The Olden: la copertina cambia il modo di vivere un classico

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#theoldenbooks diffonde la letteratura con la celebrazione quotidiana di maestri.

#theoldenbooks diffonde la letteratura con la celebrazione quotidiana di maestri.

Fuori programma. Questa volta, per Dietro un libro, ho scelto di mettere da parte le case editrici e di raccontarvi la storia di un progetto, The Olden. Niente carta stampata, niente editori senza un soldo e niente egocentrismo. The Olden nasce per caso – come mi dicono i ragazzi – dall’incontro di un aspirante scrittore, Luca, con un grafico, Francesco.

Un passo indietro. Un anno fa mi imbattei in una foto particolare: un libro con una copertina davvero surreale e un titolo tremendamente classico. Pensai a qualche nuova edizione, nuove vesti grafiche per avvicinare i giovani – pensiero più ovvio e scontato – alla lettura dei classici: perché dietro un libro non ci sono solo polvere e storie noiose. Iniziai quindi a cercare questo editore, The Olden Books. Niente, su Google non avevo risultati, sul profilo Instagram non c’erano riferimenti. Niente messaggi che invogliassero ad acquistare questi libri su Amazon, per esempio.

The Olden: una nuova veste ai classici

Ho fatto una sola domanda: come mai avete scelto di seguire questo progetto con la durata di un anno? Pensavo a qualcosa di contorto, filosofico e impossibile; non certo la risposta che mi è stata data.


Ogni giorno, per un anno, abbiamo celebrato con una grafica originale uno scrittore o una scrittrice con un collegamento a quel giorno specifico.


«L’idea era quella di creare un progetto grafico non fine a se stesso, ma con del contenuto. Da qui l’idea di creare delle copertine: ogni giorno, per un anno, abbiamo celebrato con una grafica originale uno scrittore o una scrittrice (ma non solo) con un collegamento – nascita o morte che fosse – a quel giorno specifico. L’abbiamo chiamato The Olden perché volevamo richiamare per somiglianza Il giovane Holden di Salinger, un testo a noi caro e con cui abbiamo iniziato il progetto, il 1 gennaio 2019. Volevamo che durasse un anno per seguire lo stesso ritmo di inizio e di fine che ha caratterizzato tutto il progetto e, soprattutto, perché avremmo voluto creare, alla fine, un qualcosa di materiale che racchiudesse tutte le creazioni, come un’agenda».

Una passione; un progetto figlio di cura e interesse verso un piacere personale che potesse però essere condiviso anche da altri: The Olden inaugura la sua morte racchiudendo in una piccola agenda tutte queste copertine. Non sono solo immagini: sono il lavoro grafico e di ricerca di un anno fatto da questi due ragazzi.


In tanti ci hanno scritto, nell’arco di questo anno, dicendosi motivati da noi a rileggere classici e non, quindi più o meno l’impulso di spronare a rileggere i classici ha attecchito.


Il loro progetto è visibile solo su Instagram, dove avviene la nostra conversazione. Racconto loro quanto sarebbe bello che le loro copertine fossero reali. Mi rispondono: «In realtà a noi sarebbe piaciuto tantissimo stampare le copertine e renderle libri veri e propri, ma come saprai la burocrazia e l’editoria sono un tripudio di complicanze. Non è detto che non succederà e comunque in tanti ci hanno scritto, nell’arco di questo anno, dicendosi motivati da noi a rileggere classici e non, quindi più o meno l’impulso di spronare a rileggere i classici ha attecchito. Poi insomma, l’idea di usare Instragram è venuta proprio dal cercare di raggiungere i più giovani».

L’impegno della lettura

 


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Per capire meglio quanto davvero ci sia il “culto del classico” fra noi lettori, ho chiesto in un gruppo: che rapporto avete e hanno i vostri figli con i classici? Le risposte sono state incredibilmente reali e non lo dico perché conosco le persone, ma perché qualcuno ha ammesso di avere un problema con i classici, oggi.

Daniele Germani, autore di Come eliminare la polvere e altri brutti pensierimi risponde: «Per mia figlia, 3 anni e mezzo, ho comprato già di tutto e per tutto. Intendo le cose più pallose che da ragazzo leggevo avidamente e che oggi, invece, ho il terrore anche solo di aprire».

Paola, molto attiva nel gruppo con proposte interessanti, ammette di leggere solo dal 2011 e che molti classici non l’attraggono.

Anna, mi parla di gratitudine. Scrive: «I miei figli non hanno nessuna intenzione di leggere i classici, eppure io provo molta gratitudine nei confronti di autori che mi hanno lasciato un così grande sapere. Ho iniziato con Cime tempestose grazie a una professoressa al secondo anno di liceo. Forse la scuola sottopone i classici ai ragazzi in modo noioso; io invece li lascio liberi di scegliere».

Christian, successivamente, aggiunge: «Thomas Stearns Eliot sosteneva che non ci fosse più niente da scrivere perché Eschilo, Sofocle ed Euripide avevano già scritto tutto. In effetti non esiste tragedia più “tragica” dell’Edipo Re».

Mariella invece è una lettrice che legge preferibilmente autori “morti”, come scrive lei nel commento.

The Olden: quando il classico non è il problema

Una cosa che ricordo con amarezza degli anni scolastici è proprio l’obbligo della lettura. Probabilmente, di tutti gli elenchi forniti, gli unici che ho letto con estremo piacere sono stati l’Ivanhoe di Goethe e Calvino che racconta l’Orlando furioso. Per quel che riguarda me, conosco i motivi. Gli obblighi non mi sono mai piaciuti, così come le tempistiche per una lettura. Obbligare le letture di edizioni specifiche, senza davvero creare un legame con autori e testi, è un’arma a doppio taglio: c’è chi oggi ringrazia quegli obblighi e c’è chi invece, come me, forse riprenderà in mano quelle vecchie liste con le copertine di The Olden.

È tardi e, probabilmente, a voi non importerà molto di cosa pensano gli altri dei classici. Probabilmente quei russi resteranno nella libreria a prendere polvere e quel Piccole donne sarà visto come una delle dodici fatiche di Ercole. Ma, se per Natale sceglierò un classico fra quelle terribili liste, probabilmente sarà merito del progetto The Olden.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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