Indie Pride 2019: sentirsi a casa non è mai stato così bello

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Antonia Peressoni e l'associazione Indie Pride © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Antonia Peressoni e l’associazione Indie Pride © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Sono a Bologna da poco meno di un mese e alterno momenti di felicità assoluta a momenti in cui casa mia mi manca in maniera assurda. Non ho ancora dei ritmi ben definiti, conosco soltanto la strada che porta all’Università e i pullman sono i miei migliori amici: per questo ho deciso di togliermi la vestaglia da nonna e vivere la città che ho sognato da sempre.

Non c’è stato bisogno di cercare molto, c’era un’esperienza meravigliosa da vivere a poche fermate di pullman da casa mia: l’Indie Pride. Per chi non conoscesse questa realtà, l’Indie Pride – Indipendenti contro Omotransfobia, Bullismo e Sessismo è un’associazione no profit che ha sede a Bologna, che riunisce musicisti e addetti ai lavori del mondo discografico per lottare contro ogni sorta di discriminazione e portare avanti una battaglia per difendere chi ne è vittima, attraverso l’arma più potente e forte che c’è: la musica. Ogni anno Indie Pride organizza un festival che riunisce gli artisti che sposano questa causa, per una serata all’insegna della musica e della lotta contro l’omofobia e la discriminazione.

Indie Pride 2019: i talk di venerdì 25 ottobre

Sem&Stènn @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Sem&Stènn @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Quest’anno però la serata di live music del 26 ottobre è stata anticipata da una giornata davvero interessante in cui la parola e il confronto sono stati protagonisti, attraverso due talk dai titoli Storia e storie: la retorica dell’esclusione e Luci e ombre: riflessioni sui live club.

Il primo talk si è tenuto alla Casa delle Associazioni Baraccano dove hanno preso la parola la cantautrice Maria Antonietta, il Prof. Vincenzo Lagioia e i presentatori dell’Indie Pride Sem&Stenn. Si è parlato di esclusione, partendo dal contesto in cui nasce: l’esclusione prende piede da un sistema dato e accettato, in cui ciò che è diverso spaventa e viene marginalizzato. L’esclusione ha radici storiche molto antiche, molto spesso connaturate ai dettami ecclesiastici – come detto dal prof. Lagioia, non si tratta di un discorso anticlericale, ma di una pura evidenza delle fonti. C’è stato qualcuno nei secoli che ha deciso cosa doveva e cosa non doveva essere accettato, plasmando così un contesto culturale che nei secoli ha penalizzato determinati comportamenti e discriminato chi non era consono alle regole socialmente imposte. Il talk ha permesso di intrecciare storie antiche e storie nuove, grazie alle voci di persone che hanno vissuto sulla loro pelle il peso dell’esclusione e della discriminazione, in quanto donne e in quanto appartenenti alla comunità LGBTQI+, ma prima di tutto in quanto persone controcorrente.

Cara Calma @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Cara Calma @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Il secondo talk invece è stato ospitato dal Centro delle donne di Bologna. È stata un’occasione molto bella per conoscere la musica da un altro punto di vista, umano e organizzativo. È stato presentato il questionario che Indie Pride ha sottoposto a vari live club italiani con i relativi risultati: da qui è partita la riflessione con gli ospiti del talk Irene Tiberi di shesaid.so Italy, Federico Rasetti di KeepOn Live, Valentina Gallo di Cap10100, Simone Fogliata dell’Hall di Padova, Gianrico Cuppari di BPM Concerti e Flavia Tommasini del TPO.

In entrambi i talk c’è stata la presentazione di una realtà nata da pochi mesi che si chiama Restart – A safe space for music minds, il primo progetto in Italia che si propone di offrire supporto psicologico e di proteggere i musicisti e gli addetti ai lavori del mondo discografico nei momenti di crisi. Appena ho sentito la presentazione, ho avuto un sussulto di gioia: perché nessuno ci aveva pensato prima? Adesso posso dire di essere felice perché qualcuno ha avuto questa felice intuizione e spero che il progetto nei prossimi mesi abbia sempre più successo e diffusione.

La prima giornata di Indie Pride si è conclusa con la consapevolezza di aver vissuto momenti unici, che mi hanno dato la possibilità di riflettere maggiormente su tematiche importanti. Ho ascoltato ogni parola con attenzione, prestato attenzione a ogni riflessione e ringraziato i pullman per essere passati nonostante lo sciopero, perché mica potevo perdermi una giornata così bella?

Con Indie Pride, musica è uguaglianza

Twee @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Twee @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Dai talk alla musica, il passo è stato breve. Il tempo di raggiungere la mia partner in crime Alessia e ci siamo dirette svelte al TPO, dove ci aspettava una serata di musica e… qualcos’altro. Questo live dell’Indie Pride non è stato solo musica, è stato affermazione di uguaglianza, rivendicazione di diritti, lotta, gioia e tante risate.

Io e Alessia siamo arrivate al TPO con una sola certezza: dell’intera line up, conoscevamo solo la regina Romina Falconi. Meglio così! Siamo state sorprese da quasi tutti gli artisti che si sono succeduti sul meraviglioso palco dell’Indie Pride: dalle 20:00 in poi è stato tutto un susseguirsi di sguardi tra me e Alessia, che stavano a significare «Ma sono davvero bravi, dobbiamo cominciare ad ascoltarli!».

