Sue: in prima linea per i diritti delle donne!

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In foto, la cantautrice milanese Sue

In foto, la cantautrice milanese Sue

Sue è una cantautrice milanese dal timbro pop. All’inizio della sua carriera nel 2010 si è approcciata timidamente al jazz per poi lasciare spazio ad altri generi paralleli. I testi sono in italiano e riguardano tematiche diverse, ma spesso si distingue una sottile ironia che diventa la linea comune per trattare tutto con leggerezza e personalità.

Il suo ultimo singolo si intitola Ho capito una cosa importante, un brano solare in perfetta linea con il carattere e l’emotività dell’artista. Ecco cosa ci ha raccontato.

Nasci come autrice di musiche per bambini. Raccontaci questo mondo.

«Sì, lavoro in un centro socio educativo per bambini disabili (Gruppo Erre) e gestisco i laboratori di musica che propongo anche all’esterno con bambini di tutte le età. Credo molto nel valore della canzone come strumento educativo perché è un mezzo per comprendere il linguaggio andando oltre le sole parole.

«Spesso mi servivano delle canzoni ad hoc che non sempre trovo online, così ho iniziato a scrivermele io. Da lì ogni mio laboratorio ha preso a essere costruito sulle mie canzoni, legate ai diversi argomenti che propongo. Quello di scrivere su commissione è per me anche un bell’esercizio di scrittura, mi tiene sempre allenata».

Ho capito una cosa importante è il titolo del tuo nuovo singolo. Come è nato questo brano?

«Di questo brano è nato prima il ritornello, dopo aver riflettuto effettivamente su una cosa importante che pensavo di aver capito. In realtà (piccolo aneddoto) quando ho scritto il ritornello ero convinta che fosse un brano già esistente di Levante. Sono diventata matta a cercare di capire che brano fosse, poi invece ho scoperto che non era un plagio e mi sono rasserenata».

Raccontaci un aneddoto del backstage del video, o un particolare.

«Una scena del video l’abbiamo girata in una via del centro di Rho. Idea bellissima ma di difficile gestione. Per fortuna erano le 14:00 del pomeriggio del 1 settembre e non c’era molta gente in giro, ma abbiamo dovuto rifare la scena molte volte perché le persone continuavano a passare. Le mie amiche hanno dovuto fare da “blocca passanti”, grazie a loro siamo riusciti a girare quelle scene».

Sei in prima linea per i diritti delle donne. Pensi che le donne facciano ancora fatica ad affermarsi nel panorama musicale italiano o in generale nel proprio ambito lavorativo?

«Nel mondo musicale sicuramente la parte femminile è in netto svantaggio. Abbiamo discusso a lungo su quello che potrebbe essere il vero problema che vede le donne sempre in svantaggio numerico rispetto agli uomini quando vediamo gli ammessi in finale nei vari concorsi e festival musicali italiani, ma ancora qualcuno ostina a dire che è questione di gusto personale. Il vero scandalo si è verificato con le selezioni di Sanremo Giovani di quest’anno: 46 uomini e 6 donne ammesse su tutta Italia. Giusto per capire di cosa stiamo parlando».

Che contributo pensi di poter dare come artista e come donna per cambiare le cose in meglio?

«La cosa che concretamente sto facendo a fronte di tutta questa situazione è quella, insieme al mio gruppo di Arci Che Donne di Rho, di organizzare degli eventi esclusivamente al femminile. Non tanto come presa di posizione ma come opportunità.

«Di progetti di arte al femminile ce ne sono tanti, molto validi, questo è il messaggio che vogliamo lanciare con questi eventi. Al Ritmo delle donne è stato il primo evento che abbiamo realizzato e che ha visto nella stessa sera artigiane, artiste, cuoche, musiciste, dj, fotografe collaborare insieme per creare un serata dedicata all’arte al femminile. È stato molto bello».

Ora facciamo un gioco di “condivisione musicale”. Se dovessi regalare una canzone (non tua) a una persona molto importante per te, che brano sceglieresti?

«Senza ombra di dubbio sceglierei Attesa inaspettata di Niccolò Fabi, che dedicherei a una mia amica che ha appena partorito».

Chiudiamo l’intervista parlando di un luogo, di un tramonto, di un cielo. Qual è il tuo posto nel mondo?

«Qualsiasi luogo a contatto con la natura mi fa sta stare bene, ma direi che il bosco è il posto per me più carico di energia».

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come @machitelhachiesto. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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