Venti, un progetto YouTube interessante e (finalmente) stimolante

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In foto, il logo del progetto Venti, di Sofia Viscardi

In foto, il logo del progetto Venti, di Sofia Viscardi

Quando Sofia Viscardi ha pubblicato nelle sue storie Instagram l’idea del nuovo progetto Venti e ha caricato su YouTube il video di presentazione del lavoro e del suo team di protagonisti, lo scorso 6 febbraio, credeteci o no, ho pensato: «Sarà la solita proposta con l’ambizione di diventare speciale».

Video dopo video, però, ho radicalmente cambiato idea, tanto da pensare che attualmente sia uno dei pochi progetti davvero interessanti nel mondo di YouTube. Ecco perché ho voluto analizzare meglio il “fenomeno Venti” prima della sua seconda stagione, già in produzione e prossima alla pubblicazione alla fine delle vacanze estive. Ma prima di addentrarci in questo progetto, chi è Sofia Viscardi?

Sofia Viscardi: chi più ne ha più ne metta

Sofia Viscardi nel 2016, fotografata per la promozione del romanzo Succede (Mondadori)

Sofia Viscardi nel 2016, fotografata per la promozione del romanzo Succede (Mondadori)

Torniamo un po’ indietro nel tempo. Siamo nel 2014: i vlog sono la moda del momento e le challenge iniziano e intasare YouTube, creando un turbinio di monotonia e stupidità. Sofia Viscardi, nell’ala dell’agenzia ShowReel, si inserisce discretamente in questo turbinio grazie a delle collaborazioni con creators più famosi, come i TheShow o Guglielmo Scilla.

La svolta arriva nel 2016 con l’uscita del suo primo romanzo, Succede, edito da Mondadori. Non stiamo parlando di un miracolo editoriale e, probabilmente, se non avete 14 o 15 anni troverete il libro uguale a tanti altri presenti sugli scaffali delle librerie sotto l’etichetta “Per ragazzi” o “Young Adult“. Quello che c’è dietro, però, è interessante: Sofia Viscardi ha fatto presente a tutta l’Italia di non essere solo una challenge o un vlog su YouTube.


Sofia vuole davvero portare cultura sulle piattaforme social: si interessa di cronaca, politica, storia e filosofia e svolge le interviste con una professionalità e un’intelligenza culturale da ammirare.


Il libro in poco tempo è diventato Oscar Bestseller e, recentemente, Oscar Absolute della Mondadori, non solo grazie al grande seguito che la ragazza ha sui social ma anche perché il libro non è completamente da classificare trash (citando il buon vecchio Matteo Fumagalli). Succede presenta degli spunti davvero interessanti a livello di scrittura e si legge piacevolmente anche con un occhio leggermente più maturo.

Da quel momento in poi ho osservato il nuovo fenomeno del web e ho notato che Sofia vuole davvero portare cultura sulle piattaforme social, diventate prettamente sterili: si interessa molto spesso a fatti di cronaca, politica, storia e filosofia; ha intervistato più volte personaggi della letteratura contemporanea (Roberto Saviano e Concita de Gregorio, per citarne due) mostrando sempre professionalità e un’intelligenza culturale da ammirare. Dopo un altro romanzo, Abbastanza, anch’esso edito da Mondadori e anch’esso diventato Oscar Bestseller; dopo aver sostenuto gli esami di maturità e l’uscita di un film basato sul suo primo romanzo, Sofia presenta a tutti questo nuovo progetto.

Venti: come affrontare l’età adulta?

Sofia Viscardi in un frame del video Tristezza della rubrica Venti

Sofia Viscardi in un frame del video Tristezza della rubrica Venti

Una mossa di marketing intelligente è stata quella di cambiare direttamente il nome del canale da Sofia Viscardi in Canale di Venti, mantenendo tutti gli iscritti sulla piattaforma. Il canale subisce così un rebranding anche dal punto di vista grafico e viene creato il profilo Instagram seguendo lo stesso stile. Il video di presentazione, dove Sofia spiega cosa sia Venti e chi faccia parte del team è girato molto alla buona: sembra infatti che neanche lo stesso team capisca cosa sia Venti – ed è proprio questo il fulcro del progetto.

Avere vent’anni è spaventoso: non riesci a sentirti un adulto ma non sei decisamente più un adolescente e c’è questa continua pressione del futuro che sembra così vicino eppure così intangibile da crearti una sensazione di ansia perenne. Venti racchiude tutte queste paure, insicurezze e tutta questa voglia di ricercare qualcosa che non capisci ma che vuoi a tutti i costi.

Il team di Venti è formato principalmente da quattro ragazzi: Sofia, che si occupa della scrittura dei video insieme a Irene Grazioli (che forse ricorderete per la sua rubrica La prima volta sul famoso sito VICE), Matteo Squadrito, responsabile della parte video, e Federico Fumagalli per quanto riguarda l’organizzazione manageriale del progetto. I video pubblicati sono racchiusi in quattro rubriche principali, cui si aggiunge Scrivi con me, un live che va in onda ogni venerdì in cui, citando Sofia, «si cerca di essere produttivi per mezz’ora per poi parlare insieme per 10 minuti», facendo suo il famoso “metodo del pomodoro” (studiare/lavorare per mezz’ora o più per poi fare una pausa di 10 minuti).

Le rubriche del canale

La prima rubrica che andata online è stata Sopra le righe: nel salotto di Venti viene intervistato un ospite facente parte delle scene indipendenti/alternative italiane. La cosa intrigante di questo format è il modo in cui Sofia pone le domande, sempre precise e interessanti senza sembrare mai troppo formale; anche il modo in cui si pone con il corpo è molto tranquillo e amichevole, pur imitando la staticità dei classici talk show.

