Iemme Edizioni: arte e letteratura possono vivere insieme?

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Il logo della Iemme Edizioni

Il logo della Iemme Edizioni

In questi giorni riflettevo sulla natura dei marchi editoriali. Sul perché si sceglie, a un certo punto, di aprire una via verso l’editoria, verso la carta stampata e non solo dipinta: Iemme Edizioni è il frutto di questa biforcazione. Lo è per Luigi Solito, il direttore editoriale di Iemme Edizioni ma anche, prima di tutto, di Spazio NEA, una galleria d’arte contemporanea.

Perché loro? Perché sono innamorata di una loro collana specifica. Perché la qualità della carta è eccellente. Perché Iemme Edizioni è il connubio perfetto fra arte e letteratura. I motivi principali sono questi. Parlando con l’editore, però, escono fuori informazioni che ci consentono di apprezzare maggiormente non solo la casa editrice, ma anche il progetto stesso.

Iemme Edizioni: le arti abbracciano l’uomo

«Iemme: due lettere, I e M, sono le iniziali di intra moenia, la casa editrice di cui ero socio e dove ho ideato questo nuovo marchio editoriale per tentare di farne un progetto nazionale. I M è anche I’m, ovvero “Io sono”: il tentativo di affermarmi come editore indipendente nasce infatti nel 2010 proprio con queste prerogative». Con queste parole Luigi Solito riesce ad aprire le porte verso il mondo dell’editoria. Non offre libri in regalo, tour organizzati o accesso alla galleria. Mi dice solo che c’è un continuum fra ciò che è stato e ciò che è; che se anche ha intrapreso il suo personale percorso, lui è un editore indipendente.

La casa editrice nasce così come costola del progetto NEA di arte contemporanea per poi ampliare il suo catalogo con collane come la Pantone (la mia preferita) e Bolle di Sapere, una collana interamente dedicata ai bambini. L’arte non è solo una tela dipinta, dunque: arte è anche la parola scritta, la carta più rigida del solito, la scelta accurata degli autori da pubblicare.

Un lavoro di architetture e meccanismi

«Collegandomi alla domanda precedente, va da sé che le scelte della galleria d’arte vanno di pari passo con le uscite della collana principale, quindi non solo gli artisti, ma anche i curatori e gli addetti ai lavori che orbitano intorno a NEA sono il territorio maggiore da cui attingiamo le proposte o ne facciamo. Per il resto, avendo un’esperienza nel settore di quasi vent’anni, ho contatti con diversi curatori di collane e agenzie che ci propongono progetti che di volta in volta decidiamo di mettere in cantiere. Spesso però avviene il contrario, siamo noi a fare scouting».

Quando ho chiesto come avviene la scelta degli autori e dei testi, viste le molteplici collane, avevo immaginato un processo più semplice: l’autore si propone, noi leggiamo e valutiamo. Invece no, si tratta di un meccanismo complesso che si muove parallelamente all’arte. Arte e letteratura non gareggiano fra loro, restano due vie separate legate da un filo. Mi piace immaginarle come due donne, queste due arti, che si tengono per mano camminando insieme.

Pantone e forza delle parole


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Come vi dicevo sopra, Pantone è la collana che preferisco. Non ci sono disegni sulle copertine, non appaiono grafiche, tratti e macchie di colore. C’è un codice in alto, autore e titolo. L’unica immagine di copertina consiste in una parte di testo contenuto nel libro. Immagini che scaturiscono da parole: Iemme Edizioni, con questa collana, celebra la forza della parola. Non vi è alcun tentativo di accompagnarla a un’immagine definita e accattivante: il lettore attento, curioso e sensibile avrà difficoltà ad apprezzare una qualsiasi altra copertina piena di sfumature e colori. Luigi Solito, però, mi fornisce una spiegazione più accurata e obiettiva sul perché questa scelta di utilizzare le parole come immagine di copertina.

«Ho maturato una grande esperienza nel settore della stampa di alta qualità per un pubblico di artisti sempre più esigenti in fatto di qualità dei propri cataloghi. Da qui, quasi dieci anni fa, dedicai questa collana alla Pantone che, come è noto, è una azienda che classifica tutti i colori con un codice univoco per evitare distonie con quello che si può immaginare, o vedere a video, e la realizzazione della stampa. Mi sembra, oltre che un tributo alla Pantone, una voglia di dare a ogni storia un colore definito. A volte due storie possono essere simili ma mai uguali, proprio come i Pantone». Lasciatevelo dire da chi condivide l’ufficio con una grafica: il Pantone è l’unica certezza che si ha in questo modo fatto di colori e stampa.

Iemme Edizioni e gli editori responsabili

Iemme Edizioni è la prima casa editrice indipendente che ammette una cosa scomoda: l’editoria deve migliorare. Ho chiesto a Luigi Solito cosa ne pensa delle problematiche sui costi e sugli sconti selvaggi online. La risposta è stata pressoché incredibile e inaspettata.


L’ascesa del mercato online è irreversibile, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di acquisto. Credo però che ci siano ancora tanti altri canali e tante altre strade che noi editori indipendenti possiamo solcare e in cui fare bene il nostro lavoro.


«Un certo tipo di editoria è in crisi profonda: le librerie e i librai sono messi male, purtroppo, per tanti motivi. L’ascesa del mercato online è irreversibile, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di acquisto. Credo però che ci siano ancora tanti altri canali e tante altre strade che noi editori indipendenti possiamo solcare e in cui fare bene il nostro lavoro. Le risponderei che sono d’accordo sul mettere limiti – soprattutto ai colossi che la fanno da padrone e costituiscono già, come dire, un monopolio. Ma credo che la loro forza non si fermerà con un limite allo sconto; troverebbero altri modi per spingere. Ci sono diverse possibilità, come i servizi legati alla consegna e altre forme. Quindi non mi soffermerei molto su questo problema».

Fino a ora Iemme Edizioni è la prima casa editrice indipendente che si assume parte delle responsabilità. L’editoria è in crisi, è vero. I colossi si mangiano tutto, vero anche questo. Ma è altrettanto vero che l’editoria sembra ferma, come inchiodata a una poltrona di velluto polveroso e umido che si trova da Anticaja e Petrella (negozio storico di Roma di chincaglierie e antiquariato di basso valore economico, ndr).

Iemme Edizioni: in conclusione

Con questo articolo siamo entrati in una sfera fatta di libri e arte, di “Io sono” e carta stampata. La cura della rilegatura fatta a filo refe, della scelta della carta avorio per gli interni e di una casa editrice che progetta insieme alla galleria d’arte. In questo caso soprattutto, vi chiedo di fidarvi della mia intuizione. A me, che l’arte contemporanea proprio non la riesco a soffrire, questa casa editrice piace. La Iemme Edizioni si colloca lì, a metà fra la contemporaneità e l’odore di inchiostro, fra quei materiali e quelle luci fuori dagli schemi e quell’attenzione verso la scelta dell’uso-mano che rimanda a un mondo più antico.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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