Eretica Edizioni: è ancora possibile sognare il piacere della lettura

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In foto, il logo di Eretica Edizioni

In foto, il logo di Eretica Edizioni

Eretica Edizioni è, come si suol dire, tutto un programma. Qualcuno potrebbe definire la casa editrice indipendente come finta perbenista, come sconosciuta e qualsiasi altra accezione negativa. Eppure, nonostante non abbia riscontrato grande interesse nel mondo di Instagram, sono consapevole che se Eretica Edizioni non fosse mai esistita non mi sarei mai avvicinata alla poesia a occhi chiusi.

Quando ho chiesto, nei diversi gruppi di lettura di cui faccio parte, cosa pensassero di Eretica Edizioni, mi è stato risposto: «Non conosco». Pensavo avessero confuso Eretica per il nome di qualche scrittrice, magari, e invece no, non avevano idea di cosa io stessi dicendo. Questo mi spinge sempre di più verso l’idea che oramai, per dire di essere un book-blogger, è necessario avere circa 50 commenti sotto a foto con zucche e calzettoni di lana; poi non importa se si parla di ricettari del Todis o di libri.

Questo è uno dei motivi per cui nasce Dietro un libro: perché mi piace guardare dove non guarda quasi mai nessuno, oltre il semplice concetto di libro stampato.

Eretica Edizioni: dietro la maschera

In foto, Giordano Criscuolo, direttore editoriale di Eretica Edizioni

In foto, Giordano Criscuolo, direttore editoriale di Eretica Edizioni

Ho avuto l’immenso piacere di parlare con il direttore editoriale Giordano Criscuolo e, finalmente, sono riuscita a capire per quale motivo Eretica si chiama così. Alla mia domanda, ha risposto: «Quando decisi di buttarmi in questa avventura avevo le idee chiare su tutto tranne che sul nome della casa editrice. Volevo un nome che fosse bello, evocativo, indimenticabile. Un pomeriggio ero nel mio studio a scervellarmi con la testa china sullo scrittoio, quando entrò mia moglie e mi chiese cosa stessi facendo.

«“Un bel problema, Ro’”, le risposi in tono drammatico: “Non riesco a trovare un nome per il mio progetto”. “Ma è così semplice: ce l’hai nel nome,” mi disse. Pensai quindi subito a Giordano Bruno: “Eretico… Eretica!”. Era il nome perfetto: sette lettere che racchiudono e raccontano perfettamente la mia vita.

«Qualche tempo dopo Italo Spada, un bravissimo scrittore, mi fece leggere un intervento di Don Ciotti e quelle parole sono diventate un po’ il nostro manifesto: “Vi auguro di essere eretici perché eresia in greco significa scelta”».

Eretica Edizioni: oltre la poesia

Finora, nella sezione Letteratura e Fumetto, trovate diverse opere recensite di Eretica e sono tutte poesie, piccoli volumi con la copertina rossa dai formati davvero strani, quasi tascabili. Oltre alle poesie, però, sono consapevole di non aver mai letto altro. Mi sono affezionata a questi volumi come se non esistessero altre pubblicazioni.


L’arte ha sempre a che fare con il divino, quello che è in noi e quello che è fuori di noi. Allora, semplicemente, ci emozioniamo. Ecco, noi pubblichiamo solo i libri che ci emozionano.


Giordano mi parla di arte e di parole che sono arte, di condivisione di una letteratura, di manoscritti. Arte che emoziona, che non importa se avrà successo o no.

Mi racconta: «Quando noi tutti leggiamo un libro, o vediamo un film o ascoltiamo un album non riflettiamo troppo sul cosa stia succedendo. Poi, a un certo punto – a volte subito, a volte con un po’ di ritardo – ci rendiamo conto che qualunque cosa stia succedendo ha a che fare con il divino. L’arte ha sempre a che fare con il divino, quello che è in noi e quello che è fuori di noi. Allora, semplicemente, ci emozioniamo. Ecco, noi pubblichiamo solo i libri che ci emozionano. Non ci sono calcoli dietro la stampa di una determinata opera, non sappiamo quante copie venderemo e non ci chiediamo nulla: vogliamo solo pubblicare un’opera d’arte che ci ha emozionato e che dunque, anche se non dovesse arrivare più nemmeno a un altro lettore, ha comunque già raggiunto il suo scopo».

È proprio qui che non tornano i conti: come è possibile produrre solo in base al proprio gusto, al proprio interesse senza pensare al guadagno? Semplice: passione. Probabilmente la passione per le belle parole, per una bella storia – che, del resto, è la stessa passione che mi muove da quando ho iniziato a leggere.

È possibile guadagnare con il proprio gusto?


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«Il film è mio e ci metto tutti i conigli che voglio»: David Lynch provava a spiegare così le sue stranezze cinematografiche.

