I Thegiornalisti visti dagli occhi della scrittrice Isabella Benaglia

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Dettaglio della copertina del libro Thegiornalisti. Roma, Riccione, Pamplona e altri lidi, di Isabella Benaglia, edito da Arcana Edizioni

Dettaglio della copertina del libro Thegiornalisti. Roma, Riccione, Pamplona e altri lidi, di Isabella Benaglia, edito da Arcana Edizioni

Isabella Benaglia è l’autrice del libro Thegiornalisti. Roma, Riccione, Pamplona e altri lidi, edito per la collana Cantautori del Duemila di Arcana Edizioni. Si tratta del primo libro dedicato alla band romana e arriva subito dopo lo scioglimento del gruppo, il cui annuncio è arrivato circa un mese fa attraverso Instagram con una story pubblicata dal frontman Tommaso Paradiso. La band, dopo la decisione di Paradiso, ha reso noto di voler proseguire il proprio percorso con un nuovo membro smentendo le voci sullo scioglimento.

Abbiamo incontrato l’autrice per parlare del libro e del fenomeno Thegiornalisti, ormai nel rango delle grandi star della musica italiana. Ecco cosa ci ha raccontato su una delle band che ha fatto più successo negli ultimi anni, ma che ora è arrivata a un punto di svolta.

Come ti è venuto in mente di scrivere un libro sui Thegiornalisti?

«L’idea è venuta ad Arcana, che è una casa editrice di Roma specializzata in libri sulla musica. Sono stata contattata direttamente da loro perché mentre stavano progettando la collana Cantautori del Duemila, di cui il mio è il terzo volume, si sono imbattuti nella mia recensione di Completamente Sold Out su Ondarock e ne sono rimasti subito colpiti, per questo mi hanno chiesto di occuparmi proprio dei Thegiornalisti».


È palese che tra i tre ci siano state delle incomprensioni pesanti: forse a livello economico, forse rispetto alla gestione della band, forse date dal fatto che l’ego di Paradiso avesse ormai preso vita propria, diventando il quarto componente del gruppo


Quando hai iniziato a scrivere, non potevi di certo sapere che da lì a qualche mese la band si sarebbe sciolta. O meglio, che il leader del gruppo scegliesse di intraprendere una strada da solista. Cosa pensi a riguardo?

«Quando ho iniziato a scrivere il libro (settembre 2017) i Thegiornalisti stavano raggiungendo il culmine del successo. Più si ingrandivano e più, nell’ambiente, si vociferava che Paradiso stesse pensando di dedicarsi alla carriera da solista e alla scrittura di canzoni per altri artisti.

«Secondo me quando un gruppo diventa una one man band è inevitabile che si arrivi a un punto di rottura. È normale che il cantante rappresenti il leader, ma nel caso dei Thegiornalisti, per dirla in romano, Tommy ha un po’ sgravato. Cosa è successo davvero lo sanno solo loro, però è abbastanza palese che tra i tre ci siano state delle incomprensioni pesanti: forse a livello economico, forse rispetto alla gestione della band, forse date dal fatto che l’ego di Paradiso avesse ormai preso vita propria, diventando il quarto componente del gruppo».

Il successo dei Thegiornalisti è stato graduale. Inizialmente il loro genere musicale era considerato di nicchia, poi c’è stato il boom. Come spieghi questo salto di qualità?

«Il salto di qualità l’ha fatto sicuramente il loro portafogli. Per quanto riguarda la loro musica, personalmente, penso non abbia fatto alcun salto di qualità, anzi. Diciamo che si sono uniformati molto bene ai gusti della massa, proponendo un nuovo prodotto pensato e confezionato apposta per vendere. Chapeau: a mio avviso scrivere una hit è molto complicato, occorre raggiungere un equilibrio perfetto tra il testo e la melodia, e sicuramente Paradiso, che incarna molto bene lo stereotipo dell’italiano medio patito di calcio, buona cucina e cantautorato anni ’80, ha saputo come fare ed è riuscito a costruirsi efficacemente il suo personaggio.

«Prima i testi parlavano di esistenzialismo, nichilismo e amori devastanti, ora del sole, del mare e del vino. Facile indovinare quale delle due categorie ti fa vendere di più».

Isabella Benaglia durante una presentazione del suo libro Thegiornalisti. Roma, Riccione, Pamplona e altri lidi, edito da Arcana Edizioni

Isabella Benaglia durante una presentazione del suo libro Thegiornalisti. Roma, Riccione, Pamplona e altri lidi, edito da Arcana Edizioni

Raccontaci un po’ il percorso che hai seguito nella stesura del libro, soprattutto se hai riscontrato delle difficoltà.

«Come prima cosa ho scritto l’indice. Poi ho iniziato a fare ricerche, guardare video e leggere interviste. Il libro ha preso forma, innanzitutto, nella mia testa e la trasformazione dei pensieri in parole è poi avvenuta in modo naturale. Da una parte ho cercato di raccontare aneddoti divertenti e curiosità, dall’altra mi sono fermata a pensare come sono cambiati i Thegiornalisti in dieci anni, attraverso l’analisi dei loro testi e della loro musica.

«Sono una loro fan da sempre, quindi oltre a essermi divertita nello scrivere per me è anche stata una grossa soddisfazione aver potuto dare un contributo di questo tipo».

Secondo te, al giorno d’oggi, un giovane artista cosa dovrebbe fare per emergere dal mucchio?

«Avere personalità e non sentirsi arrivato dopo aver azzeccato un paio di dischi. Prendo l’esempio di Calcutta: è una delle penne più belle che abbiamo e possiamo dire che insieme ai Thegiornalisti e un’altra manciata di artisti ha inventato l’itpop, ovvero quel genere che non è più indie ma non è nemmeno la solita commercialata all’italiana. L’ho sentito 4 volte live, dal 2016 ad oggi, dunque ho una panoramica abbastanza ampia sulla sua evoluzione. Tutti lo copiano, tutti lo elogiano, avrebbe molti buoni motivi per tirarsela. E invece è uno che inizia il suo concerto all’Arena di Verona dicendo “Spero di cantare bene”. Uno così a me fa volare: nonostante il successo è rimasto il solito disadattato di quando suonava davanti a 50 persone e le sue canzoni sono sempre più belle».

Cosa ascolta Isabella durante i viaggi in macchina?

«Sono una nostalgica, a tratti romantica, e in macchina ascolto ancora i CD. Non solo li compro, ma ogni mese ne faccio uno con dentro le canzoni che sto ascoltando in quel determinato periodo. In questo modo, quando tra qualche anno mi capiterà in mano il disco Ottobre 2019, mi ricorderò di quel bellissimo weekend a Roma grazie a una canzone di Dimartino.

«Prediligo l’indie e l’itpop italiani, ma ascolto davvero di tutto. L’altro giorno mi sono messa in macchina il nuovo disco dei Vampire Weekend, la settimana scorsa gli Smiths. L’unica certezza è durante i viaggi in Emilia: ascolto di regola Le luci della centrale elettrica».

Nei tuoi progetti futuri ci sono altri libri del genere? Ti piacerebbe approfondire la storia di qualche band in particolare?

«Attualmente sto lavorando a un nuovo libro, sempre a tema musicale, che però non è una biografia. Se potessi scegliere scriverei di Malika Ayane, la mia cantante preferita da sempre».

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come @machitelhachiesto. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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