5 film rosa in cui vince l’amicizia tra ragazze

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Ci hanno rappresentate l’una contro l’altra in tutte le salse, ci hanno convinto a credere alla leggenda nera delle donne prime nemiche delle altre donne, ci hanno insegnato a buttarci a terra a vicenda rendendoci complici di un meccanismo misogino. Immagine tratta da La rivincita delle bionde (Robert Luketic, 2001)

Ci hanno rappresentate l’una contro l’altra in tutte le salse, ci hanno convinto a credere alla leggenda nera delle donne prime nemiche delle altre donne, ci hanno insegnato a buttarci a terra a vicenda rendendoci complici di un meccanismo misogino. Immagine tratta da La rivincita delle bionde (Robert Luketic, 2001)

Glitter, un pizzico di stronzaggine e tanto rosa. Intendo quel genere di film con protagoniste ragazze che vivono in un universo femminile frivolo e sgargiante. Spesso ambientati nei licei americani, da alcuni definiti coming-of-age comedy, ossia commedie “di formazione”, adolescenziali. Di solito raccontano una storia di rivalsa personale o di crescita di una giovane protagonista. Anche se io li chiamo “film rosa”, non vanno confusi con i drammi romantici corrispondenti alla nozione di “libri rosa”. Qui si parla di toni leggeri, scarpe col tacco, penne con le piume e indimenticabili battute stupidissime.

Come ho scritto in altre occasioni, a volte la separazione degli ambienti, anche culturali, maschili e femminili rappresenta l’ostinata distinzione binaria che si appioppa ai generi. Ma altre volte alcuni prodotti servono a fare da piedistallo per valorizzare quel femminile sempre denigrato.

I gusti, le attività e i ruoli tradizionalmente di appannaggio femminile sono considerati di minor importanza e valore rispetto a quelli maschili. E così anche chi si riconosce in quei gusti o assume quei ruoli perde valore agli occhi della società, a prescindere dal suo genere. Rendere protagonista il più femminile dei mondi femminili significa restituirgli dignità.


Ci hanno rappresentate l’una contro l’altra in tutte le salse, ci hanno convinto a credere alla leggenda nera delle donne prime nemiche delle altre donne, ci hanno insegnato a buttarci a terra a vicenda rendendoci complici di un meccanismo misogino.


Per questo motivo i film rosa sono considerati parte della cultura queer e hanno fatto parte non solo della formazione di tante ragazzine ma anche di quella di tutti coloro che sono stati sviliti, denigrati, bullizzati per aver espresso la propria femminilità. Questo è un merito che va riconosciuto a tutta la categoria dei film rosa, ma non è l’unico.

Alcune pellicole sono andate ancora oltre abbattendo un classico stereotipo di genere in cui inciampano spesso anche i film rivolti a un target femminile: l’impossibilità di una sincera amicizia tra donne. Quante volte abbiamo visto la Cenerentola di turno scontrarsi con le sue sorellastre per vincere l’amore del principe azzurro? Troppe. Ci hanno rappresentate l’una contro l’altra in tutte le salse, ci hanno convinto a credere alla leggenda nera delle donne prime nemiche delle altre donne, ci hanno insegnato a buttarci a terra a vicenda rendendoci complici di un meccanismo misogino.

Ma per fortuna esistono anche altre storie che hanno sostituito le sorellastre con la sorellanza, ostentandola in tutta la sua potenza, che fa tanta paura a qualcuno. Oggi scrivo di queste storie.

N.B.: Le parti spoiler sono contrassegnate da caratteri più chiari.