Quando ho iniziato questo percorso con le case editrici indipendenti ho voluto approfondire con ognuna anche l’aspetto economico, quella lotta incessante contro gli acquisti online che si era tramutata in una gara a chi propone lo sconto più alto. Ho chiesto cosa ne pensassero negli uffici di Eretica, se un prezzo non più così scontato fosse un modo per ridare valore alla figura del libro. La risposta mi ha fatto capire la bellezza di questa casa editrice, non solo per la qualità dei testi e della carta.


Esistono ancora editori umani, che si occupano di qualcosa che gli piace senza necessariamente dover disintegrare la possibilità di acquistare un libro.


«L’Italia è la nazione del facta lex inventa fraus. Questa è una legge che va solo a favore dei grandi colossi. Il discorso è però lungo e complesso e per me, che non amo e non so utilizzare il linguaggio tecnico, molto difficile da sintetizzare in poche parole», mi dice Giordano. Un po’ come dire che forse, ancora una volta, ci si dimentica dei piccoli artigiani delle parole, degli scrittori che sono magari alle loro prime cartelle di Word e che ancora non sono diventati – e forse mai lo saranno – parte integrante della macchina libraria. Giordano però ci crede davvero. Eretica Edizioni nasce per diffondere il piacere in senso più ampio, non per renderlo un’esclusiva di chi frequenta il lounge firmato American Express.

Mi dice ancora: «Sul nostro Store mi sentirò sempre libero di fare qualsiasi cosa mi passi per la testa e di mettere in promozione i libri ogni qual volta, per un motivo o per l’altro, ne avvertirò l’esigenza. Deciderò io la scontistica. Non posso farlo? Beh, allora quella scontistica riguarderà i libri usati “pari al nuovo”! Siamo eretici anche per questo». Questa è una cosa che mi regala un briciolo di speranza. Esistono ancora editori umani, che si occupano di qualcosa che gli piace senza necessariamente dover disintegrare la possibilità di acquistare un libro.

I numeri non ci interessano

In foto, lo stand di Eretica Edizioni durante il salone del libro napoletano NapoliCittàLibro, presente sulla pagina facebook della casa editrice

In foto, lo stand di Eretica Edizioni durante il salone del libro napoletano NapoliCittàLibro, presente sulla pagina facebook della casa editrice

A Giordano ho poi fatto una domanda sicuramente sconveniente: ho chiesto il primo passo per vendere un libro. L’ho chiesto in virtù del fatto che sui social vincono solo gli stessi soggetti da diverse angolazioni, chi più commenta e si fa notare, ma a loro tutto questo non interessa. La risposta è stata alquanto chiara: «Chi acquista libri è un sovversivo, un romantico, una persona che vuole fantasticare per vivere meglio, un visionario che vuole evadere per abbellire la realtà, un anarchico che cerca un piccolo rifugio per godere di spazi infiniti, un sognatore senza pretese che alle parole chiede tanto».

Mi dice poi che lui ama le lettere e che, invece, la matematica non gli è mai interessata; quindi piuttosto che spingere un libro verso la classifica dei più venduti preferisce spingerlo verso il comodino del lettore.


Mi risulta ancora difficile credere che, per risparmiare qualche centesimo sul costo finale di un libro, alcuni editori medio/piccoli decidano di dare alle stampe libri dalle copertine terribilmente pacchiane e dalla carta pessima.


Come di consueto, finisco per chiedere a Giordano quanto la scelta della qualità influisca sulla quantità, quale delle due abbia più valore. Mi dice, quasi fosse amareggiato: «Non tanto. Questa è una risposta che mi fa tanta tristezza, perché mi risulta ancora difficile credere che, per risparmiare qualche centesimo sul costo finale di un libro, alcuni editori medio/piccoli decidano di dare alle stampe libri dalle copertine terribilmente pacchiane e dalla carta pessima.

«Nel 2010, prima di fondare Eretica, aprii un panificio-biscottificio. La differenza di prezzo tra le migliori e peggiori nocciole o il migliore e peggior cioccolato era irrisoria, eppure tanti colleghi decidevano di acquistare i prodotti che costavano di meno per portare a casa, a fine anno, un risparmio di € 200-400. “Ecco com’è che va il mondo”, cantava Battiato. Eppure non sono i soldi a muovere l’universo ma è la passione. Non è saggezza ma una banale verità».

Chi è il lettore di Eretica?

Per la mia esperienza, il lettore di Eretica Edizioni è un lettore fuori dagli schemi. Un lettore contro corrente, contro obblighi e verso le passioni e la curiosità. Tutto sommato non è poi così differente dalla risposta di Giordano che mi dice: «Il lettore tipico di eretica è un sognatore, un romantico, un sovversivo. Un Eretico, insomma».

Leggere Eretica Edizioni è da sovversivi, è vero. Eretico è chi lascia un libro su una panchina per farlo girare, chi si innamora di una poesia carnale, chi non si limita mai a quelle 5 stelle di Amazon o al commento «Bellissimo, lo leggerò sicuramente» di Instagram. Eretico, alla fine, è colui che ci crede davvero e, a questo punto, sono fiera di poter dire di essere dannatamente Eretica anche io.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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