Ecco come Niccolò Fabi ci insegna a essere gli altri

0
In foto, il cantante italiano Niccolò Fabi © Sonia Brandolone/Pacific Press via ZUMA Wire

In foto, il cantante Niccolò Fabi © Sonia Brandolone/Pacific Press via ZUMA Wire

Essere gli altri. Non i buoni, non i cattivi; non le vittime, nemmeno i carnefici. Gli altri e basta. I primi della fila e gli ultimi, quelli che si nascondono in mezzo e quelli che un posto non ce l’hanno, quelli che sbagliano senza accorgersene e quelli che fingono di non saperlo. Quelli che si lasciano ferire e quelli che sono impermeabili al dolore. Quelli che si cercano sotto la superficie e quelli che conoscono solo la superficie. Quelli che non fanno distinzioni e quelli che si distinguono. Quelli che evitano l’ombra e quelli che all’ombra si ritrovano. Di questo parla Io sono l’altro, il nuovo brano di Niccolò Fabi.

Parla di tutti e di ognuno, senza retorica e senza fretta. Senza leziosità e senza rabbia. Parla di umanità e invita all’empatia senza essere didascalico. Racconta l’essere umano così com’è: non feroce, non benevolo, non perfetto ma perfettibile; un essere umano vero, vivo, imperfetto, a volte solo distratto, egoista per scelta di una società che ci insegna a essere soli insieme, a essere empatici senza essere prima attenti, a essere umani per sentito dire. Io sono l’altro è un invito a essere gli altri per cambiare prospettiva, indossare i panni di chi non ci somiglia, di chi ha la meglio e di chi ha la peggio, di chi dal nostro punto di vista è fortunato ma non lo è affatto se lo guardi da un’altra prospettiva.


In Io sono l’altro ci sono Niccolò Fabi e la sua scrittura intelligente, equilibrata, potente senza mai voler in alcun modo impressionare. Ci sono le sue parole consapevoli, puntuali, commoventi proprio perché ben dosate, ben utilizzate, ben assemblate. Niccolò sa rispettare le parole, farne buon uso e restituire a ognuna la dignità che merita.


Questo brano ha la forza di essere un taglio e una carezza, di rassicurare e mettere in subbuglio, di commuovere e far pensare. Ha il potere – tipico, peraltro, delle canzoni di Fabi – di non essere invadente ma di risultare comunque totalizzante, perché arriva come una piuma ma ha un peso specifico. Questo è possibile perché le sensazioni che richiama sono tante e diverse: la tenerezza e l’impotenza, la rabbia e la voglia di riscatto, l’amarezza e la leggerezza. In Io sono l’altro ci sono Niccolò Fabi e la sua scrittura intelligente, equilibrata, potente senza mai voler in alcun modo impressionare. Ci sono le sue parole consapevoli, puntuali, commoventi proprio perché ben dosate, ben utilizzate, ben assemblate. Niccolò sa rispettare le parole, farne buon uso e restituire a ognuna la dignità che merita.

Niccolò Fabi va raccontato senza la pretesa di saperlo fare, senza pretendere di essere all’altezza delle sue parole perché è un cantautore, lo è a buon diritto. Non fa il proprio mestiere, ma lo è. Quando si propone al pubblico con una canzone inedita offre un punto di vista, una consapevolezza nuova; il risultato di un frammento di vita vissuta, sofferta, affrontata, capita e restituita in parole. La sua musica è senza tempo e senza scadenza, gli appartiene profondamente, perché è inscindibile dal suo vissuto, dal suo sguardo sul mondo, da ciò che accade e lascia un segno. Forse è proprio questa la forza delle sue canzoni: non compiacciono ma invitano alla riflessione, a essere altro da sé, cercarsi altrove. Smuovono, colpiscono, scombinano, diventano un’opportunità per non restare fermi in una posizione, per non accontentarsi di essere mediocri.

Le canzoni di Niccolò sono occasioni di onestà, spunti che offre la vita e che trattengono la vita stessa; fanno sì che non si consumi con la fretta e con il tempo, che resti e che il suo significato non vada perduto. Così Io sono l’altro fotografa il nostro periodo storico senza essere una canzone a tematica sociale. Niccolò, per fortuna, non avrebbe la pretesa di scriverne una e, forse, non saprebbe nemmeno farlo, perché il senso del suo mestiere non è parlare per gli altri ma per sé. Trovare consensi senza costruirli, diventare un’opportunità di riflessione, come dicevo, non un risultato già dato.

Io sono l’altro, come del resto molti altri brani dei suo passato, è un punto di partenza. Non segna l’arrivo: spiega che noi, quando guardiamo gli altri, vediamo solo quello che si vede, ascoltiamo solo chi alza la voce, perdoniamo solo chi ha fatto i nostri stessi sbagli. Invece empatia vuol dire vestirsi dei panni degli altri senza togliersi di dosso i propri, essere fedeli ma non per forza privi di contraddizioni. Significa che gli altri siamo noi, anche quando non lo crediamo possibile. Un concetto semplice, elementare, mortificato però dalla nostra paura, dalla nostra incapacità di guardarci di fianco ma sempre e solo alle spalle.

Io sono l’altro ci insegna a essere altri attraverso noi stessi, perché siamo già tutto quello che cerchiamo o evitiamo negli altri. Siamo gli sconfitti e quelli che hanno sconfitto qualcuno per arrivare al traguardo. Siamo i vincitori e quelli che sono stati vinti; una vita sola basta per essere gli uni e gli altri, per essere stranieri e uguali, padri e figli, fortunati ed eterni secondi. Una vita basta per essere gli altri, senza dimenticarsi i nostri panni: Niccolò l’ha dimostrato più volte, la sua musica l’ha raccontato più volte. «Quelli che vedi sono solo i miei vestiti, adesso vacci a fare un giro e poi mi dici»: la verità è tutta qui.

About author

Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi