Emma Marrone, fortuna che sei fatta così

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In foto, Emma Marrone. Il 25 ottobre ha pubblicato l'album Fortuna

In foto, Emma Marrone. Il 25 ottobre ha pubblicato l’album Fortuna

Prima di ascoltare Fortuna, il nuovo album di Emma Marrone, non ho voluto sapere chi fossero gli autori delle canzoni, perché sapevo fossero tanti, troppi. Perché temevo una spersonalizzazione da parte sua. Perché, lo ammetto, temevo si rivelasse un progetto dispersivo e disarmonico.

Ho ascoltato Fortuna d’un fiato, l’ho ingoiato in un solo boccone, perché è un disco che arriva senza preamboli, diretto, impetuoso, sfacciato. Da Fortuna, title-track che apre l’album, sino a A mano disarmata, che lo chiude, l’asticella della passionalità è sempre alta, distrarsi è pressoché impossibile, il ritmo è incalzante, nervoso, travolgente. Emma è a fuoco, centrata, sanguigna. Emma è passionale, come lo è Fortuna.

Emma Marrone in una foto di Emilio Tini

Emma Marrone in una foto di Emilio Tini

Tanti autori, dicevo. Troppi, pensavo. Ma la verità è che Fortuna non ne risente affatto, perché Emma ne offre un’interpretazione personale, consapevole, matura, che rende il disco omogeneo e godibile, senza voragini improvvise, senza permettere all’ascoltatore di distrarsi, di chiedersi chi gli ricordi quella scrittura, quel modo di usare le parole, di cucirle insieme. Emma è riuscita a dare a questi brani una personalità forte, inconfondibile, li canta con voce piena, trasporto e voracità. Il risultato è un disco intenso, prepotente, che sa concedersi momenti di tenerezza e d’ironia. Un disco che racconta al meglio Emma e ne riassume il carattere irruento e fragile, tormentato e risoluto.

Com’è già successo in passato, anche stavolta Emma ha scelto di firmare alcuni dei pezzi dell’album: è il caso della title-track, Fortuna, un pezzo rock, grintoso, sfrontato, in cui racconta se stessa e di come abbia saputo reagire alla fortuna, che non è altro che una combinazione di casi, eventi e imprevisti; è la vita, incerta e scivolosa. È alla fortuna stessa che Emma si rivolge e canta così: «Mi hai dato un bacio in bocca e una lama nel cuore / Ti ho vista vestita d’argento arrivare leggera come la neve / Come quella notte in cui credevo di morire / E invece ho iniziato a respirare / E a vedere più chiaro». L’album si apre con una incrollabile certezza: la fortuna non è una garanzia, ma un’opportunità; la fortuna non esiste, ma esiste l’occasione di riconoscerla, coglierla, farne buon uso.

Segue Io sono bella, primo brano estratto dal progetto, che porta l’imponente firma di Vasco Rossi, Gaetano Curreri e dei giovani Gerardo Pulli e Piero Romitelli. Con Stupida allegria, Emma inaugura la collaborazione con Franco126, autore del brano insieme a Dario Faini e Giovanni De Cataldo. Qui, la cantante si presta ad una veste nuova, quasi rap, e fa i conti con la malinconia dopo l’amore e col senno del poi: «Comunque vada resti in ogni mio discorso / Quante le volte che ho sbagliato e ti ho incolpato / Per quelle cose per cui io non mi sopporto / Ma di capirti non sono mai stata in grado / Asciugo i pensieri come i panni stesi / Ma perdo il filo se parlo di te». La quarta traccia è la struggente Luci blu, di Simone Cremonini e Davide Simonetta, in cui Emma canta la disperazione e la tenerezza di un amore che non c’è più: «Mettiamola così, da oggi cambio tutto / E metto l’orizzonte appeso come un quadro sopra il letto / E se voglio lo riguardo perché non so immaginarlo / Perché non ho imparato a renderti felice».

