Le 20 canzoni italiane più belle del 2019

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Mi piace pensare che questi pezzi, tutti usciti nel 2019, rappresentino qualcosa che non esisteva ancora o che, perlomeno, non esisteva in questa forma.

Mi piace pensare che questi pezzi, tutti usciti nel 2019, rappresentino qualcosa che non esisteva ancora o che, perlomeno, non esisteva in questa forma.

È possibile scegliere venti canzoni tra quelle pubblicate nell’ultimo anno e affermare che si tratti delle più belle? Sì, se si decide di dare all’aggettivo “bello” un valore più profondo e un significato più grande, che non indichi semplicemente la bellezza fine a se stessa, che è soggettiva, quindi opinabile, ma qualcosa di più.

Parlerò di venti canzoni che sono dei tasselli fondamentali, degli spartiacque, nell’attuale panorama musicale italiano. Mi piace pensare che questi pezzi non siano significativi solo per la loro orecchiabilità, né soltanto per il loro testo, ma piuttosto perché rappresentano qualcosa che non esisteva ancora o che, perlomeno, non esisteva in questa forma. Chiarisco, inoltre, che la bellezza di cui voglio parlare non è legata in alcun modo al loro successo commerciale né alla fama dei loro interpreti. Anche perché – in Italia – di musica ben fatta ce n’è tanta. Qualche artista, semplicemente, non gode della stessa attenzione di altri, ma questo è un aspetto da attribuire a logiche discografiche e commerciali, non di certo a un valore inferiore della sua arte.

Nella lista che farò, dunque, ci saranno cantanti più e meno noti, perché ho voluto raccogliere insieme delle verità indispensabili, da conoscere o riascoltare, per capire cosa sia successo quest’anno. Venti canzoni, in ordine sparso e non di preferenza, da conservare, perché si tratta di brani che possono sopperire al più grande difetto che ha la musica oggigiorno: le ore contate.

Ecco le venti canzoni che ho scelto.

Per due che come noi, Brunori Sas

È arrivato da appena una manciata di settimane, eppure il nuovo pezzo di Brunori Sas, Per due che come noi, è già un evergreen della buona canzone d’autore italiana. Si tratta di un pezzo senza tempo, intenso, profondo, che racconta un amore maturo, consapevole, che si confronta con gli anni che passano e con i segni del tempo trascorso.

Il brano anticipa Cip!, il nuovo album di Brunori, in uscita il 10 gennaio.

Ho bisogno di dirti domani, Nicolò Carnesi

È la title track del quarto album di Nicolò Carnesi, cantautore siciliano, classe 1987. Il brano, che si presenta come un dialogo interiore dell’autore, è un racconto intimo che parte da un bar di Milano e si conclude a Palermo, città d’origine di Carnesi.

Il brano spiega quanto sia importante avere una visione concreta del domani, quanto la proiezione verso il futuro sia fondamentale per l’esistenza di ognuno di noi.

Antonio, Levante

Antonio è la storia di un amore raccontato dopo la sua fine. Un brano struggente, scritto e cantato magistralmente da una Levante in piena forma.

Il pezzo, che fa parte del quarto disco di inediti della cantautrice siciliana, Magmamemoria, pubblicato lo scorso ottobre, è uno dei più intensi e travolgenti dell’intero progetto.

Al condizionale, Postino

Al condizionale fa parte dell’album Postumi, secondo progetto discografico del cantautore Postino, al secolo Samuele Torrigiani, una delle migliori realtà della nuova scena indie italiana.

Un pezzo in cui il cantautorato e pop si incontrano e si sposano perfettamente.

Il cuore degli altri, Braschi

Braschi è un cantautore, lo è a buon diritto. La sua scrittura è sempre cristallina, profonda, mai artificiale. In estate ha proposto Il cuore degli altri, un brano certamente atipico per la stagione in cui è arrivato, ma di spessore e senza scadenza.

Il pezzo, a cui – poche settimane fa – si è aggiunto Felici, farà da apripista al nuovo progetto discografico del giovane cantautore romagnolo.

Conoscersi in una situazione di difficoltà, Giovanni Truppi

Nel mese di marzo, Giovanni Truppi ha pubblicato il suo quarto disco di inediti, Poesia e civiltà, un album poetico e passionale, che con la stessa forza sa essere spigoloso e accogliente.

Dal progetto, ho scelto Conoscersi in una situazione di difficoltà, un pezzo essenziale e ruvido, che ben rivela la poetica e la caratura dell’artista campano.

Nel blu, Niccolò Fabi

Tradizione e tradimento è il titolo dell’ultimo disco di Niccolò Fabi, di cui fa parte Nel blu, l’unico pezzo dell’album che affronta il tema dell’amore. Fabi lo fa alla sua maniera, con delicatezza e estrema intensità: Nel blu racconta il primo incontro di due «con le gambe fra le braccia, ognuno muto dentro i suoi richiami».

Un brano denso e commovente, che conferma, nel caso ce ne fosse bisogno, il talento cantautorale di Fabi.

Mancarsi, Come_Cose

Sono Fausto Lama, all’anagrafe Fausto Zanardelli, cantautore e musicista bresciano, e California, vale a dire Francesca Mesiano, dj friulana. Insieme sono i Coma_Cose, il duo rivelazione che nel 2019 ha pubblicato il disco Hype Aura, di cui fa parte Mancarsi, ballad urbana, dove si passano in rassegna sentimenti universali e luoghi generazionali, paure e momenti di piccola, grande poesia contemporanea.

C’est la vie, Achille Lauro

Achille Lauro è un artista imprendibile, sfaccettato, curioso, sempre pronto a essere tutto e il suo contrario. 1969, l’album pubblicato a seguito della sua prima partecipazione al Festival di Sanremo, lo scorso febbraio, ne è la prova: è un disco eterogeneo, stratificato, imprevedibile.

C’est la vie è l’altro volto di Lauro, quello malinconico: è un brano d’amore e a farla da padrona è la rabbia la frustrazione per un addio ancora troppo recente.

Borghese in borghese, Fulminacci

Fulminacci, nome d’arte di Filippo Uttinacci, che richiama per assonanza il suo cognome, è arrivato come un fulmine a ciel sereno all’inizio del 2019, sotto la label Maciste Dischi. Classe 1997, è nato a Roma e dalla sua città sembra aver assorbito la miglior tradizione cantautorale.

Borghese in borghese fa parte del sul album d’esordio, La vita veramente.

Il Nilo nel Naviglio, Mahmood

Mahmood è la rivelazione dell’anno. Dopo la vittoria a Sanremo con Soldi, ha riproposto l’album Gioventù bruciata, pubblicato già in precedenza con soli cinque brani.

Nella versione rivista e aggiornata, arrivata nei negozi a febbraio 2019, è stato inserito il brano Il Nilo nel Naviglio, che ben riassume lo stile riconoscibile e inconfondibile dell’artista milanese.

Mandela, Margherita Vicario

Margherita Vicario, artista istrionica, intelligente, arguta, la scorsa primavera ha proposto Mandela, un pezzo che – con ironia, spiccata intelligenza e sagacia – affronta lo spinoso tema del razzismo.

Niente pietismi, rime semplici o astuzie per ottenere facili consensi, Mandela è la carta d’identità di una cantautrice che non somiglia a nessun’altra e che si propone con ingegno e un estro spiccato.

Quello che so dell’amore, Pacifico

È l’ultima traccia di Bastasse il cielo, il nuovo album del cantautore Pacifico, al secolo Gino De Crescenzo, e descrive pienamente la grazia e l’eleganza di un artista dalla penna raffinata e senza tempo.

Pacifico è un autore che sa maneggiare le parole con grande maestria e consapevolezza, questo brano – come del resto l’intero progetto – ne è l’ennesima prova.

Le ragazze di Porta Venezia, M¥SS KETA

Lei è la femmina alfa dell’hip hop italiano: M¥SS KETA, provocante, irriverente, dissacrante, ha riproposto un brano che è un vero e proprio manifesto, Le ragazze di Porta Venezia, datato 2015, ma cantato, quest’anno, con Elodie, La Pina, Priestess, Roshelle e Joan Thiele.

È un inno alla libertà, alla consapevolezza di sé, un manifesto della femminilità di oggi, inclusiva e post-femminista.

Tienimi ancora, Romina Falconi

Romina Falconi è un’artista che sfugge a ogni etichetta, un’aliena nell’attuale panorama musicale italiano. L’album pubblicato nel 2019, Biondologia, è una geniale tragicommedia, fatta di provocazione, ironia, totale libertà d’espressione.

Tienimi ancora è, senza dubbio, il brano meno irriverente e disinvolto del disco, ma certamente quello più potente e intenso. Romina sa mettersi a nudo senza remore né pudore, questo pezzo ne è la prova.

Anche se non voglio, Dente

Cantautore di spessore e penna sensibile, Dente, al secolo Giuseppe Peveri, è tornato – a tre anni di distanza da Canzoni per metà – con Anche se non voglio, brano introspettivo e profondo, che anticipa l’uscita del suo settimo disco di inediti.

La scrittura di Dente è ancora una volta intima, essenziale, delicata.

Qualcosa cambia, Daniele Silvestri

Dopo la toccante e coraggiosa Argento Vivo, proposta al Festival di Sanremo 2019 al fianco del rapper Rancore, Daniele Silvestri ha pubblicato l’album La terra sotto i piedi, che contiene Qualcosa cambia, un pezzo in cui la scrittura del cantautore romano è lucida, diretta, disarmata e disarmante.

Uno dei pezzi più validi di un progetto di grande spessore. Forse, ad oggi, uno dei lavori migliori di Silvestri.

Luci blu, Emma Marrone

Luci blu è la quarta traccia di Fortuna, il nuovo album di Emma Marrone ed è, senza alcun dubbio, il brano in cui la capacità interpretativa dell’artista salentina si esprime al meglio.

Si tratta di un pezzo struggente e potente, cantanto con impeto. Luci blu racconta la disperazione e la tenerezza di un amore che non c’è più.

Luna diamante, Mina e Ivano Fossati

Due eccellenza della canzona italiana, Mina e Ivano Fossati, un album-evento di imponente caratura che porta il loro nome e un brano, Luna diamante, che forse più e meglio di altri sintetizza l’eleganza compositiva di Fossati e il talento interpretativo di Mina.

Il pezzo è la colonna sonora del nuovo film di Ferzan Ozpetek, La Dea Fortuna.

Torneremo ancora, Franco Battiato

Franco Battiato è un maestro, la sua penna è sempre stata lungimirante, ipnotica, poetica. Torneremo ancora è un bilancio esistenziale e spirituale, un brano commovente e intenso, che – in un sussurro – riesce a svelare l’essenza di una vita passata a ricercare la bellezzza più autentica delle cose.

«Nulla si crea, tutto si trasforma», canta il Maestro, in questo pezzo che è solenne e umano, terreno e immateriale, potente eppure quasi impalpabile.

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Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

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