Chi sono i Moca e cosa vogliono raccontare con le loro canzoni?

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In foto, i Moca

In foto, i Moca

Dopo il loro singolo Relazionatore, già nelle playlist Indie ItaliaScuola Indie (di cui sono stati anche la copertina) e in rotazione nella Viral 50 italiana, i Moca tornano con un nuovo singolo estratto dal loro primo album Oplà, di prossima uscita. Si chiama Bailamme ed è una baraonda di emozioni, talmente avvolgente da far perdere la coscienza di se stessi. Come scritto sulla pagina della loro etichetta discografica, La Clinica Dischi:

Moca sono le cinque del mattino nei bar di stazioni deserte ad aspettare treni che forse un giorno smetterai di perdere; Moca è l’orizzonte che fuma lento l’ultimo tramonto dell’estate, fra l’odore di Arbre Magique e macchine sudate su litoranee che sanno di asfalto e salsedine; Moca è la fine del mese che urla il tuo nome fra bar e bistrot di periferia, è il lampione intermittente davanti a casa che scandisce il passare del tuo tempo, è il caffè delle dodici che ti sussurra all’orecchio che un’altra notte è passata, mentre lecchi le ferite di un’alba di troppo. Moca è l’ennesima band it-pop, di cui non sentivi la mancanza, di cui non puoi più fare a meno.

Ecco cosa ci hanno raccontato.

Chi sono i Moca e cosa raccontano nelle loro canzoni?

«I Moca sono sei ragazzi come tanti alle prese con i problemi di tutti i giorni, spinti però anche da una certa voglia di esprimere questi problemi. Tra noi c’è chi studia, chi lavora, chi fa entrambe le cose, chi ha relazioni, chi le sfascia e chi le crea. È da queste nostre esperienze che nascono i soggetti delle nostre canzoni, dai nostri problemi e desideri quotidiani, dal nostro bisogno di ricerca e da quello di dire qualcosa, di esprimere dei sentimenti spesso e volentieri universali».

All’inizio dell’estate è uscito un vostro brano dal titolo Relazionatore. Come è nato questo flusso di coscienza?

«Relazionatore, più che un flusso di coscienza, lo definiremmo una presa di coscienza. “Non mi va di uscire, neanche di parlare, sarò buono solo a dire non mi va” è un ritornello che letto così, su due piedi, lascia l’ascoltatore magari un po’ basito, ma chi non ha vissuto giornate del genere? Quando ti svegli e pensi “Ma chi me lo fa fare?”. Questa presa di coscienza si spinge però oltre: “Se non rifletto ciò che brilla dentro, nemmeno il sole mi illuminerà” è una frase di un’incredibile potenziale autocritico.

«È vero che non è sempre facile vivere la quotidianità e magari vorremmo mandare tutto a farsi fottere, quanto è vero però che siamo noi i primi e unici responsabili dello sviluppo della nostra vita e del nostro potenziale. “Poi mi guardo in uno specchio, e mi chiedo: ma che cosa sono?”.

Quali sono le influenze musicali che vi hanno contaminato?

«Domanda difficilissima! Rischiamo di darti una risposta terribilmente lunga che sembra un elenco della spesa! Possiamo dire che, essendo in sei e avendo ognuno il proprio background musicale ed esperienze, siamo influenzati da una terribile quantità di gruppi, artisti, cantanti e cantautori. Tutto questo lo filtriamo, cercando di condensarlo in qualcosa di nuovo e personale. Comunque, se dobbiamo dire un nome in particolare, senza dubbio i Rolling Stones».

La copertina del nuovo singolo dei Moca, Bailamme

La copertina del nuovo singolo dei Moca, Bailamme

Come siete entrati in contatto con La Clinica Dischi?

«Con i ragazzi de La Clinica Dischi ci siamo conosciuti qualche anno fa, quando ancora i Moca non esistevano. Siamo diventati amici prima ancora di iniziare a collaborare. Quando il progetto iniziava a prendere forma, è stato del tutto naturale iniziare questo percorso insieme. Siamo stati in studio con loro per oltre un anno e in realtà stiamo continuando a scrivere e registrare cose nuove. Abbiamo lavorato tanto sull’identità del suono e in generale sulle produzioni, abbiamo scartato e buttato via un sacco di roba per arrivare a questo disco. Siamo cresciuti tanto e ora si è creato un bel team».

Cosa ascoltano i Moca quando sono in macchina?

«Veramente di tutto. Vale lo stesso discorso di prima, relativo alle influenze musicali!».

Ci date qualche spoiler sui prossimi singoli?

«Quello che possiamo dire ora è che ci sono delle belle bombette in arrivo. Ogni volta che torniamo in studio troviamo una voglia e una connessione sempre nuove. Le novità sono davvero dietro l’angolo, siamo sempre più carichi e la qualità dei pezzi ci sembra sempre più alta! Di più non possiamo spoilerare, sennò i ragazzi di Clinica ci ammazzano».

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come @machitelhachiesto. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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