Il format ha intervistato anche cantanti donne, soffermandosi sulla questione del femminismo e dell’essere donna in un ambiente così sessista e maschilista come quello della musica. Chadia Rodriguez, vent’enne trapper di origini ispano-marocchine, e Madame, urban rapper classe 2002, sono state le prime due ospiti: entrambe rivoluzionarie del mondo rap e trap principalmente capeggiato da uomini.

È stata invitata nel salotto di Venti anche Greta Menchi, vecchia conoscenza di Sofia ai tempi di vlog e challenge da sempre al centro di discussioni e gossip nel mondo del web e il suo “corrispettivo maschile”, Zoda.

Non possiamo non citare le splendide interviste (che vi consiglio direttamente di andare a vedere perché non ci sono parole per descriverle) di Myss Keta e de Il Pagante. Una menzione speciale va anche alla divertentissima intervista di Stephanie Glitter, andata in onda durante la settimana del Pride – in cui tutti i video del canale hanno in qualche modo omaggiato l’essere se stessi.

La seconda rubrica è Te lo spiego Facile che, citando il preambolo di ogni video: «Nasce per rendere accessibili a tutti nuovi spunti di conversazione interessanti da rivendersi facilmente alle cene e agli appuntamenti» (scherzando sempre sul fatto che Sofia non abbia mai un appuntamento per utilizzare le nozioni apprese). Nei video della rubrica: Adrian Fartade, divulgatore scientifico del web, che parla di opportunityFederico Nejrotti, ex divulgatore che parla dell’articolo 13; Elisa Cutter, ricercatrice umanistica, che parla del femminismo; Filippo Solibello, autore e conduttore radiofonico, che parla di plastica.

Il video che ai miei occhi è, però, risultato il più riuscito della rubrica è quello in cui viene intervistata Elena, la cugina di cinque anni di Sofia, che parla quasi meglio della metà dei miei coetanei e dà risposte più interessanti. Questa rubrica è un forte tentativo di divulgazione culturale alla portata dei millenials, che sembrano sempre di più estranei ad argomenti come la politica o la scienze.

La terza rubrica prende il nome dallo stesso canale, ovvero Venti, ed è quella cui mi sono maggiormente affezionata. In questi brevi video (durano tutti meno di 10 minuti) la stessa Sofia, protagonista indiscussa, parla ogni settimana di un argomento legato ai vent’anni: dall’essere single all’ansia, dai tabù sul corpo all’amicizia, dai fallimenti ai cambiamenti e, per finire, alle responsabilità. Sono video diretti alla bocca dello stomaco di te, ventenne che non hai ancora preso la patente e magari sei tornato single dopo una relazione importante, e la naturalezza con cui Sofia parla alla telecamera fa davvero prestare attenzione a ogni sua parola.

Da questa rubrica è nato anche un podcast che prende lo stesso nome della rubrica, evidenziando sempre di più il fulcro di questo progetto: portare quanta più innovazione possibile alla sterilità che ci circonda.

L’ultima rubrica è un rifacimento ai classici vlog ma con un qualcosa in più: 168 ore sono le riprese di un’intera settimana vissuta da Sofia che cerca sempre di catturare momenti davvero rilevanti della vita quotidiana. Non vedremo mai (o almeno spero) Sofia spiegare la sua morning routine ma, probabilmente, la vedremo parlare di eventi nella metropoli di Milano o di qualche retroscena della costruzione dei video di Venti.

Una youtuber a vent’anni


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Un post condiviso da VENTI (@profilodiventi) in data:

Non mi sarei mai aspettata di vedere una semplice youtuber snobbata da tutti per la sua iniziale banalità, creare davvero qualcosa di diverso, un progetto pieno di contenuti e voglia di fare. I video di questa prima stagione di Venti sono davvero interessanti e piacevoli da guardare.

Venti è dunque riuscito a portare qualcosa di innovativo e che funziona? Non posso saperlo e sarà solo il tempo a dirlo. Finora, però, la mia voglia di eliminare YouTube dai miei preferiti è stata placata dai video in cui Sofia, seduta su un tappeto, parla insieme a una psicologa di ansia o dove, face to face e senza limiti, si parla di masturbazione femminile e di «darla facile».

Spero che continuino a intervistare gli artisti delle scene underground e mainstream. Spero che continuino a darmi spunti interessanti da rivendere ai miei futuri appuntamenti (perché, a quanto pare, quando sei single a ventidue anni tutti gli spasimanti che avevi durante la tua relazione spariscono). Spero che Sofia continui a parlarmi di argomenti che mi stanno davvero a cuore con cui poi discutere con i miei amici. Spero di condividere la produttività con lei e il team di Venti ogni venerdì, tanto per essere meno sola. Spero di ritrovarmi nei dettagli delle 168 ore di una ventenne come me. Perché in fondo si può dire ciò che si vuole, ma nessuno capisce i ventenni come i ventenni.

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Giulia Paternò

Giulia Paternò

Cresciuta in un piccolo paesino ai piedi del grande monte Etna da sempre sogno di fuggire via in un posto dove poter esprimere tutta me stessa e le mie passioni. Studentessa universitaria, fiera di far parte del 10% delle studentesse di informatica, lettrice accanita e divoratrice di film e serie tv, sostenitrice della parità dei sessi e dei diritti uguali per tutti.

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