Belle di faccia contro la grassofobia: da che parte stai?

0
Belle di faccia. Body positive coloring book è il libro da colorare creato da Chiara Meloni e Mara Mibelli, fondatrici del progetto Belle di faccia

Belle di faccia. Body positive coloring book è il libro da colorare creato da Chiara Meloni e Mara Mibelli, fondatrici del progetto Belle di faccia

Chiara Meloni e Mara Mibelli, fondatrici del progetto e ora associazione Belle di faccia, hanno creato un libro da colorare intitolato Belle di faccia. Body positive coloring book. Cerchiamo di dimostrare perché abbiamo bisogno di questo libro tanto quanto dell’ossigeno.

Facciamo un esperimento: se ti dicessi che ti vedo ingrassat*, come ti sentiresti? Un po’ male, giusto? Eppure non ti ho detto nulla di offensivo, mi sono limitata a fare un’osservazione sul tuo corpo.  Se ti chiedessi invece se sei dimagrit*, c’è la possibilità che tu non mi risponda sì o no, ma grazie.

Pare evidente che abbiamo un problema con il grasso e il libro da colorare di Chiara e Mara cerca proprio di risolverlo.

Essere grassi è una malattia?

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Iniziamo da principio: se parliamo di persone grasse, cosa vi salta in mente?

Le persone grasse sono davvero difficili da capire: perché non si impegnano a dimagrire? Ovviamente non lo dico per l’aspetto; è una questione di salute, arterie, ginocchia e attrazione gravitazionale che un corpo con una grande massa esercita.

Il problema è che le persone grasse sono tutte oscenamente pigre: perché non vanno in palestra? I grassi hanno una sorta di ingordigia disumana che, unita a una forza di volontà pressoché inesistente, crea dei grotteschi pachidermi.

Se proprio non riescono a dimagrire, che almeno cercassero di nascondersi. Dovrebbero evitare le righe, le fantasie, i fiori grandi, i colori vivaci, la salopette, i pantaloni a vita alta, i crop top.

Insomma: se proprio devi essere grass*, almeno cerca di passare inosservato.

Essere grassi vuol dire essere discriminati

In foto, Chiara Meloni e Mara Mibelli, fondatrici del progetto Belle di faccia

In foto, Chiara Meloni e Mara Mibelli, fondatrici del progetto Belle di faccia

Leggendo il paragrafo precedente, ci si sente un po’ di disagio perché nessun* dovrebbe essere trattat* con tanta cattiveria e odio. Eppure è ben noto che le persone grasse sono quotidianamente bersaglio di prese in giro e insulti di ogni tipo.

Tuttavia essere grass* nella nostra società non significa solo essere offes*, ma addirittura essere discriminat* in moltissimi modi. Si chiama grassofobia l’atteggiamento di paura, disprezzo e discriminazione verso il grasso[1].

È stato dimostrato che le persone grasse hanno meno opportunità di assunzione e di carriera rispetto alle persone magre. I grassi sarebbero infatti ritenuti pigri, poco coscienziosi, scarsamente competenti, instabili, senza controllo, inadeguati a interfacciarsi con eventuali clienti[2]. Se una persona grassa va dal medico perché si sente poco bene, si sentirà dire che qualsiasi suo malessere è giustificato dal peso. Se in un film c’è un personaggio grasso, sarà sempre la spalla comica o il cattivo, mai il protagonista eroico o la principessa da salvare.

Perché odiamo i grassi?

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Il punto dolente è che essere grass* viene considerato come qualcosa di vergognoso e immondo. Ingrassare è la colpa peggiore di cui una persona possa macchiarsi. A rigor di logica non dovrebbe esserci nessun particolare legame tra bellezza, successo, amabilità e il proprio peso corporeo, eppure più una persona è grassa, più è considerata brutta, fallimentare, disprezzabile.

Perché essere grassi e grasse non è solo una connotazione fisica, ma un peccato, uno stigma?

Il problema è che tutto quello che si allontana dallo stereotipo eurocentrico è considerato errato. Se non sei uomo, magro, bianco, abile, cisgender, eterosessuale, ho una brutta notizia per te: sei un errore.

L’uomo deve essere forte e atletico, la donna minuta e aggraziata. Per i grassi non c’è spazio.

Roxanne Gay dice che i corpi grassi sono indisciplinati perché non rispettano le regole e le mettono apertamente in discussione[3]. Una persona grassa ha infatti un corpo che non rispetta le leggi ferree degli stereotipi e la nostra società punisce con l’ignominia chiunque provi a ribellarsi.

Fat talk: che paura ingrassare!

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Siamo onesti: abbiamo una relazione malata con il nostro peso. Prende il nome di fat talk il gigantesco insieme di discorsi negativi e tossici inerenti al grasso[4]. Basta pensare che «Sono grass*» e «Devo dimagrire» sono frasi che si sentono già pronunciare alle elementari. Siamo dunque abituati sin da bambini a parlare male del nostro corpo, spesso senza nemmeno avere consapevolezza di questa dinamica deleteria.

