Star Wars: L'ascesa di Skywalker, la recensione senza spoiler

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In foto, i membri della squadra del Millennium Falcon nel film Star Wars: l'ascesa di Skywalker, di J. J. Abrams. Da sinistra: Chewbecca (Joonas Suotamo), Poe Dameron (Oscar Isaac), Finn (John Boyega) e Ray (Daisy Ridley)

In foto, i membri della squadra del Millennium Falcon nel film Star Wars: L’ascesa di Skywalker, di J. J. Abrams. Da sinistra: Chewbecca (Joonas Suotamo), Poe Dameron (Oscar Isaac), Finn (John Boyega) e Ray (Daisy Ridley)

Sarà molto difficile per me recensire il nono e ultimo episodio della sagaStar Wars: L’ascesa di Skywalker, non solo per la delusione che ha rappresentato, ma anche perché dovrò riuscire a far comprendere i motivi del mio disappunto senza rivelare i vari colpi di scena e snodi narrativi del caso.

Partiamo subito dal presupposto che J.J. Abrams – già regista di Star Wars: Il risveglio della Forza – si era trovato davanti un compito difficilissimo: doveva chiudere non tre, ma ben nove film (contando quindi anche le trilogie precedenti della saga), concludendo tutte le trame lasciate aperte dal predecessore Star Wars: Gli ultimi Jedi, che aveva creato una forte divisione nel fandom della galassia lontana lontana. È risaputo che concludere un arco narrativo durato otto film sia complicato, figuriamoci se si tratta di una saga amatissima dal grande pubblico come Guerre Stellari. Come fare per accontentare tutti?


A me dispiace essere così lapidaria, ma devo ammettere che, anche se si tratta di una saga commerciale come quella di Star Wars, non è certamente questo il modo di scrivere un lungometraggio.


Il buon Abrams aveva quindi tra le mani una gatta da pelare di dimensioni titaniche, a livello di show business. A mio avviso, però, la decisione peggiore è stata quella di affidarsi a Chris Terrio per scrivere la sceneggiatura. Il signor Terrio ha sì firmato il copione di Argo – per il quale ha vinto un Oscar nel 2012 – ma è anche la mente creatrice di trame come quella di Batman v Superman: Dawn of Justice, che manca tremendamente di coerenza.

È proprio questo il problema principale de L’ascesa di Skywalker: benché si tratti di un film visivamente fantastico, a livello narrativo è confuso e incoerente non solo con ciò che abbiamo visto negli episodi precedenti, ma anche con gli eventi che accadono in questo stesso film. A me dispiace essere così lapidaria, ma devo ammettere che, anche se si tratta di una saga commerciale come quella di Star Wars, non è certamente questo il modo di scrivere un lungometraggio.

In foto, Kylo Ren (Adam Driver) nel film Star Wars: l'ascesa di Skywalker, di J. J. Abrams. Il personaggio di Kylo Ren si conferma il più riuscito della nuova trilogia

In foto, Kylo Ren (Adam Driver) nel film Star Wars: l’ascesa di Skywalker, di J. J. Abrams. Il personaggio di Kylo Ren si conferma il più riuscito della nuova trilogia

Nonostante la sceneggiatura traballante, devo ammettere che la pellicola è uno spettacolo per gli occhi. Gli effetti speciali sono ottimi, le interpretazioni molto buone (forse l’unico punto totalmente a favore di questa nuova trilogia sono proprio le performance recitative – e per questo ringrazio sentitamente Adam Driver) e la regia di Abrams non riesce a lasciarmi a bocca asciutta, dimostrandosi dinamica e coinvolgente come al solito. Tutti questi aspetti positivi, però, non riescono a farmi salvare il film, che non si rivela in alcun modo una conclusione degna della saga.

Ormai giunta alla fine della mia recensione, chiedo però ai gentili lettori di non lasciarsi influenzare dalla mia modesta opinione: andate a vedere il film, perché ognuno di noi cerca qualcosa di diverso in queste storie e, benché io non l’abbia apprezzata, ammetto di essermi emozionata a più riprese durante la visione. Andate a vedere L’ascesa di Skywalker: il vostro gusto in fatto di cinema rimarrà sempre il miglior giudice. Che la Forza sia con voi.

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Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

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