Nutrimenti Edizioni: cosa c'è dietro un libro?

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In foto, il Nutrimenti bookshop di Procida (NA)

In foto, il Nutrimenti bookshop di Procida (NA)

Buttando uno sguardo nella vostra libreria o, magari, fra i post di Instagram e Facebook, troverete certamente (me lo auguro di cuore) copertine differenti, stili differenti e case editrici poco conosciute e quasi invisibili in confronto ai grandi gruppi editoriali. Proprio per questa ragione esiste ADEI (Associazione Degli Editori Indipendenti). Sul sito, in realtà, è presente una più elaborata riflessione sul perché nasce ADEI e sul perché bisogna ricordarsi degli editori indipendenti.

«Perché i libri sono il pilastro economico della cultura, le case editrici indipendenti contribuiscono in modo decisivo alla ricerca e al sostegno di contenuti innovativi ed è necessario difenderne valori, economia e regole nel modo più efficace possibile», recita il sito nella sezione dedicata alla descrizione dell’associazione.

Il Salone Internazionale del Libro di Torino, questo 2019, mi ha permesso di mettermi in contatto con moltissimi editori. Per me è quasi una missione: il libro e tutte le sue parti – anche quelle più nascoste – sono un bene da salvaguardare perché è grazie all’intero team che uno scrittore può presentare al mondo una sua idea; è grazie a questo che noi possiamo imparare, rivedere, migliorare il nostro pensiero o la nostra filosofia di vita, magari.


Ho deciso, in questo mio percorso, di raccontarvi la vita delle case editrici indipendenti e ho scelto di iniziare da Nutrimenti Edizioni. Perché le case editrici indipendenti vanno ascoltate.


Ho riscritto questo articolo già quattro volte, perché è un’operazione complessa mostrare cosa si nasconde, volontariamente, dietro un libro. Magari non ci avete mai pensato, eppure ogni scelta è calibrata e misurata con attenzione, come farebbe un pasticcere per la preparazione di un comunissimo pan di spagna. Sembra una cosa semplice, ma non lo è mai.

Ho deciso, in questo mio percorso, di raccontavi la vita delle case editrici indipendenti e, successivamente, di recensirne un libro: qualcuno regalato dalle stesse, qualcuno acquistato per semplice istinto. E ho scelto di iniziare questo percorso da Nutrimenti Edizioni. Fortuito caso, amore a prima vista, chiamatelo come meglio preferite; il risultato è sempre lo stesso: le case editrici indipendenti vanno ascoltate.

Nutrimenti Edizioni: cosa c’è da sapere

Nutrimenti Edizioni nasce nell’autunno del 2001 e aveva fissato la presentazione del suo primo libro il 21 settembre; dieci giorni prima, l’attentato alle Torri gemelle aveva creato una situazione di smarrimento. Presentare una nuova creatura quando parte del mondo era in ginocchio poteva essere visto come un passo affrettato e rischioso, ma Nutrimenti ha rischiato, perché «i libri restano una guida preziosa, uno strumento per conoscere e capire. Non qualcosa di superfluo ma, anzi, di necessario ed essenziale. Come il cibo, nutrimenti, per l’appunto».

Lavorare in prima linea


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Cosa succede quando si chiudono le porte degli uffici? Per quale motivo le case editrici indipendenti si sono unite? Lo scopo di chi tutti i giorni affronta le problematiche di essere un editore indipendente è quello di difendere un mestiere; difendere anzi un insieme di mestieri e di competenze senza le quali non avremmo mai il piacere di tenere in mano un buon libro, non solo per le parole al suo interno ma anche per la carta, la rilegatura, gli inchiostri e le pieghe.

Anna Voltaggio, la responsabile dell’ufficio stampa di Nutrimenti Edizioni, gioca in porta: se pari quella palla, se sai far esplodere quel libro, allora hai fatto solo il tuo dovere; se quella palla la lasci entrare in rete, non importa le motivazioni che si celano dietro questa scelta, per il pubblico avrai sbagliato. Anna racconta il suo ruolo con altre parole, quelle di chi sa quello che fa e conosce, come i suoi colleghi, l’importanza del ruolo di un ufficio stampa responsabile e coerente con il pensiero dell’editore.

L’ufficio stampa è però l’ultimo tassello di un processo molto più lungo; non è un lavoro semplice portare alla luce i testi. Perché a volte si riscontra una notevole differenza fra un testo e l’altro, dal punto di vista mediatico? Bisogna essere leali, bisogna lavorare sui contenuti e bisogna fare delle scelte: ogni libro è diverso dall’altro, non è possibile portare i riflettori su tutti i testi. Ogni libro (e ogni autore) va trattato singolarmente, seguendo uno specifico percorso. In molti si chiedono perché quel libro venga pubblicizzato poco o perché solo in quel modo, o per quale motivo invece veniamo bombardati da post e video e presentazioni e incontri per quell’altro. Ogni azione promossa dall’ufficio stampa e, più in generale, dalla casa editrice viene ponderata e studiata.

Perché i lettori scelgono i grandi nomi?

Quello che già conosciamo ci rassicura, eppure la casa editrice indipendente non è di serie B, non vale meno rispetto a qualità

Quello che già conosciamo ci rassicura, eppure la casa editrice indipendente non è di serie B, non vale meno rispetto a qualità

Mi sono sempre chiesta per quale motivo molti accaniti lettori fossero sempre più ben disposti verso case editrici conosciute, dai nomi importanti. Un grande nome non è sempre sinonimo di grande qualità. Molti lettori tendono a dare molta più fiducia alle grandi case rispetto agli editori indipendenti. C’è una differenza fra la casa editrice indipendente e il gruppo editoriale: il lettore è quasi sempre rassicurato dal gruppo editoriale, dall’agglomerato. Quello che già conosciamo ci rassicura, eppure la casa editrice indipendente non è di serie B, non vale meno rispetto a qualità.

Lettori indipendenti e librai da sostenere

Il lettore, per questo motivo, deve essere indipendente, deve poter scegliere autonomamente. A volte però, ammettiamolo, ci siamo lasciati guidare da quel prezzo molto scontato e, qui, c’è bisogno di riflettere sull’importanza del libro e sulle linee etiche che seguo da una vita.


Negli ultimi anni sono state chiuse circa 500 librerie indipendenti, libere dagli obblighi dei gruppi editoriali ma costrette a vivere in competizione costante con chi proponeva gli stessi testi alla metà.


La nuova legge impone uno sconto non superiore al 15%: questo significa che le librerie, Amazon, le stesse case editrici non possono permettersi sconti maggiori ed è giusto così. Bisogna dare un valore al libro, al lavoro dell’editore e dello scrittore.

Negli ultimi anni sono state chiuse circa 500 librerie indipendenti, libere dagli obblighi dei gruppi editoriali ma costrette a vivere in competizione costante con chi proponeva gli stessi testi alla metà; costrette a sostenere costi sempre più alti rispetto alle entrate, come successe a Nunzia e alla Libreria Sangraal, della quale parlai proprio o scorso anno.

Queste sono le occasioni in cui si cade in ginocchio, sconfitti da un sistema che fino a poco fa non prendeva in considerazione nessuno di questi aspetti. Questo è uno dei motivi per cui nessuno ha più voluto rischiare di aprire una libreria in luoghi dove non ce ne sono. Perché aprire sapendo di chiudere? Una cosa, però, dovrebbe essere chiara a tutti: se i libri “esistono”, lo dobbiamo ai librai.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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