Chiara e Mara hanno spiegato tante volte che noi incassiamo continui feedback negativi sul nostro corpo. Per questo motivo siamo addestrati a odiarci senza rendercene conto. Parlare male del nostro corpo ha un duplice effetto negativo. In primo luogo il fat talk distrugge noi stessi perché, mentre ci prefiggiamo un certo tipo di corpo come traguardo, ci consumiamo in una corsa tanto inutile quanto autolesionista. In secondo luogo parlare male del proprio peso distrugge anche chi ci sta intorno, perché diffonde un senso di inadeguatezza e di vergogna verso la propria fisicità.

Diet culture e diet talk

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

La diet culture è il sistema di valori che attribuisce alla magrezza e alla perdita di peso un grande valore positivo[5]. L’opinione diffusa è che bisognerebbe essere sempre a dieta per non ingrassare. Parlare in continuazione di cibi da evitare, di grassi e carboidrati da tagliare è dannoso perché porta a pensare che l’unico obiettivo degno di nota sia il proprio peso. Il grasso è sempre il prima, il triste, il brutto di cui tutti vorrebbero liberarsi.

L’ipocrisia sulla salute è sempre in agguato: le diete servono per essere prima sani che belli. Eppure tra una persona grassa sana e una magra malata, quale è più accettata?

Si diffonde così il pensiero che il cibo è nostro nemico, che bisogna resistere all’impulso naturale della fame. L’esigenza fisiologica di nutrirsi arriva ad assumere un valore morale: se mi abbuffo valgo ben poco, perché non mi so controllare. La persona grassa ha dunque un valore inferiore rispetto a quella magra.

La condizione morale più alta è quella di chi sacrifica la propria vita all’altare della magrezza, unico idolo degno di essere venerato. Il grasso viene visto come un fallimento, mentre il magro brilla di un’aura di santità. Se sei magro, ti sai controllare, mentre se sei grasso sei un sub-umano senza controllo. Una società di questo tipo incentiva il disturbo alimentare che null’altro è se non la penitenza che porta il Santo a raggiungere il Paradiso.

Eppure stiamo parlando di cibo e di peso: sono davvero così importanti? Definiscono autenticamente una persona?

«Io una botta te la darei»

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Se una donna grassa pubblica una sua foto su Instagram (orrore! Come osa!?), tra i vari insulti e commenti di disgusto si trova quasi sempre il bomber che scrive: «Io una botta te la darei, agli uomini piacciono le curve, c’è più da toccare».

Attenzione: frasi di questo tipo non sono complimento. L’ esistenza delle donne grasse non è determinata da quanto siano attraenti per gli uomini. Usare il pensiero maschile per dare valore alle donne non esaurisce il problema, ma lo accentua, perché è come pensare che una donna ha valore solo se scopabile. In questo ragionamento c’è puzza di patriarcato, certo. Una donna ha valore a priori in quanto individuo e non se passa l’esame dell’appagamento sessuale maschile.

Una donna grassa, esattamente come un uomo grasso, ha bisogno di rispetto, dignità, gentilezza e rappresentazione, non di uno che glielo appoggi sentendosi il Messia.

E no, le donne grasse non sono tutte belle né tantomeno sono comunque belle. Il buonismo e i premi di consolazione non servono. Ci sono donne grasse belle e donne grasse brutte. Bellezza e peso non sono concetti interdipendenti e non sono nemmeno così importanti come siamo portat* a pensare.

La vera body positivity

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Il primo passo per smontare la grassofobia e tutta la sofferenza che ne deriva è parlare di body positivity nel modo corretto, esattamente come Chiara e Mara non smettono di dire.

Belle di faccia vuole fare capire che il concetto di body positivity è stato edulcorato, privato della sua parte politica. Saremmo infatti portat* a individuare la soluzione alla grassofobia nell’amore per se stessi. Se mi amo, divento immune agli insulti.

In realtà il problema è molto più delicato.

Se divento sicur* di me, la grassofobia rimane. Se imparo ad amarmi, gli insulti e le discriminazioni per i grassi restano e, per ogni persona forte che riesce ad amarsi, ce ne sono altre che non ce la fanno. Come posso amare un corpo che il mondo mi insegna a odiare? Anche se facessi uno sforzo titanico e riuscissi a volermi bene, cambierebbe qualcosa per tutte le persone nella mia stessa condizione?

Belle di faccia lo dichiara in ogni modo: è il modo di pensare che va cambiato. Accettarsi e vivere bene non sono un dovere, ma un diritto e i diritti sono per tutt*. Ogni corpo è valido e ha diritto a rispetto, dignità e rappresentazione. Questa è la body positivity di cui abbiamo bisogno.

Non solo bellezza

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Il problema è che alle spalle di ogni discorso sulla body positivity c’è il concetto di bellezza. Una persona che si trova bella è in pace con se stessa ed è felice. Ma siamo sicuri che questo basti?

