Signore

Indiegeno Fest, nonostante queste “note dolenti” è anche il posto in cui, anno dopo anno, incontro tante persone, consolido rapporti e mi diverto un sacco. Forse proprio la cosa che più mi piace di Indiegeno Fest è la certezza di rivedere persone con cui ho sempre la possibilità di chiacchierare, scherzare e bere una birra cantando le canzoni a lato palco. Questo e molto altro sono ciò che mi fa dire ogni anno «Voglio tornarci». Insomma, Indiegeno Fest è per me un piccolo posto tranquillo in cui per cinque giorni non mi sembra di essere in Sicilia, ma in una realtà parallela fatta di musica, mare e divertimento.

Ho saltato e ballato con Canova, M¥SS KETA e Carl Brave. Lo spettacolo dei Coma_Cose è stato una spanna sopra gli altri, anche solo per tutti quei giochi di luce e proiezioni che mai mi sarei aspettata. Ho apprezzato un po’ meno i ragazzi che continuamente rivolgevano cori sessisti a Margherita Vicario, ai quali lei però ha risposto con garbo e genialità: «Escile!», «No, esci te!».

Manca ancora la giornata conclusiva e forse quella che mi incuriosisce più di tutte: il concerto all’alba di Daniele Silvestri al Teatro Greco di Tindari dell’8 agosto. Finalmente si ritorna nella cornice che ha dato vita a Indiegeno Fest, in una veste (e luce) completamente diversa. La racconto qui.

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Alessia Scarpinati

Alessia Scarpinati

Sono nata giusto in tempo per capire che le cose belle della vita sono tante, che scrivere di me è fondamentale e che non riuscirei a vivere in un mondo senza musica, concerti, libri,serie tv e attori inglesi.

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