Mentiras, di questi tempi la fedeltà è messa in discussione

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Un dettaglio della copertina di Mentiras, a cura di Marco Ottaiano, edito da Alessandro Polidoro Editore

Dettaglio della copertina di Mentiras, a cura di Marco Ottaiano, edito da Alessandro Polidoro Editore

Nell’introduzione appare subito chiaro il legame tra «tradire, tradurre e pubblicare» e Mentiras, una raccolta di 15 racconti curata da Marco Ottaiano e pubblicata da Alessandro Polidoro Editore, ne è l’esempio più concreto. Tradurre un testo è tradire la lingua e il lettore stesso, che deve fidarsi ciecamente del traduttore. Mentiras vede la luce, così come il testo precedente, Amapolas, per mano delle relazioni tra casa editrice e ateneo.

L’Università L’Orientale e le sue studentesse del corso di Traduzione Letteraria per l’Editoria hanno dato vita a una raccolta di 15 testi dei quali 10 di autori iberici, 12 di autrici. Citando la prefazione: «I quindici traduttori del presente volume sono tutti delle traduttrici, una proiezione “fedele” della realtà editoriale internazionale nella quale, a dispetto di altri ambiti […] le donne hanno saputo meritevolmente conquistarsi spazi sempre più ampi e definiti».

Mentiras: il contenuto manifesto


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Quando, cercando case editrici indipendenti, ho voluto approfondire la Alessandro Polidoro Editore, l’ho fatto essenzialmente per motivi legati all’istinto. Antonio mi aveva fatto una buona impressione perché la sua disponibilità andava oltre il semplice “splendida-foto-ti-lascio-un-like” e le copertine, così come gli estratti dei libri proposti dal sito mi erano sembrati assurdi, in quanto fuori dal canone classico al quale un lettore può essere abituato. Copertine dai colori fluorescenti con una saturazione leggermente inferiore, segmenti presenti sulla copertina come segni distintivi e una curiosa iconografia.

Senza conoscerne il contenuto, Mentiras è in grado di esprimersi con la copertina. Un cane col guinzaglio a terra, legato ma non trattenuto, fermo in mezzo a quattro serpenti. Un cane, simbolo di fiducia, nel vortice della lussuria e del peccato. Il contenuto dei racconti è vario, qualcuno più crudo e reale, qualcuno che verte sui toni del romanticismo. Come si manifesta il tradimento? Così come viene raccontato. Tra incontri in ospedale, donne schiave dell’idea di amore e uomo, famiglie che si autodistruggono mentre un Babbo Natale qualunque dorme con la mamma.

Mentiras: il contenuto latente

La bellezza di questi racconti e della scelta fatta non si limita all’idea di tradimento. Il tradimento non è solo una questione fisica, un rapportarsi fisicamente con un’altra persona al di fuori del partner. Il tradimento è lasciare una madre sola in ospedale mentre si fa sesso con uno sconosciuto poco prima che arrivi il marito. Il tradimento è una coppia dove l’egocentrico narcisista punta tutto sulla sua malattia per ottenere piacere sessuale e, una volta ottenuto, se ne va lasciando le sue vittime a pezzi.


Qualunque lettore si sentirà colpevole anche solo per averlo letto, per averci rimuginato e pensato.


Il tradimento, per Mentiras, assume aspetti e forme diverse. Come a voler dimostrare – e ricordare – che non si tratta solo di sessualità: dietro al tradimento sessuale c’è sempre un tradimento della fiducia, degli accordi e dei sentimenti. Qualunque lettore si sentirà colpevole anche solo per averlo letto, per averci rimuginato e pensato.

Il peso della carta e delle parole

In foto, un estratto di Mentiras, a cura di Marco Ottaiano, edito da Alessandro Polidoro Editore © Ylenia Del Giudice per Parte del discorso

In foto, un estratto di Mentiras, a cura di Marco Ottaiano, edito da Alessandro Polidoro Editore © Ylenia Del Giudice per Parte del discorso

Il libro, composto da circa 200 pagine, è un libro pesante. Le pagine sono spesse, non si piegano e non lasciano intravedere il testo della pagina sottostante. La copertina non cede al maltrattamento del lettore, come se tutto il prodotto libro fosse fatto non solo per durare nel tempo ma, in questo caso, per ricordare che il tradimento ha un peso specifico, che resta tale anche dopo anni, anche dopo i rifiuti che inconsciamente mettiamo in atto. Nonostante lo sdegno, non potrete lasciare un racconto a metà.

Vorrete conoscere ogni storia anche solo per commentarne i personaggi e le scelte: questo perché, grazie a una traduzione eccellente, il lettore riesce a sentirsi quasi parte attiva. Non come colui che tradisce, ma come colui al quale si confessano i traditori. Perché almeno una volta nella vita tutti abbiamo tradito, consapevoli o meno, e questa linea diretta tra scrittori e lettore è l’aspetto che forse, riflettendoci, disturba di più. Silenziosamente, senza raccontare a nessuno della nostra lettura, proseguiamo.

Come dice Soledad in La fedeltà è in discussione: «Guarda, a me sembrò che ti importasse poco che ti aveva lasciato. Io lo sapevo dall’inizio… tra amiche ci si racconta tutto. Beh, si sa, di questi tempi, la fedeltà è in discussione, no?».

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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