Petali e altri racconti scomodi, un libro che cambia il concetto di “stare sulle spine”

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Petali e altri racconti scomodi, Guadalupe Nettel, edito da La Nuova Frontiera

Petali e altri racconti scomodi, Guadalupe Nettel, edito da La Nuova Frontiera

Emil Nolde, pittore tedesco conosciuto per lo più perché le sue opere vennero apparentemente rifiutate dalla cancelliera Merkel. Restituite al mittente. Un pittore ritenuto degenerato da Goebbels nonostante fosse un fervente sostenitore della propaganda nazista. Introdurre un artista per raccontare Petali e altri racconti scomodi, di Guadalupe Nettel, edito da La Nuova Frontiera, è forse un azzardo. Le immagini che si andranno via via a creare davanti ai vostri occhi, pagina dopo pagina, saranno le brutte copie dei dipinti di Nolde, non c’è ombra di dubbio.

L’obiettivo di Nolde era cercare di raccontare quel soffio di vita che animava ogni cosa, anche quello più nascosto e profondo per arricchirlo solo con la potenza dei colori. Petali e altri racconti scomodi altro non è che questo. Pochi racconti di vita dove non ci aspettiamo di trovarla o dove, preferibilmente, vorremmo non ci fosse mai.

Red and Yellow Summer Flowers and Cacti, Emil Nolde

Red and Yellow Summer Flowers and Cacti, Emil Nolde

La patologia mentale spaventa da sempre: Gericault tentò di fermare su tela quei volti, ma non arrivò mai a catturarne la naturale forza che può esprimere qualcosa di così vivo.

Nel retro della copertina si parla di «forse troppo umani», come ho letto in tante recensioni. Qui non c’è troppa umanità. C’è vergogna, sporcizia, paura e mostri sotto al letto. La troppa umanità è confusa con lo stato alterato di chi si percepisce un problema e non è in grado di ammetterlo e di affrontarlo.

Al mio gruppo di lettura ho scritto stamane un paio di parole, perché finalmente sembravo aver trovato una soluzione per uscir da questo mio personale incubo:

Sono giunta ad una conclusione. Da ieri non riuscivo a capire cosa mi stesse divorando l’anima. Non sono racconti scomodi solo per l’intimità delle storie. Lo sono per la crudeltà che si cela dietro. Ieri sera continuavo a dire a Lorenzo che mi ricordava tanto Jekyll e Hyde, ma non riuscivo a descrivere altro.
Perturbante? Possibile.
E poi ho avuto come un flash. Il Profumo. Quella ossessione del personaggio verso il suo oggetto del desiderio. Quella cosa macabra che non puoi giudicare perché non la capisci ma che comunque ti lascia la sensazione di sporco dentro. E ti lascia anche quella sensazione di frustrazione perché quell’ossessione, per fortuna o sfortuna che sia, non la proverai mai.

Ed è così. Queste pagine hanno il potere di soffocare chi legge sensibilmente. Hanno il potere di agguantare e tirare dentro, che il lettore lo voglia o no. Una sensazione di claustrofobia ingiustificata tenendo conto degli spazi aperti in cui tutti si muovono. Quelle pagine con il margine rialzato, meno profondo del solito, contribuiscono a creare tutto ciò.

Petali e altri racconti scomodi: piante e vita

Petali e altri racconti scomodi, Guadalupe Nettel, edito da La Nuova Frontiera. Foto di Ylenia Del Giudice

Petali e altri racconti scomodi, Guadalupe Nettel, edito da La Nuova Frontiera. Foto di Ylenia Del Giudice

Un lettore che si affaccia nei vari generi troverà richiami a Poe, a Stevenson, a Yoshimoto, in qualche modo anche a Galattauer e a quella rigidità tipicamente americana di Carver. Infine, nulla togliere ai sopracitati e alla scrittrice stessa, Süskind resta forse lo scrittore che risuona più forte. Un rosso papavero tra tutti gli arancioni, i gialli, i verdi e i blu di un giardino di Nolde.

Un cactus sulla copertina, fiori e petali irraggiungibili senza il rischio di provare dolore. Petali e altri racconti scomodi è un fuggire dal dolore finendoci dentro; una fuga verso il dolore che invece allontana dalle risposte che si cercano.

Già qualche anno fa, la stessa Yoshimoto parlò dei cactus, della loro potenza e autonomia; nella sua storia solo il piccolo cactus si salvò da un incendio. Una pianta che soffre in silenzio, una pianta capace di restare in piedi senza un solo fiore in attesa del momento propizio. I cactus di Bonsai sono cactus crudeli, invece, utilizzati col solo scopo di giustificare relazioni al termine e incapacità di condivisione. Il profumo delle pagine dei libri ne ha tratto delle storie interessanti su Instagram.

Come ci ricorda il giardiniere:

Be’, le sembrerà strano, ma le piante sono peggio degli animali: o le curi o muoiono; in poche parole, sono un ricatto costante.

Le associazioni che vengono fatte dai protagonisti dei racconti sono inverosimili. Non ci aspettiamo e non vogliamo in alcun modo credere che qualcuno possa allontanarci o nutrirsi di noi perché ci associa a una pianta. Ma accade e la Nettel è perfettamente in grado di raccontarlo.

Petali e altri racconti scomodi: lettori che diventano fachiri

In foto, Guadalupe Nettel, autrice di Petali e altri racconti scomodi

In foto, Guadalupe Nettel, autrice di Petali e altri racconti scomodi

Così come lo è per ogni odore di PetaliL’ossessione per una donna che non esiste e prende forma solo grazie agli adori, alle associazioni con essi e con gli escrementi lasciati nel bagno delle donne di un locale qualunque. Lui che si nasconde nel bagno perché deve riconoscere quella donna, deve trovarla e salvarla dalla sua stessa rovina. Ma che si rende conto che non è il caso. Senza la conferma della salvezza di quell’anima, lui non si muove.

E i racconti proseguono su questa scia, alternando la patologia maschile a quella femminile. Perfino a quella di coppia, che chiude Petali e altri racconti scomodi. Sono scomodi, appunto, non umani. Racconti degenerati, un appuntamento con il freak show della letteratura e della natura umana.

La Nettel riesce così a estirpare quell’aspetto vitale al centro di ogni cosa, lo fa pulsare lasciando che rimbalzi fra un’asse di legno di Poe e quello schiaffo cinico di Cioran.

La cosa più simile dal punto di vista cinematografico è forse Pieles, un film di Eduardo Casanova del 2017.

Petali e altri racconti scomodi: la capacità di tradurre e ringraziare

Le capacità della Nettel non sono inferiori certamente a quelle di Federica Niola, traduttrice di Petali e altri racconti scomodi. La capacità con la quale è riuscita a dare forma, in un’altra lingua, a queste mostruosità umane merita certamente un plauso. E ancor più rispetto ad altre, La Nuova Frontiera chiude così queso libro.

Ultima pagina del libro Petali e altri racconti scomodi, di Guadalupe Nettel, edito da La Nuova Frontiera

Ultima pagina del libro Petali e altri racconti scomodi, di Guadalupe Nettel, edito da La Nuova Frontiera

Petali e altri racconti scomodi è, arrivati a questo punto, una raccolta di racconti dell’orrore contemporaneo e alternativo.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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