Gli Humanoira portano in scena il loro neo-realismo pop

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Riccardo Vivaldi e Davide Varriale, in arte Humanoira, in una foto promozionale

Riccardo Vivaldi e Davide Varriale, in arte Humanoira, in una foto promozionale

Gli Humanoira nascono a Livorno da un’idea di Riccardo Vivaldi e DavideJunox_106Varriale. Lo scorso ottobre è uscito il nuovo lavoro discografico dal titolo Sorrisi & canzoni, anticipato dal primo singolo Tutto OK… Ma ti devo parlare!! in collaborazione con Alka Record, prodotto da Michele Guberti e Manuele Fusaroli (già produttore di Zen Circus, Bugo, Nada ,Tre Allegri Ragazzi Morti, Giorgio Canali), che segna una linea di confine ben marcata rispetto alle produzioni passate mostrando il loro lato pop cantautorale più intimo.

Parte del discorso li ha intervistati per conoscerli meglio.

Chi sono gli Humanoira?

«Gli Humanoira sono Davide (io) e Riccardo, due amici che hanno praticamente iniziato a suonare insieme e che hanno fatto della musica un tramite per esprimersi, divertirsi e condividere le proprie esperienze con gli altri».

Tutto OK… Ma ti devo parlare!!: di cosa, esattamente?

«Tutto OK… Ma ti devo parlare!! è un po’ la fotografia di un momento: l’ultimo sesso, fatto quasi per abitudine da una parte, con la speranza di sistemare le cose dall’altra. Spesso, nelle storie di coppia che durano da anni, la fine non è “ghigliottina” ma ci si trascina per inerzia verso la fine. In questo limbo il rapporto spesso diventa dominante/dominato. Uno comincia a pensare di riuscire a convivere anche con la “costola rotta”, l’altro non ha la forza di lasciare ma cerca (con i suoi atteggiamenti) che sia l’altro a farlo. Dopo non so, ci sono molti finali possibili».

Sorrisi & Canzoni come la rivista?

«Quasi: la rivista si chiama TV Sorrisi e Canzoni. Ci piaceva l’idea di fare riferimento a una rivista cult della musica pop italiana, ma sopratutto ci interessava evidenziare ciò che per noi è più importante nella musica, ossia le canzoni e il divertirsi facendo musica. Non potevamo scegliere titolo migliore».

Qual è il filo conduttore dei brani presenti nel vostro nuovo album?

«Queste canzoni sono nate con la voglia di coccolare, strappando a noi e a chi le ascolta tutte le varie sfaccettature che ha un sorriso».

Cosa è cambiato rispetto ai vostri lavori passati?

«Rispetto al passato abbiamo cambiato il metodo di lavoro di composizione. Io (Davide, ndr) mi sono occupato principalmente di comporre tutta la parte musicale. Una volta terminata la stesura della musica ho passato la base a Riccardo, che ha scritto testi e linee vocali. Completata la struttura, i pezzi hanno subito un’ulteriore modifica in studio di registrazione, grazie a musicisti eccezionali e alla produzione di Michele Guberti di Massaga Produzioni».

Riccardo Vivaldi e Davide Varriale, in arte Humanoira, in una foto promozionale della Alka Record

Riccardo Vivaldi e Davide Varriale, in arte Humanoira, in una foto promozionale della Alka Record

Quali sono le influenze musicali che vi hanno ispirati?

«In questo EP sicuramente ci siamo ispirati a cantautori anni ’70/’80 come Lucio Battisti e Lucio Dalla, ma anche artisti della nuova scena cantautorale e pop attuale. Ogni canzone ha le sue influenze e la sua storia. In ogni caso le nostre influenze vengono anche dal rock italiano fine anni ’90, come i Marlene Kuntz e gli Afterhours, giusto per citare i più importanti, che in qualche modo fanno parte del nostro bagaglio musicale e non potremmo mai perdere».

Ora facciamo un gioco di “condivisione musicale”. Se doveste regalare una canzone (non vostra) a una persona molto importante per voi, che brano sceglieresti?

«Dipende molto da che rapporto abbiamo con questa persona e cosa voglio comunicargli. Scegliendo un brano universalmente comunicativo, sceglierei Emozioni di Lucio Battisiti, una canzone immortale. Se dovessi invece scegliere una canzone sentimentale, non potrei altro che scegliere Cara di Lucio Dalla».

Chiudiamo l’intervista parlando di un luogo, di un tramonto, di un cielo. Qual è il vostro posto nel mondo?

«Personalmente non sono un amante dei posti immersi nella natura, preferisco di gran lunga la città, posti dove ci sono sempre eventi da seguire e luoghi da visitare, sopratutto a livello artistico/musicale. Qual è il nostro posto nel mondo non lo so, ma sicuramente un posto che non ho ancora visitato e in cui mi piacerebbe andare è New York».

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come @machitelhachiesto. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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