Il progetto Belle di faccia ribadisce che ognuno dovrebbe piacersi, ma la bellezza non dovrebbe dividere le persone in umani e sub-umani. Una donna o un uomo possono avere un’infinità di caratteristiche e pregi che dovrebbero avere valore indipendentemente dall’aspetto del soggetto.

Soprattutto potrebbe essere utile vivere in un mondo in cui hanno peso i valori del rispetto, dell’uguaglianza e della gentilezza prima della bellezza. Non è forse riduttivo e forse anche un po’ sciocco lasciare che sia uno specchio a dividere il mondo in umani e sub-umani?

L’importanza della rappresentazione

In foto, Chiara Meloni e Mara Mibelli, fondatrici del progetto Belle di faccia

In foto, Chiara Meloni e Mara Mibelli, fondatrici del progetto Belle di faccia

Il grande merito del coloring book di Belle di faccia è che, per la prima volta in Italia, viene data una rappresentazione neutra a personaggi grassi.

Se vedo corpi grassi, mi convinco che non sono una mostruosa eccezione, ma una delle molteplici possibilità del corpo umano. Al contrario, se non ti vedo, non esisti.

In questo modo si riconosce l’importanza della diversità e varietà dei corpi. L’obiettivo è dare rappresentazione ai corpi grassi e dipingerli non come macchiette, ma come individui qualsiasi che hanno il diritto di avere un’esistenza serena come chiunque.

Chiara e Mara invitano a constatare quanto sarebbe rivoluzionario aprire Instagram e vedere corpi di tutte le dimensioni. Ci farebbe sentire accettat* e a nostro agio con il nostro corpo, in qualsiasi modo esso sia.

Fat acceptance e body neutral

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

L’intento forse più ambizioso del coloring book è quello della fat acceptance. Essere grass* è una connotazione fisica come il colore dei capelli e in quanto tale non dovrebbe avere valore morale.

L’obiettivo non è quello di un’accettazione rassegnata, ma il raggiungimento della consapevolezza che il corpo umano ha tante forme, colori, caratteristiche e ognuna di queste connotazioni ha dignità. Non serve pietà verso le persone grasse, ma neutralizzare i giudizi sul corpo proprio e altrui.

Il desiderio ultimo e altissimo è quello di un mondo body neutral, ossia una realtà in cui il valore più alto non è la bellezza, ma la dignità. Il grande e nobile credo di Chiara e Mara è che tutti i corpi devono essere liberi e rispettati a priori.

Essere buoni alleati

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Illustrazione di Chiara Meloni (@chiaralascura) per Belle di faccia

Ma quindi il progetto di Belle di faccia serve solo per le persone grasse? Se io sono magr*, cosa me ne faccio? Ammettiamolo: non tutti possono capire appieno il dolore di una persona vittima della grassofobia. Eppure, vivere in un mondo che discrimina le persone sulla base del peso è una vergogna per chiunque. Chiara e Mara, con tanta rabbia e tanto coraggio, sono schierate in prima linea, ma la battaglia è lunga e difficile: hanno bisogno di alleate e alleati.

Essere alleati vuol dire usare la propria posizione di privilegio per scardinare la grassofobia, diffondendo il concetto di body positivity e fat acceptance, evitando i giudizi morali sul cibo e sul corpo delle persone. Allearsi con persone discriminate per il peso significa soprattutto cercare di educare una società ignorante e chiusa.

E sì, Chiara e Mara hanno previsto la domanda che sorge spontanea a questo punto del discorso: non è un po’ troppo da chiedere a un libro da colorare?

Ma hanno anche la risposta di cui abbiamo bisogno: «Se quelli con i mandala promettono di farvi rilassare (cosa a nostro parere impossibile), perché noi non possiamo puntare ancora più in alto?».


Fonti:
1. Grassario, Glossario sulla Body Positivity a cura di Belle di Faccia.
2. www.cordis.europa.eu
3. Roxanne Gay, Fame. Storia del mio corpo, 2018, Giulio Einaudi Editore.
4. Grassario, Glossario sulla Body Positivity a cura di Belle di Faccia.
5. Grassario, Glossario sulla Body Positivity a cura di Belle di Faccia.

About author

Giulia Mauri

Giulia Mauri

Giulia Mauri è laureata in lettere e insegna alle scuole medie. Si dice sia nata da una malsana mescolanza tra South Park, Nirvana, Cowboy Bebop, Moravia, Pavese, Bojack Horseman e tante cose belle. Troppo pallida, oscenamente timida, fortemente introversa, talvolta sarcastica. Ama i fumetti, l'animazione, i cani e la montagna.

No comments

Potrebbero interessarti

Tommaso Paradiso in una foto di Riccardo Ambrosio

Tommaso Paradiso pigliatutto

[caption id="attachment_10670" align="aligncenter" width="1000"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi