Il Re Leone: bel tentativo, Disney

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In foto, Zazu e Simba resi in CGI nel remake della pellicola Disney Il Re Leone

In foto, Zazu e Simba resi in CGI nel remake della pellicola Disney Il Re Leone

La Disney ormai sembra inarrestabile nei remake dei suoi classici; nel 2019 ha già portato sugli schermi due titoli particolarmente importanti della sua storia: se un paio di mesi fa è tornato Aladdin, ora è la volta del Re Leone. Stiamo parlando forse del classico Disney per eccellenza, ormai iconico e molto, molto amato dal grande pubblico. La versione del 1996 aveva fatto breccia nei nostri cuori per la storia meravigliosa (liberamente ispirata all’Amleto di Shakespeare), l’animazione incredibile e le musiche da Oscar di Hans Zimmer.

È uno dei film che ha segnato la mia infanzia, quindi potrete capire le mie perplessità quando fu annunciato il remake in live action, cioè in una versione realistica; non si tratta però di un vero e proprio live action, poiché gli animali sono realizzati in computer grafica. Dov’era quindi il senso nel rifare questo film? Per migliorare qualcosa che era già di altissima qualità? La Disney non si è fatta certo prendere da questi dubbi: ha richiamato in casa Zimmer, ha messo Favreau a dirigere – memore del successo ottenuto con Il Libro della Giungla – ha scelto nomi di spessore per doppiare i personaggi ed ecco qua, Il Re Leone delle nuove generazioni.

Se il film vi è piaciuto, vi invidio. Purtroppo, il mio affetto per l’opera originale si è fatto sentire tutto mentre vedevo il film e, benché io abbia trovato punti assolutamente a favore per la nuova versione, ho riscontrato difetti ingombranti.

In foto, Simba alla Rupe dei Re nel remake del film Disney Il Re Leone

In foto, Simba alla Rupe dei Re nel remake del film Disney Il Re Leone

Partirò dalle cose belle di questa pellicola: ha una CGI imponente. È il 2019 e si vede; spesso e volentieri si dimentica che è un film e non un documentario della BBC, talmente è realistico. La verosimiglianza degli animali, però, condanna completamente la loro espressività; il pathos che il predecessore aveva come cavallo di battaglia viene perso. A questa mancanza potevano sopperire le voci dei doppiatori, ed è quello che succede nel caso di Scar.

Il suo infatti è senza dubbio il personaggio più riuscito della pellicola e, per questo, bisogna rendere merito a Chiwetel Ejiofor, che ha saputo essere un degno successore di Jeremy Irons (faccio notare che entrambi gli attori sono nati come interpreti di Shakespeare, giusto per rimanere sul pezzo). La versione del 2019 di Be Prepared (in italiano Sarò Re), nonostante sia più corta e discorsiva, è forse quella che mi è piaciuta di più tra tutte le canzoni, seconda solo a quella iniziale che ancor oggi mi commuove (infatti nei primi momenti di film ho faticato a trattenere le lacrime). Non è solo Ejiofor ad averci regalato un’ottima interpretazione vocale: rientrano nel podio anche i Timon e Pumbaa di Billy Eichner e Seth Rogen, con una menzione speciale per lo Zazu di John Oliver, tutti personaggi che ci deliziano con la loro simpatia.

La stessa cosa non posso dire dei due protagonisti: Donald Glover come Simba ci prova, ma non riesce ad emozionare come i colleghi sopracitati. Bocciata per me è invece la Nala di Beyoncé: non posso criticare in alcun modo il suo cantato ma, tanto è bella la sua voce nelle canzoni, tanto è asettica nella recitazione. Nala è sicuramente un personaggio forte, ma renderla badass sempre e comunque fa perdere tutte le altre sfaccettature del personaggio.

La vera fortuna è che James Earl Jones sia ancora con noi, e abbia quindi potuto reinterpretare Mufasa e passare ancora una volta la sua visione, la visione di un re giusto, che rispetta gli equilibri della Natura – cosa che noi non facciamo più: nel 2019, questo film ha ancora tanto da insegnare, animato o reso in CGI che sia.

Conclusione? Questo è un film che, pur volendo essere uguale, finisce inevitabilmente per essere diverso. Dipende tutto da cosa cerca lo spettatore: io, nel mio piccolo, posso solo affermare con un po’ di tristezza che la versione del 2019 è innegabilmente ben fatta, ma non raggiungerà mai la perfezione del predecessore.

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Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

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