Intervista a Ilenia Zodiaco, la rockstar di BookTube

0
In foto, la YouTuber e blogger Ilenia Zodiaco

In foto, la YouTuber e blogger Ilenia Zodiaco

Nella mia piccola bolla digitale, non conoscere Ilenia Zodiaco è come essere un baby boomer e non aver mai sentito parlare di Mick Jagger. Per chi si fosse quindi perso la rockstar di YouTube (anzi, di BookTube), Ilenia Zodiaco è stata una delle prime (se non effettivamente la prima, ma di sicuro la più conosciuta) a diffondere il suo amore per la lettura attraverso il suo canale, che oggi conta oltre 50.000 iscritti.

In parallelo, scrive per Il Libraio, conduce due podcast (La linguacciuta e Quasi Dì), legge più libri di quanti ne possiate immaginare e accompagna altri lettori in giro per il mondo. Insomma, ha scoperto il Giratempo e ha deciso di non condividerlo con noi babbani. E forse è meglio così, altrimenti non avrebbe mai trovato un momento di pace per rispondere alle mie domande.

I segreti di BookTube

Ilenia Zodiaco in un frame del video Il blocco del lettore: che fare?, disponibile sul suo canale YouTube

Ilenia Zodiaco in un frame del video Il blocco del lettore: che fare?, disponibile sul suo canale YouTube

Iniziamo da BookTube: in che modo è cambiato da quando hai aperto il tuo canale?

«Quando ho aperto il mio canale su BookTube eravamo in pochi e meno organizzati, quindi semplicemente si facevano video per hobby, per creare un luogo di discussione e condivisione. Nel frattempo, anche il mondo di YouTube stava cambiando e quelle che erano le dinamiche che si stavano sviluppando in altre sottocommunity (come quella dei gamer o delle parodie) sono arrivate su BookTube. Alcuni esempi sono la pubblicazione regolare dei video (una volta a settimana, alle volte due) e la presenza di rubrica a tema. Ultimamente BookTube è cambiato soprattutto perché sono arrivate più persone interessate ai contenuti inerenti alla letteratura e ai libri».

Ti spaventa la presenza sempre maggiore di booktuber, non tanto per concorrenza ma per una saturazione dei contenuti?

«In realtà, non credo che si possa parlare di una vera e propria “competizione” su BookTube. Anche se percepiamo un grande aumento di canali, alla fine sono poche le persone che parlano di libri su YouTube. Sembrano molte quando si è dentro la community e, nonostante siano comunque di più rispetto a prima, non vuol dire che siano tante. È difficile parlare di competizione in un mercato così piccolo.

«Non credo esista neanche una saturazione di contenuti, anzi, ho notato che molte persone su YouTube si stanno specializzando. Il mondo di YouTube è molto più diversificato rispetto a quello di altri social come Instagram, e BookTube segue le sue orme. Per esempio, ci sono molto canali che si dedicano esclusivamente alla recensione di libri fantasy o di fantascienza. Per me non si tratta di un limite ma semplicemente di trovare la propria specialità e la trovo una cosa davvero positiva».


Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Ilenia (@conamoreesquallore) in data:

Quali sono secondo te i nuovi trend e in che direzione andrà BookTube in futuro?

«Come dicevo, noto una diversificazione dei contenuti di YouTube rispetto quelli di altri social piuttosto che un’autentica presenza di trend. Oltre BookTube, ora si è iniziato a parlare anche di Bookstagram. Infatti, grazie al successo di Instagram negli ultimi anni, molte persone che vogliono parlare di libri possono farlo in maniera più immediata e facile. L’algoritmo di Instagram ti permette effettivamente di avere più interazioni e quindi più follower rispetto a YouTube. È anche per questo che molti nuovi bookstagrammer si erano aperti anche un canale YouTube ma lo hanno abbandonato.

«È vero che è più facile oggi pubblicare contenuti istantanei su Instagram, una piattaforma che grazie alla sua usabilità ti permette di creare un contenuto formalmente grazioso ed esteticamente appagante in pochi minuti e allo stesso tempo di dire la tua opinione sul libro, ricevendo anche molte più interazioni e più considerazione rispetto a YouTube. Girare, editare e caricare un video richiede tanto tempo e tante competenze diverse, è un medium più da “smanettoni”, diciamo.

«È anche per questo che su YouTube ci stiamo spostando verso contenuti molto più approfonditi e lunghi (infatti la durata media di un video si è alzata tantissimo!) mentre su Instagram i contenuti rimangono brevi e granulari. Si sta creando una separazione fra i mezzi con cui le persone parlano di letteratura e ognuno sceglie la piattaforma che preferisce a seconda delle proprie propensioni personali e del livello di tempo, costanza e impegno a disposizione. Insomma, l’unica tendenza del presente che credo sopravviverà in futuro è che stiamo iniziando a usare tanti social network diversi per parlare sempre di libri».

