Norman Fucking Rockwell! Lana Del Rey sfiora il sublime

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In foto, la cantante americana Lana Del Rey. Il 30 agosto 2019 ha pubblicato l'album Norman Fucking Rockwell!

In foto, la cantante americana Lana Del Rey. Il 30 agosto 2019 ha pubblicato l’album Norman Fucking Rockwell!

Dopo una lunga attesa, durata quasi un anno, il 30 agosto 2019 è stato pubblicato Norman Fucking Rockwell!, il quinto album in studio della cantautrice americana Lana Del Rey. A poche settimane dall’uscita, numerosissime recensioni hanno esaltato la freschezza, la qualità e soprattutto l’eleganza dell’ultimo lavoro di Elizabeth Grant. Si può dire in tutta tranquillità che Norman Fucking Rockwell! sia un album da cinque stelleil più sbalorditivo della cantante newyorkese.

La regina del sadcore non delude, anzi si supera, con un album che è forse il più bello del 2019 – e indubbiamente il suo lavoro migliore. Il rock psichedelico e le ballads ricordano un po’ l’atmosfera di Ultraviolence, il suo secondo album, che qui raggiunge una maturità mai vista prima. Che tu sia un fan di Lana dal 2010, un ascoltatore occasionale o che tu non l’abbia mai sentita nominare (come?!), ti consigliamo di sederti, rilassarti e farti coinvolgere in un viaggio sensuale, romantico e introspettivo.

Lana Del Rey ha cominciato a lavorare al suo quinto album nel gennaio 2018. Il primo singolo che ha anticipato l’album è uscito il 12 settembre 2018. Mariners Apartment Complex è una ballata rock stile anni ‘70, in cui Lana si riappropria completamente della sua immagine: «I ain’t no candle in the wind, I’m the bolt, the lightning, the thunder», ci tiene a precisare la cantautrice statunitense – non sono una candela al vento, sono la saetta, il fulmine, il tuono.

Lana ha raccontato ai microfoni di BBC Radio 1 che un ragazzo che frequentava l’ha definita come «really messed up» e lei ha risposto dicendo che non fosse affatto triste, anzi. Lana ha spiegato che l’alone di “tristezza” che permeava la sua musica nel 2011 ha probabilmente influenzato l’idea che molti hanno di lei. Ma Mariners Apartment Complex non lascia dubbi su chi Lana sia diventata: «Maybe I could save you from your sins», dice Lana. Ora è lei ad avere il controllo: «I’m your man». La ballad ha anticipato perfettamente ciò che Norman Fucking Rockwell! sarebbe stato: un album di svolta, maturo, sicuro e dalle sonorità retrò e psichedeliche.

Norman Fucking Rockwell! Le tracce del nuovo album di Lana Del Rey

La cover dell'album Norman Fucking Rockwell!, di Lana Del Rey

La cover dell’album Norman Fucking Rockwell!, di Lana Del Rey

La canzone che dà il titolo all’album è un pezzo dal testo irrivente e ironico rivolto a un man-child (un bambinone, un uomo immaturo), accompagnato da una melodia dolce e sognante. Ancora una volta Lana lamenta di essere «dipinta di blu» da quest’uomo, come se la sua tristezza e il suo mood travolgessero anche la cantante.

Gioiello assoluto dell’album è la splendida Venice Bitch, terza traccia dell’album e capolavoro di scrittura e produzione. La traccia di ben 9:37 minuti racchiude un turbinio di emozioni che vanno dalla malinconia alla tristezza, restando satura di una nostalgia che è quasi palpabile. Non nascondo che la nota di basso che anticipa le parole all’inizio del ritornello «Oh God, miss you on my lips» abbia toccato il punto più recondito della mia anima. Dopo il secondo minuto la canzone esplode, diventa psichedelica e sensuale, accattivante e magnetica. Inutile sprecare parole, una traccia del genere va ascoltata, abbracciata, baciata. Ci si potrebbe addirittura fare l’amore.

Come non menzionare la ventata d’aria fresca che è Doin’ Time, cover del singolo del 1997 dei Sublime. La cover di Lana, fan accanita della band californiana, è così autentica che sembra sia stata scritta da lei. Merita una menzione anche il video, in cui una gigantesca Lana cammina su Los Angeles e, dopo aver “rotto la quarta parete” entrando dallo schermo di un drive-in, vendica una giovane e biondissima Lana (Lizzy Grant?) dal tradimento del suo ragazzo. Iconic.

Picchi di malinconia e perfezione vengono raggiunti dalle due tracce che chiudono l’album, Happiness is a butterfly e il singolo Hope Is a Dangerous Thing for a Woman Like Me to Have – but I Have It. Quest’ultima, originariamente chiamata Sylvia Plath, è una potente ballata pianoforte e voce. Il testo della canzone, profondamente malinconico, è ispirato alla celebre poetessa americana, che scriveva nei suoi diari «I may never be happy but tonight and am content» (Potrei non essere mai felice, ma stasera sono contenta). Lungi dall’essere solo un inno a Sylvia Plath, Lana inserisce nel testo molti riferimenti alla sua vita privata, in particolare ai suoi problemi con l’alcolismo e la depressione.


Lana Del Rey celebra e allo stesso tempo smaschera l’America e i suoi miti. Tuttavia, l’album è molto più che un semplice «arazzo di allusioni», come scrive The Guardian.


Le 14 tracce di Norman Fucking Rockwell! sono intrise di riferimenti ad artisti e autori americani. Lana Del Rey celebra e allo stesso tempo smaschera l’America e i suoi miti. Tuttavia, l’album è molto più che un semplice «arazzo di allusioni», come scrive The Guardian. È un viaggio alla scoperta di se stessa e della sua identità come cantautrice americana. Non ci sono più i fronzoli e il lusso sfrenato di Born to die (anche se, come precisa in Venice Bitch, «Me myself, I like diamonds»). Lana si lascia alle spalle le unghie chilometriche, le corone e le tigri: ogni sovrastruttura è assente e la sua musica, come i video che hanno accompagnato i suoi singoli, è priva di virtuosismi inutili.

Attenzione: non è mia intenzione criticare i suoi lavori precedenti. Sono molto affezionata ai suoi primi quattro album, in particolare a Born to die e Ultraviolence, che sono la quintessenza della sua opera. Ma Norman Fucking Rockwell! è semplicemente sublime.

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Federica Montella

Federica Montella

Fef vive in Irlanda, ma ama moltissimo il suo Paese, tanto che ogni volta che ci torna ci lascia un pezzettino di cuore (ma in compenso guadagna 3-4 kg). Ha vissuto nei Paesi Bassi senza saper andare in bicicletta e in Spagna pur odiando il rumore. Ama viaggiare, leggere, scrivere, comprare cd, collezionare plettri, il cocco, la birra e i cani. Studia giornalismo, ma è ancora incerta circa la sua vocazione. Vorrebbe vivere lungo abbastanza da assistere all'invenzione del teletrasporto; sogna di esplorare ogni angolo dell’universo, andare a tutti i concerti dei suoi artisti preferiti, mangiare quantità industriali di pizza senza ingrassare.

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