Mean Girls (Mark Waters, 2004)

Lindsay Lohan, Amanda Seyfried, Rachel McAdams e Lacey Chabert sul set del film Mean Girls (Mark Waters, 2004)

Lindsay Lohan, Amanda Seyfried, Rachel McAdams e Lacey Chabert sul set del film Mean Girls (Mark Waters, 2004)

Uno dei maggiori rappresentanti della categoria, intramontabile classico del genere high school, Mean Girls centra in pieno l’argomento che trattiamo oggi. Il fulcro della trama è proprio la rivalità tra ragazze. Le protagoniste del film vivono in mondo fatto di malignità, doppie facce e vendette. Regina George, la ragazza più popolare, domina il proprio territorio (la scuola) secondo il principio dei dittatori divide et impera, riesce a prevaricare solo assicurandosi che le altre ragazze siano impegnate ad abbattersi a vicenda.

Persino Regina, la più grande stronza manipolatrice, alla fine cederà al fascino del discorso della professoressa Norbury (Tina Fey), che interviene per far riappacificare le studentesse del Noth Shore High e instaurare un nuovo ordine di potere che spodesta definitivamente Regina George e qualsiasi altra dittatura. La divisione del potere è simbolicamente rappresentata dalla corona della reginetta del ballo, che Cady (Linsday Lohan) decide di fare a pezzi, da lanciare a tutta la scuola come coriandoli di sorellanza.

Da vedere perché: Oltre al messaggio femminista, Mean Girls è un capolavoro di comicità e ogni battuta del film è memorabile. Questo film è ormai un classico e in quanto tale non ci si può definire cinefili o appassionati di cinema senza averlo visto.

La rivincita delle bionde (Robert Luketic, 2001)

Reese Witherspoon sul set del film La rivincita delle bionde (Robert Luketic, 2001)

Reese Witherspoon sul set del film La rivincita delle bionde (Robert Luketic, 2001)

Dal titolo originale Legally Blonde, questo film racconta la storia di Elle Woods, apparentemente l’incarnazione di tutti gli stereotipi della bionda. Studia marketing della moda, si autodefinisce una Cosmo-girl e va in giro con vestiti sgargianti, tacchi alti e il suo chihuahua Tyson.

Una sera il fidanzato Warner decide di lasciarla perché, per rispondere alle aspettative della sua famiglia e alle proprie ambizioni politiche, crede di doversi affiancare a un tipo diverso di ragazza: «Se diventerò senatore dovrò sposare una come Jackie, non una come Marilyn». Con questa frase Warner definisce i due stereotipi di donna che ci sono più familiari: il corpo e il cervello, la bellezza e l’intelligenza, le bionde e le more, Elle Woods e Vivian Kensington (la nuova fidanzata).

Elle è imprigionata nello stereotipo che il mondo riconosce in lei, esattamente come altre protagoniste bionde famose (ad esempio Cher di Clueless – Ragazze a Beverly Hills), ma grazie al suo atteggiamento positivo e tanta determinazione riuscirà a entrare ad Harvard e a dimostrare al mondo quanto vale.

Elle riesce a ottenere la sua rivalsa e diventare un bravo avvocato senza tradire i propri principi e i propri gusti, dimostrando che si può essere una donna intelligente e di successo rimanendo iper-femminile, sgargiante, irrimediabilmente rosa. La protagonista non diventa una migliore versione di se stessa, semplicemente riesce a dimostrare di essere migliore di come la società e la sua stessa famiglia l’aveva giudicata.

L’abbattimento della distinzione Marilyn-Jackie si completa con l’amicizia che nasce tra Elle e Vivian. Le ragazze qui non sono rivali per l’amore di Warner, che si rivela un perfetto idiota e viene rifiutato da entrambe.

Da vedere perché: La rivincita delle bionde è un film esilarante, nonché un classico che ha incrementato l’autostima di ragazze di tutto il mondo, me compresa. Il successo è stato riconfermato nel 2007, quando è arrivato a Broadway Legally Blonde in versione musical.

La coniglietta di casa (Fred Wolf, 2008)

Anna Faris ed Emma Stone sul set del film La coniglietta di casa (Fred Wolf, 2008)

Anna Faris ed Emma Stone sul set del film La coniglietta di casa (Fred Wolf, 2008)

La più svampita delle bionde protagoniste è Shelley, una coniglietta di Playboy neo-ventisettenne, cui viene fatto credere di essere troppo anziana per restare nella rivista. Shelley lascia la Mansion in cerca di un nuovo tetto e di un lavoro, finché non incontra una confraternita studentesca femminile sul punto di fallire per mancanza di iscrizioni. Shelley si propone come nuova direttrice con la promessa di rendere popolare la confraternita e guadagnare tante richieste d’iscrizione.

Il punto di forza del gruppo di Shelley si rivelerà essere l’amicizia e l’inclusività tra ragazze molto diverse tra loro. Il fascino della sorellanza riuscirà a sedurre anche le componenti della popolare confraternita rivale. Un’amicizia sincera è il posto sicuro dove essere se stesse. Per lo stesso motivo anche Shelley sceglie il valore della sorellanza, rinunciando al suo sogno di diventare coniglietta del mese.

Da vedere perché: Una spassosa comicità demenziale e una giovanissima Emma Stone sono perfetti accompagnati da una bella ciotola di pop corn per una serata senza pensieri.

Pitch Perfect (Jason Moore, 2012)

Il cast di Pitch Perfect (Jason Moore, 2012) in una scena del film

Il cast di Pitch Perfect (Jason Moore, 2012) in una scena del film

Beca sembra la tipica matricola finto-alternativa di un college americano: trucco scuro sugli occhi, problemi familiari, qualche difficoltà a socializzare. Tutto cambia quando entra a far parte delle Bellas, il gruppo femminile di coro a cappella.

Pitch Perfect cavalca l’onda della serie Glee, che ha reso cool i club di canto coreografato e gli emarginati, e lo mischia con un po’ di Breakfast Club, esplicitamente citato nel film. Si scrive così un’intonata rivincita delle reiette.

Da vedere perché: Potreste stupirvi di quanto una trama così basica possa sorprendere con alcune intuizioni brillanti ed emozionanti performance canore.

Romy and Michele’s High School Reunion (David Mirkin, 1997)

Lisa Kudrow e Mira Sorvino in una foto di scena di Romy and Michele's High School Reunion (David Mirkin, 1997)

Lisa Kudrow e Mira Sorvino in una foto di scena di Romy and Michele’s High School Reunion (David Mirkin, 1997)

Romy e Michele sono la versione demenziale di Thelma e Louise: una coppia di amiche legatissime contro il resto del mondo. Le due decidono di andare a una reunion con i vecchi compagni del liceo ma ben presto si rendono conto che, raccontando come la loro vita è andata avanti, non farebbero bella figura. Quindi, nelle due settimane che precedono l’incontro, si impegnano per raggiungere le aspettative sociali che le renderebbero delle donne “di successo”: un fidanzato, fisico asciutto e stabilità economica. Questa corsa allo status “di successo” sembra mettere per la prima volta in crisi la loro amicizia.

Nonostante la comicità stupidissima, il film mette in rilievo diversi problemi dell’universo femminile: il perseguimento di un’ideale imposto, la condanna a scegliere tra famiglia e carriera, la rivalità femminile, la dicotomia di “quella bella” e “quella intelligente” già discussa nel paragrafo su La rivincita delle bionde.

Da vedere perché: Ci sono un cast e una colonna sonora perfetti per i nostalgici degli anni Ottanta e Novanta. Non ti vorrai perdere perle come «Questo vestito esacerba la tragedia genetica che ho ereditato».

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Milena Vesco

Milena Vesco

Nata ad Alcamo, in Sicilia. Ha preso molto sul serio il fatto che "in principio era il Verbo" e si è laureata in Comunicazione a Bologna. Adesso studia Semiotica, lavora e fa tante altre cose. Ad esempio sfila un paio di collant al giorno, mangia mayonese e si impegna per diventare ogni giorno se stessa.

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