Spartito doppio: adagio da Lisbona. I cinque sensi su carta

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In foto, Spartito doppio, adagio da Lisbona, di Sergio Califano, edito da Iemme Edizioni. Foto di Ylenia Del Giudice

In foto, Spartito doppio, adagio da Lisbona, di Sergio Califano, edito da Iemme Edizioni. Foto di Ylenia Del Giudice

Quando Lucrezia iniziò a parlarmi di Spartito doppio non riuscivo a comprendere il suo entusiasmo. Lo decantava come fosse la cosa più bella mai letta. Un libriccino senza immagine di copertina che scompare fra le mille altre copertine della libreria. Dopo due anni riesce a trovarlo e a regalarmelo. E così inizio a divorarlo.

Un romanzo epistolare di 92 pagine, un Pantone 194 di sole scritte in copertina e sul retro. Carta ben plastificata, interno pesante color avorio, un font che non ci si aspetta di trovare su un libro, troppo “comune” per molti aspetti. Leggendo, ci si immerge in un mondo più antico, come fosse un vecchio manoscritto, una cartella di lettere scambiate fra amanti che non possono godere dell’amore condiviso.

Spartito doppio: storia d’amore o di addio?

Il romanzo è uno scambio di mail fra un lui e una lei; un lui che, qualche anno prima, aveva abbandonato una lei proprio a Lisbona, durante un loro viaggio. Si era alzato, aveva preso lo zaino ed era sparito. Si apre con una mail di lei. Lo contatta, trova il coraggio e scrive con una penna – per cosi dire – carica di astio, rabbia e frustrazione. Una mail che si conclude con un freddo «30 agosto».


Spartito doppio è l’insieme dei cinque sensi amalgamati con sapienza.


La bellezza di questo romanzo si nasconde in piccoli dettagli che un lettore attento troverà probabilmente sublimi. Lo scambio di mail, dapprima freddo e distaccato al limite del formale, si trasforma momento dopo momento in una conversazione fra vecchi amanti che trovano il coraggio di fare un passo avanti abbassando le difese e aggiungendo una pietra per costruire.

Un probabile ritorno alle mail di Le ho mai raccontato del vento del Nord di Glattauer senza giochi di potere e noia. Un probabile ritorno verso Hotel Silence di Ólafsdóttir e quei momenti in cui si raggiunge la finta accettazione di un finale che può essere cambiato ma che invece, per certi versi, si preferisce lasciare com’è.

La storia fra i due va avanti tra passi falsi, domande, ricordi. Fra colori di occhi e sorrisi che non vedrete mai. Fra tentativi di autoanalisi, ammenda ed espiazione. Una storia che, comunque vada, vi lascerà senza parole, con l’interdizione che solo i grandi romanzi lasciano. Spartito doppio è l’insieme dei cinque sensi amalgamati con sapienza. Come fece Süskind in Profumo.

Autore e obiettivi

In foto, un estratto di Spartito doppio, di Sergio Califano per Iemme Edizioni. Foto di Ylenia Del Giudice

In foto, un estratto di Spartito doppio, di Sergio Califano per Iemme Edizioni. Foto di Ylenia Del Giudice

 

Parlare con Sergio Califano è stato illuminante. Non tanto per il suo romanzo, quanto per tutte le problematiche legate al mondo del giornalismo. Mi ha incoraggiata a proseguire, mi ha incoraggiata a non vendermi a un sistema dove potrei essere schedata come “la nipote di”. Mi ha incoraggiata a seguire una passione che, seppur vissuta sulla linea di confine, mi lascia godere della bellezza dell’essere una freelance senza tesserino.


Voleva raggiungere il lettore senza costringerlo a dare un nome ai personaggiVoleva che lo spartito di adagiasse sulle nostre vite senza costrizioni.


Del libro, invece, abbiamo parlato pochi minuti. Voleva raggiungere il lettore senza costringerlo a dare un nome ai personaggi, come si ritrova in Settembre 1972 di OraveczVoleva che lo spartito di adagiasse sulle nostre vite senza costrizioni. Perché il lettore, quando ha bisogno di essere ascoltato, cerca di entrare in un racconto che non è stato scritto per lui, magari. Ci si costringe con strani gesti e strani giri, come quando ci costringiamo a entrare in un jeans che tanto non è della nostra taglia.

Spartito doppio: una recensione piccola piccola

Purtroppo anche questo rientra nei libri dalla recensione breve. La storia non può essere raccontata oltre quanto riportato già sulla copertina e sul retro. Vi consiglio di non leggere la trama. Vi consiglio di iniziare la lettura senza farvi condizionare da altri fattori.

Ricordatevi solo che Pantone è la collana che, secondo la stessa Iemme Edizioni, «ha il potere evocativo del colore e della parola, fin dove il linguaggio può condurre. Il resto è materia dell’altrove». Permettetele – e permettete a Sergio Califano – di lasciarvi guidare in un percorso che non sarà un viaggio, ma una discesa verso gli inferni emotivi che avete tentato di soffocare.

About author

Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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