1994: la Rivoluzione di un'epoca

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Miriam Leone, nei panni di Veronica Castello, nella serie 1994. Foto di Antonello Montesti

Miriam Leone, nei panni di Veronica Castello, nella serie 1994. Foto di Antonello Montesti

«Le cose più belle le ricordi solo quando le hai perdute».

Inizia così la quinta puntata – sì, la quinta – di 1994, terza e ultima stagione della trilogia. Parto dalla quinta e non dalla prima per una scelta della produzione, che sceglie di farci vedere solo un breve riassunto dei primi quattro episodi, per poi lasciarci agli episodi cinque e sei, promettendoci che avremmo capito alla fine della proiezione la motivazione di questa scelta – anche se vi confesso che non mi è ancora molto chiara.

Il terzo capitolo segna uno stacco rispetto alle due precedenti stagioni. Dopo l’anno della rivoluzione (1992) e quello del terrore (1993), arriviamo al 1994, l’anno della restaurazione. Da subito gli episodi appaiono più introspettivi: l’obiettivo non è più solo quello di raccontare l’indagine Mani Pulite, ma è approfondire l’aspetto psicologico e le storie dei vari protagonisti, non più solo personaggi fittizi strumentali al racconto dell’inchiesta, ma elementi fondamentali e di primo piano cresciuti talmente tanto da mettere quasi sullo sfondo la realtà. Per farlo il leitmotiv sarà la campagna elettorale di Berlusconi (Paolo Pierobon), ma soprattutto il suo scontro con Di Pietro (Antonio Gerardi), che inevitabilmente condizionerà la vita di tutti i personaggi.


Troveremo tutti molto cambiati, cresciuti, a partire da Veronica Castello (Miriam Leone), che da soubrette si ritrova in Parlamento e di certo non per fare la comparsa.


È la stessa Ludovica Rampoldi, una dei tre sceneggiatori, a raccontarcelo: «In quest’ultimo capitolo abbiamo voluto aumentare rischi e ambizioni e lo abbiamo fatto anzitutto cambiando la struttura narrativa: le stagioni precedenti avevano una struttura corale, quest’anno invece abbiamo deciso di focalizzare ogni episodio su un singolo personaggio. In alcuni episodi poi abbiamo preso singoli fatti storici, dentro i quali abbiamo intrecciato le vicende dei personaggi».

Troveremo infatti tutti molto cambiati, cresciuti, a partire da Veronica Castello (Miriam Leone), che da soubrette si ritrova in Parlamento e di certo non per fare la comparsa, ma anche Pietro Bosco (Guido Caprino), che cercherà di ritagliarsi un ruolo da protagonista nella scena politica, e ovviamente Leo Notte (Stefano Accorsi) che assumerà un ruolo centrale e contemporaneamente oscuro alle spalle di Berlusconi.

La serie, che andrà in onda su Sky Atlantic e Sky Cinema 1 a partire dal 4 ottobre ogni venerdì sera alle 21:15, racconta perfettamente l’Italia di quegli anni, una storia che in altri Paesi non si è vista, nella quale si incrociano politica, giustizia e illegalità. La caduta di un nostro muro di Berlino, una rivoluzione che ha cambiato tutto. 1994 si prospetta eccezionale e semplicemente non vediamo l’ora di guardare le ultime puntate.

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Francesco Montagnese

Francesco Montagnese

Classe '97, Calabrese di nascita, ma romano d'adozione. Nel tempo libero scrivo poesie e suono il violino.

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