C'era una volta a Hollywood: Tarantino e il suo omaggio al cinema

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In foto, un dettaglio della locandina di Cera una volta a Hollywood, nuovo film di Quentin Tarantino

Dettaglio della locandina di C’era una volta a Hollywood, nuovo film di Quentin Tarantino

C’era una volta a Hollywood, uscito nelle sale a settembre 2019 e diretto da un intramontabile Quentin Tarantino, è la ciliegina sulla torta di un anno che ci ha portato forti emozioni sul grande schermo.

Con un cast stellare che comprende Leonardo Di Caprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Emile Hirsch, Al Pacino e un’altra infinità di nomi che hanno fatto loro stessi la storia del cinema del millennio, il regista vuole omaggiare la sua Hollywood. In un background anni ’60, Tarantino incanala tutto ciò che concerne il cinema di quegli anni, soffermandosi su un altro genere intramontabile, quello del Western.

La trama ruota attorno storia di Rick Dalton (Leonardo Di Caprio) e Cliff Booth (Brad Pitt), il primo un attore western che vede la sua carriera collassare giorno dopo giorno e il secondo che interpreta la controfigura di Dalton. Sullo sfondo di questo mondo ad alta velocità con colline californiane, set cinematografici e comparse di attori altrettanto famosi (per esempio, l’omaggio a Bruce Lee), abbiamo la contorta storia di Sharon Tate (interpretata da una superba Margot Robbie) e Roman PolanskiCharles Manson e tutta la brutale storia della Family che, però, subirà un non piccolo cambiamento nel corso degli eventi, in perfetto stile Tarantino.

La lentezza del film è caratteristica: la prima parte scorre veloce, mentre la seconda, esclusi gli ultimi dieci minuti, non segue lo stesso ritmo, ma ci sono temi talmente interessanti che non c’è tempo di annoiarsi. La meta-regia e la narrazione fuoricampo la fanno da padrone per il nono film del noto regista.

Nonostante questo, le critiche non hanno tardato ad arrivare: il film è stato giudicato negativamente perché troppo lento e non nel tipico stile di Tarantino. Ma ci si sbaglia: la giusta dose di splatter – che la maggior parte degli spettatori si aspettavano – c’è. Il cast impeccabile, pure. Un cambio repentino di ciò che è la vera storia, anche.

Cos’altro c’è da dire se non che il regista è riuscito nell’intento di omaggiare Hollywood nella sua vera e unica “epoca d’oro”? Nulla, se non: correte al cinema, sedetevi, gustatevi i vostri snack e un film che sicuramente non sarà facile da dimenticare e che ha già preso il suo posto nella Hall of Fame.

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Claudia Fontana

Claudia Fontana

Claudia nasce nel 1996 a Pesaro, per metà cubana, conosce cinque lingue, appassionata di arte (sì è una di quelle che piange in tutti i musei) e letteratura, studia - cliché - lettere moderne nella rossa Bologna ma è sempre da qualche altra parte del mondo; da grande vorrebbe lavorare nel mondo dell’editoria, però anche viaggiare però anche fare la fotoreporter però anche vincere il premio Nobel per la pace. Perennemente indecisa, promessa sposa del Regno Unito, del rock classico, di Francesco Guccini e delle tisane allo zenzero.

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