Jesse The Faccio: a metà tra il lo-fi di stampo nord americano e il cantautorato italiano

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In foto, il cantautore Jesse The Faccio

In foto, il cantautore Jesse The Faccio

Jesse The Faccio è il progetto che non ti aspetti. Di origini padovane, mischia sonorità lo-fi di stampo nord-americano con il cantautorato classico italiano. Questo è davvero il suo nome, se ve lo stavate chiedendo e prende ispirazione da un personaggio di Fame – Saranno Famosi. Dopo aver esordito con l’album I Soldi per New York, Jesse The Faccio ritorna sulla scena con Caviglie, un brano intimo e semplice, malinconico ma speranzoso, che anticipa l’uscita del prossimo album.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui ed ecco cosa ci ha raccontato.

Jesse The Faccio, chi sei e cosa vuoi fare nella vita?

«Sono Jesse, un ragazzo di Padova che fa la musica e vuole fare la musica. Diciamo che ci si prova».

Caviglie è il tuo nuovo singolo. Come è nata questa canzone e cosa vuoi trasmettere a chi ti ascolta?

«Caviglie parte da un sogno che ho fatto nella quale cantavo con degli amici questo “ritornello” (ooooh caviglie). Da là sono partito a scrivere il pezzo parlando di amore, speranza, di caviglie. Ognuno può interpretarla un po’ a suo modo: mi vien naturale lasciare questo spazio, essendo il mio modo di scrivere i testi non esattamente lineare».

Gennaio invece é un brano uscito quasi un anno fa. Ci racconti qualche aneddoto nascosto?

«Gennaio è una cover, inizialmente pensata per allungare un po’ il set live. Penso che ci rappresenti come band, mette d’accordo tutti. È stata spontanea, niente aneddoti nascosti. In sala ci siamo detti: “Facciamo suonare i Diaframma come i Beach Fossils” ed eccola la. È stata la prima volta dove abbiamo registrato, prodotto, mixato e masterizzato un brano noi e solo noi quattro dall’inizio alla fine».

Ti collochi a metà tra il lo-fi di stampo nord americano e il cantautorato italiano. Ma cosa ascolti sotto la doccia?

«Ascolto esattamente quello, il mezzo in cui mi avete collocato, e qualcosa in più. Ascolto da sempre molta musica elettronica e nell’ultimo anno cose più vicine al punk, tre artisti inglesi in particolare: Shame, Idles e Fontaines D.C.».

Ora facciamo un gioco di “condivisione musicale”. Se dovessi regalare una canzone (non tua) a una persona molto importante per te, che brano sceglieresti?

«Difficile, dipende anche dalla persona direi. Forse Sleep Apnea dei Beach Fossils, pezzo troppo incredibile, a cui tutti dovrebbero voler bene».

Chiudiamo l’intervista parlando di un luogo, di un tramonto, di un cielo. Qual è il tuo posto nel mondo?

«Non lo so sinceramente, non ho girato molto purtroppo. Forse il luogo ideale devo ancora trovarlo. Non saprei neanche dirti il posto preferito nella mia città, sarei comunque indeciso. Sicuramente il mio posto nel mondo è in mezzo alla gente o con qualcuno, almeno uno a cui tengo. Quindi ovunque, per ora, ma insieme».

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come @machitelhachiesto. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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