Femminismo, ecologia e community

Nell’ultimo periodo ho notato un’apertura sul canale verso nuovi temi come l’ecologia e il femminismo. Come prendono i tuoi followers questi cambiamenti?

«È stato un cambiamento molto naturale. Infatti, il femminismo e l’ecologia erano presenti nei libri che leggevo e quindi piano piano hanno guadagnato spazio sul canale. Non ci sono stati molti commenti negativi, escludendo i soliti commenti sul femminismo scritti da persone che pensano ancora che il femminismo sia il l’equivalente del maschilismo per le donne. Su questo argomento qualche commento ostile arriva sempre perché appunto c’è ancora molto ignoranza e molta confusione sugli obiettivi e gli intenti del femminismo. Per l’ecologia invece non ci sono state reazioni contrarie, anzi, ho visto una grande partecipazione e l’arrivo di tanti consigli.

«È anche vero però che soltanto nell’ultimo anno ho notato una crescita nelle visualizzazioni di questi video. Si tratta sicuramente di contenuti meno visti sul mio canale ma di cui comunque sono contenta perché vengo ripagata in altro. Per me è meglio avere meno visualizzazioni ma più feedback positivo in modo da concentrarmi sul fare community, sul fare rete.

«Sono temi concreti e molto legati alla nostra vita quotidiana quindi la voglia di dire la propria e di aiutarsi a vicenda è molta. Forse online è più facile per le persone raccontare le loro storie legate al femminismo o al loro piccolo impegno per essere più sostenibili, piuttosto che farlo nella vita quotidiana. Spesso infatti non sono argomenti dei quali si parla normalmente tra amici, quindi i social sono la migliore alternativa per farlo».

Di cosa parliamo quando parliamo di podcast (in Italia)

In foto, Ilenia Zodiaco e Valentina Tomić, conduttrici del podcast Quasidì

In foto, Ilenia Zodiaco e Valentina Tomić, conduttrici del podcast Quasidì

L’interesse verso l’attualità mi permette di parlare del tuo nuovo podcast, Quasidì. Ormai è un anno che tu e Valentina scrivete, girate e diffondete questo programma: cosa ti ha insegnato questa nuova esperienza?

«Questo nuovo progetto mi riempie di soddisfazione perché sono una grandissima amante della comunicazione e dei media in generale. In Italia, nonostante i podcast siano ancora poco ascoltati, c’è un grande fermento. Si tratta di un mondo molto accessibile perché non servono grandi strumentazioni tecniche e su internet si trovano tanti programmi che ti aiutano a montare il tuo podcast. Gli ascoltatori poi sono molto entusiasti e ci sono addirittura dei festival, come il Festival del Podcasting a Milano, durante il quale abbiamo vinto l’anno scorso un premio come esordienti. In ogni caso, il nostro podcast è sperimentale e autoprodotto: è ancora in fase di definizione, diciamo in via di sviluppo; i costi iniziali li abbiamo affrontati noi e successivamente si è aggiunto l’aiuto da parte dei nostri ascoltatori.

«Il nostro progetto è nato, da un lato, dalla frustrazione generata da tutti i contenuti per i giovani ma senza i giovani e dall’altro per cercare di dare una nostra interpretazione dell’attualità tra disinformazione (a cui probabilmente tutti contribuiamo per sbaglio: chi non ha mai condiviso una notizia errata, inaccurata o faziosa?) e voglia di migliorare questa situazione e di renderci un po’ più proattivi. Vorremmo che la nostra generazione, che sarà sicuramente più povera della precedente perché si troverà a fare i conti con i danni creati dai baby boomers, smettesse di subire il mondo attuale e fosse più partecipe e cosciente dei suoi problemi.

«A livello pratico, sono la persona che scrive di più all’interno della coppia di Quasidì, anche se gli spunti vengono naturalmente da entrambe. Scrivere per il podcast è sempre molto delicato perché devi scrivere per il parlato. In questo YouTube mi ha aiutato tantissimo, perché mi ha insegnato a modulare la voce e a lavorare con il ritmo. Dobbiamo ancora imparare tantissimo però a livello di dizione, perché non abbiamo fatto nessun corso per la radio. Pian piano quindi stiamo imparando, però siamo felici di questo progetto che ha ormai quasi un anno di vita».

Ci puoi anticipare quali saranno i temi della prossima stagione? Sono in arrivo delle novità?

«Il podcast ricomincerà a settembre e il tema principale sarà sempre l’attualità. L’unica novità che posso svelarvi è che cercheremo di fare più interviste. Abbiamo visto infatti che quelle che abbiamo fatto hanno riscosso molto successo, quindi aspettatevi molte guest star».

About author

Roberta Cavaglià

Roberta Cavaglià

Nata a Torino nel '97, spero di svegliarmi un giorno e scrivere un intero romanzo, così, dal nulla. Nel frattempo, studio spagnolo, francese e portoghese, leggo, ballo, recito, mangio, viaggio.

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi