Lezioni di nuoto, la piscina della vita in cui non sapevamo di nuotare

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In foto, la raccolta di racconti Lezioni di nuoto, di Rohinton Mistry, edito da Racconti Edizioni. Foto di Ylenia Del Giudice

In foto, la raccolta di racconti Lezioni di nuoto, di Rohinton Mistry, edito da Racconti Edizioni. Foto di Ylenia Del Giudice

Lezioni di nuoto sono 340 pagine per 11 racconti ai confini di Bombay, nel complesso residenziale Firozsha Baag. Primo romanzo di Rohinton Mistry, pubblicato nel 1987 e riemerso negli scaffali solo nel 2016, grazie a Racconti Edizioni. Trattandosi di racconti, come sempre, non si può scavare nella trama. Posso però provare a raccontarvi suoni, odori e colori di queste storie e di questa scoperta, probabilmente fuori dalla mia portata.

Imbattersi in un testo consigliato e regalato dall’editore e poi trovarlo fuori dalla propria portata. Purtroppo accade. Da quando mi sono trasferita fuori dal centro storico di Roma i rumori forti, le urla, quel movimento tipico degli imenotteri non riesco più a tollerarlo. Ed è successo questo: provare fastidio, sentirsi disturbati dal traffico e dal disinteresse pagina dopo pagina. Ma la colpa non è del libro, sia chiaro.

Lezioni di nuoto: Mistry e il suo strano invito

Mistry invita il lettore in questi appartamenti. A differenza dei soliti racconti americani – che quasi violentano il lettore con i fermo immagine – Lezioni di nuoto apre la porta e accoglie il lettore. Quella finestra tipicamente carveriana non c’è. Non c’è l’invasione dell’intimità. Il primo racconto, Un evento propizio, inizia così:

Mugghiando, Rustomji uscì dal wc. Stringeva i cordoni slacciati del pigiama e una collera feroce gli distorceva il viso ancora non rasato. Riuscì a malapena a impedire che il pigiama macchiato di giallo gli cadesse di dosso.

Siamo fuori la porta del bagno eppure è un ingresso, il nostro, accompagnato. Morbido, oserei dire. Poche righe dopo ci si accorge di essere ormai a casa, di schivare con fatica la loro vita, che non si è fermata in attesa del nostro ingresso. Si corre, si toccano stoffe, problematiche quotidiane e digressioni incredibilmente lunghe. Digressioni che includono il lettore, che non lo fanno sentire un ospite.

Un bagno in piscina che non tutti sono pronti a fare

Uscire di casa con la moglie, ascoltare le preghiere degli uomini che utilizzano fra loro un linguaggio fatto di colpi di tosse e mugugni per nascondere le loro interpretazioni delle preghiere. Finire a guardare la collezione dei francobolli del veterinario o star dietro alla contemporanea colf cristiana. Una lettura consigliata ai quieti più coraggiosi, agli amanti del trambusto e del calore del vecchio focolare moderno.

Mistry, con le sue parole, è in grado di avvolgerci in una bolla, isolando tutto il restante ecosistema e costruendone uno ad hoc. Una camera con pareti insonorizzate che racchiude un bestiario umano. Ogni elemento non è associabile ad altro se non a quelle periferie ai confini delle metropoli. Nonostante ciò, confini tremendamente familiari.

Lezioni di nuoto: dopo Perec

n foto, la raccolta di racconti Lezioni di nuoto, di Rohinton Mistry, edito da Racconti Edizioni. Foto di Ylenia Del Giudice

n foto, la raccolta di racconti Lezioni di nuoto, di Rohinton Mistry, edito da Racconti Edizioni. Foto di Ylenia Del Giudice

Dopo i primi due capitoli sorge spontaneo un ricordo: La vita, istruzioni per l’uso di Georges PerecAnche in questo caso a dirigere l’ingresso negli appartamenti ci sono registi come Aster o Lynch; attraversare strade e giardini che all’improvviso diventano fili d’erba e derma dei passanti per finire, con estrema calma, con i piedi sullo zerbino di questi appartamenti. Un gioco di strategia, quello di Perec, che potrebbe esser stato lo spunto dal quale Mistry ha scelto di partire.

Lezioni di nuoto è semplicemente più piccolo, semplicemente meno dispersivo e costruito. Più naturale. Cinematograficamente parlando, Four rooms è un buon esempio. Film del 1995, regia di Tarantino, Rodrìguez, Anders e Rockwell e con Tim Roth che entra ed esce dalle stanze dell’albergo nel quale lavora per la notte di Capodanno.

Lezione di nuoto: perché è difficile consigliarlo

Come dicevo sopra, non è stato un testo facile per me. Pur amando il genere del racconto, mi sono trovata con l’acqua alla gola. Un ritmo troppo veloce, suoni troppo forti e dinamiche quotidiane che non mi appartengono più.

Sentire la periferia di Bombay con i cinque sensi mentre si ascolta il cinguettio degli uccelli e il gallo del vicino è un’esperienza che scuote. Infilarsi in quelle vite frenetiche e sentirsi mancare l’aria. Leggere il testo e masticare inadeguatezza perché – come mi disse lo stesso editore – l’autore, in questa edizione, ha preferito mantenere alcune parole in lingua originale senza costruire un glossario come avvenne per l’edizione precedente.


Per insegnarti a nuotare ti buttavano in acqua e, o affogavi, o imparavi a stare a galla. E se il lettore non fosse pronto a nuotare in questo Gange di parole, suoni e odori?


Ecco. Qui mi perdo.

Annaspare e non comprendere. Cercare il tassello giusto che si rivela sempre quello sbagliato. Lezioni di nuoto, probabilmente, ha sortito il suo effetto. Per insegnarti a nuotare ti buttavano in acqua e o affogavi o imparavi a stare a galla. Questa serie di racconti sono l’equivalente di quei lanci: ti insegnano a restare a galla nella piscina della vita, se vogliamo.

E se il lettore non fosse pronto a nuotare in questo Gange di parole, suoni e odori?

About author

Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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