Per Quando l’amore finisce, scende in campo la penna di Maurizio Carucci, voce degli Ex-Otago, che firma un brano fresco e diretto. In Alibi, Emma torna autrice al fianco del già citato Faini e Vanni Casagrande: racconta gli strascichi di un amore finito e di come il cambiamento rischi di rendere irriconoscibile la persona che abbiamo di fronte; accettarlo, con la fatica che costa, significa smettere di idealizzarlo, di recriminare, di inseguirlo («Hai cambiato pelle, hai cambiato voce / Volevo dirti che va bene / Ho imparato a stare cento passi avanti al dolore, a non confondere la cenere con la neve / Ho capito che siamo diversi, tu vivi in un solo mondo, io dentro mille universi / Ma una parte di te sarà sempre parte di me»). E poi tocca a Mascara, che porta la firma di Elisa e Davide Petrella e ci offre una Emma scanzonata e leggera.

La cover di Fortuna, ultimo album di Emma Marrone

La cover di Fortuna, ultimo album di Emma Marrone

Dario Faini e Diego Mancino confezionano poi I grandi progetti, un brano con un’impronta d’autore, in cui Emma interpreta magistralmente un testo importante («La fiducia è una rivincita al posto di una resa / Ma ti giuro, ti prometto che comanderemo questo nostro desiderio / Di provare ad essere quello che vogliamo essere»). Manifesto porta la firma di due autrici di spicco, Giulia Anania e Marta Venturini, mentre gli autori di Succede che sono Alex Andrea Germanò e Francesco Catitti. Emma firma anche Dimmelo veramente, stavolta al fianco del cantautore siciliano Antonio Di Martino: si tratta di un brano che invita a riscoprire il valore delle cose semplici, a spogliarsi di ogni artificio e vivere il presente consapevolmente («A volte è questione di passi, di scelte, di occasioni, di probabilità / Di darsi per vinto e pensare sbagliando che forse questa realtà non fa per te / Che hai congelato l’amore per giorni migliori / Pensa, a volte è questione di abitudini, di cose semplici»).

Corri porta la firma di Daniele Magro ed è un brano viscerale, scarno, tagliente, che permette a Emma di spogliare la sua voce e cantare con impeto un pezzo introspettivo, in cui si rivolge a se stessa: «Di un passo sei sempre certo, basta guardare dritto / Ma su un altro scommetti / La strada è sempre la stessa / Ma al ritorno è più corta, perché niente ti aspetta». Basti solo tu porta la firma di una cantautrice di valore, Amara, e di un cantautore brillante, Antonio Maggio. A chiudere il disco è l’intensa A mano disarmata, scritta da Giovanni Caccamo, Lorenzo Vizzini e Placido Salamone, che – in uno dei suoi versi – sintetizza il senso di Fortuna: «Il coraggio è una promessa nei confronti del futuro».


 

Fortuna è un disco che, meglio e più di altri, pubblicati in passato, racconta la storia di Emma, i suoi chiaroscuri, le zone d’ombra, le consapevolezze di una ragazza che è diventata grande.


All’album hanno lavorato diversi produttori, tra cui Dardust e Frenetik&Orang3 e Luca Mattioni. Non solo, anche Tommaso Colliva (che in passato ha prodotto gli Afterhours, Calibro 35 e Marta Sui Tubi) e Reuben Cohen (che ha lavorato al fianco dei Queens of the Stone Age, Ryan Adams, Iggy Pop e Bruno Mars).

Fortuna conferma il talento cristallino di Emma, perché – sebbene sulla carta sia un disco fatto di pezzi difficili da assemblare – in verità è un puzzle perfetto, un racconto articolato ma mai forzato, con una personalità nitida e prorompente. È un disco che va a cento all’ora, istintivo, verace, rock e sfaccettato, perché sa unire tenerezza e rabbia, ribellione e leggerezza, dolore e coraggio. È un disco che, meglio e più di altri, pubblicati in passato, racconta la storia di Emma, i suoi chiaroscuri, le zone d’ombra, le consapevolezze di una ragazza che è diventata grande. E, soprattutto, che se l’è meritato.

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Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

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