Vincenzo Fasano: «La realtà che a volte ci sorprende»

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In foto, il cantautore Vincenzo Fasano

In foto, il cantautore Vincenzo Fasano

Vincenzo Fasano con il suo nuovo album, dal titolo Acquapunk, ci catapulta nell’occhio dell’Universo. Richiama all’attenzione l’uomo distratto, disconnesso dalla sua umanità e orfano della Natura, per invitarlo a riabbracciare l’esistenza vera in tutti i suoi aspetti, attraverso uno spirito originario e quindi più forte.

Le canzoni nascono tutte a quattro mani insieme a Matteo Buzzanca che ha anche prodotto l’album insieme a Mattia Panzarini.

Ecco cosa ci ha raccontato.

La scelta di usare il tuo nome e cognome appare insolita in un mondo musicale ormai costellato di nomi d’arte, a volte piuttosto difficili da ricordare. Scelta voluta, immagino.

«Intanto, grazie per avermi invitato.

«Ti stupirò dicendoti che il nome Vincenzo Fasano è un nome d’arte: infatti io mi chiamo Gianluca Florulli, che è il nome che uso nella vita e come autore per altri artisti. Vincenzo Fasano è il nome d’arte di un mio progetto ed è composto dal nome di mio padre e il cognome di mia madre. Avevo bisogno di qualcosa di “normale” che mi potesse permettere di guardarmi da lontano».

La cover di Acquapunk, album di Vincenzo Fasano

La cover di Acquapunk, album di Vincenzo Fasano

Parliamo di Acquapunk, l’album uscito lo scorso 14 giugno. Un titolo particolare sicuramente. Cosa volevi trasmettere a chi ti ascolta?

«Avevo bisogno di un titolo che facesse pensare a come sta andando il mondo.

«Ho voluto unire due elementi in contrapposizione, l’acqua che rappresenta la purezza e la vita e il punk che simboleggia i rifiuti. Le isole negli oceani composte da rifiuti di plastica e lo scioglimento dei ghiacciai mi riempie di tristezza. Dall’altra parte esistono persone fantastiche che amano il nostro pianeta, saranno loro a darci un futuro “pulito”».

Cosa pensi oggi del panorama musicale italiano?

«Penso sia un momento speciale, bellissimo. Ci sono concerti veramente emozionanti in giro per la nostra nazione – di artisti validi, veri, che hanno qualcosa da dire. Le proposte sono moltissime, alcune volte anche troppe. Alcuni artisti nascono da una moda del momento, ma questo fenomeno è sempre esistito. Alla fine rimarranno solamente quelli “veri”».

Cosa avresti fatto se non avessi fatto il cantautore?

«Sarei comunque nel mondo dell’arte. Forse avrei utilizzato altre forme, ma di certo avrei avuto la necessità di utilizzare un linguaggio artistico per comunicare ciò che sento. Amo il cinema e tutto ciò che ruota a questo mondo, forse è la forma d’arte che avrei scelto».

Ora facciamo un gioco di “
condivisione musicale
”. Se dovessi regalare una canzone (non tua) a una persona molto importante per voi, che brano scegliereste?

«Bird Gerhl di Antony and the Johnsons».

Chiudiamo l’intervista parlando di un luogo, di un tramonto, di un cielo. Qual è il tuo posto nel mondo?

«Il mio posto nel mondo, sinceramente, non l’ho ancora trovato. Sicuramente è vicino a casa».

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come @machitelhachiesto. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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