Sem&Stènn @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Sem&Stènn @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

La serata si apre con il gruppo che posso assolutamente definire la più bella scoperta di quest’anno: le Tweeun misto di swing e pop che non avevo mai ascoltato prima e che ci ha fatto ballare fino a non sentire più le gambe. Tengono il palco in maniera audace, ti coinvolgono e ti fanno diventare la loro più grande groupie anche senza conoscere una sola canzone. La cantante si muove e scherza col gruppo, ottimo modo per dare luce a tutti i componenti. Plauso per la bassista, la più brava che abbia sentito finora.

Entrano allora i presentatori più cool dell’universo: Sem&Stenn sono energici, irriverenti e coinvolgenti, a tratti impacciati ma sempre speciali. Tra musica e parole, conducono questo Indie Pride nel miglior modo possibile.

Quando pensiamo di aver visto sul palco tutta l’energia possibile, arriva una combo che ci travolge e ci sconvolge letteralmente. Non pensavo che degli esseri umani potessero avere un’adrenalina simile. Cara Calma ed Endrigo portano sul palco una performance inimitabile: sono ironici, fomentano una folla in delirio e urlano come nemmeno mia madre riesce a fare. Da una canzone a un’altra, la sensazione è quella di essere finita in un vortice punk da cui non voglio uscire.

A sorpresa, prima della coppia Cara Calma+Endrigo, salgono sul palco i Benelli: un’ulteriore pollice in su, finiranno nella mia libreria Spotify qualche ora dopo. In quel preciso istante, invece, finisce dritto al mio cuore il cantante del gruppo, da me ribattezzato “Bonello”è stato un colpo di fulmine. Il picco di gioia e di esaltazione si raggiunge quando il palco è pieno zeppo di belle persone, dai Benelli ai Cara Calma, Endrigo e – all’improvviso – i Botanici: per qualche minuto mi è parso di tornare al Morgana, a Benevento, a casa. Grazie.

Una @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Una @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Subito dopo si esibisce un trio di tutto rispetto con una performance inedita: salgono sul palco Honeybird, Una e Cruz. Il girl power non manca e la musica ci trascina tutti, con ritmi a tratti incalzanti, a tratti più elettronici. Tre musiciste davvero in gamba!

A questo punto è il momento di Venerus: un artista a noi sconosciuto, ma ci rendiamo conto di essere le uniche a non averlo mai sentito. Sarà che il mio cuore era già stato conquistato, sarà che il punk ti riporta con l’anima alle occupazioni del liceo, ma in quel momento io ed Alessia ci guardiamo e i nostri occhi dicono soltanto: «Ridateci i Cara Calma e gli Endrigo».

Romina Falconi @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Romina Falconi @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Finalmente arriva la nostra regina, la diva che aspettavamo dall’inizio: Romina Falconi fa ballare tutto il TPO, è magnetica. Ogni canzone ci fa ridere e al tempo stesso ballare, ci guardiamo attorno e nessuno riesce a star fermo. La stessa Romina a un certo punto si emoziona e quel momento è forse il più bello di tutti. Con Magari muori arriviamo all’apice della serata: il live non poteva concludersi in modo migliore!

Segue poi il dj set di Giorgio Gozzo e Collettiva Elettronika, un collettivo di donne musiciste, attiviste, performer, transfemministe. I nostri occhi però si stavano già chiudendo alla fine del live e abbiamo dovuto salutare il TPO prima dell’inizio del dj set: scusateci, ma siamo vecchie dentro.

Cara Calma, Botanici, Endrigo e Benelli @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Cara Calma, Botanici, Endrigo e Benelli @ Indie Pride 2019 © partedeldiscorso.it / Alessia Scarpinati

Questo Indie Pride è stato il regalo più bello che potessi farmi, una esperienza unica. È difficile non spendere parole che possano suonare delle moine o addirittura semplicistiche, ma «unica» è davvero la parola giusta. È stata unica perché non c’è nient’altro che possa unire in modo così bello e originale la musica e la lotta alle discriminazioni; è stata unica perché ha unito le parole e la musica, con riflessioni profondamente radicate nel presente e la giusta carica che solo un live può darti. Unica, ancora, lo è stata perché la cosa più bella è sentire artisti che prima e dopo la loro performance rivendicano il diritto di ogni persona a essere ciò che vuole e ricordano il loro sostegno alla comunità LGBTQI+.

Dopo due giorni in cui ho respirato appieno la vita e la voglia di lottare, posso dire un grazie enorme a Bologna e all’Indie Pride per avermi accolta. Questa città da oggi comincia a essere casa mia.

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Virginia Ciambriello

Virginia Ciambriello

Malinconica seriale, non ho da offrire nulla eccetto la mia confusione - come disse Kerouac. Amo tutto ciò che è arte e ho due ossessioni: il pistacchio e i tramonti. Sono romantica fino all'osso e siccome non riesco a dirlo, lo scrivo.

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