Knives Out: quando vecchio e nuovo si incontrano

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Daniel Craig intepreta divinamente il detective Benoit Blanc in Knives Out

Daniel Craig intepreta divinamente il detective Benoit Blanc in Knives Out

Rian Johnson cambia genere. Dopo aver girato quello che era fino a dicembre scorso era l’episodio più controverso della saga di Star Wars (ma se avete letto la recensione del suo successore, L’Ascesa di Skywalker, saprete bene come la penso), il regista americano si dedica a un progetto che di sicuro non farà discutere allo stesso modo, ma che al contrario metterà molte più persone d’accordo: Knives Out – Cena con Delitto è approdato sugli schermi il 5 dicembre 2019 con tutto il suo cast glorioso. Daniel Craig, Ana de Armas, Michael Shannon, Jamie Lee Curtis e Christopher Plummer sono solo alcuni dei nomi di cui si può vantare la pellicola.

Dalle galassie lontane lontane, Johnson torna a casa e ambienta il suo film in un’America molto, molto realistica. Lo scrittore di gialli Harlan Thromby viene trovato morto nella sua casa, una magione che sembra uscire direttamente da un racconto di Agatha Christie (e l’edificio non è di sicuro l’unica strizzata d’occhio ai romanzi della celeberrima scrittrice). La famiglia Thromby si riunisce quindi per dare l’ultimo saluto, ma entra in scena il detective Benoit Blanc, ingaggiato anonimamente per risolvere il caso. Problema: non c’è nessun caso, perché l’autopsia decreta che quello di Harlan sia un suicidio.

Non solo Rian Johnson ha cambiato genere, ma anche l'ex-Captain America Chris Evans, che in Knives Out vediamo in versione rampollo di famiglia

Non solo Rian Johnson ha cambiato genere, ma anche l’ex-Captain America Chris Evans, che in Knives Out vediamo in versione rampollo di famiglia

Knives Out è un giallo fatto e finito: non ha bisogno di secchiate di sangue o di scene d’azione perché tutta l’attrattiva è nell’indagine di Blanc e dell’infermiera Marta. Non c’è molto di particolarmente innovativo, si capisce anche abbastanza presto come andrà a finire (ammetto che un colpo di scena in più non mi sarebbe dispiaciuto), ma ciò non toglie che il coinvolgimento dello spettatore riesca egregiamente. Un cast così ricco, purtroppo, premia performance strepitose come quelle di Craig e della De Armas, ma mette in ombra attori come Shannon e Plummer, la cui innegabile bravura non ottiene un momento per brillare.

Ciononostante, Knives Out fila liscio come l’olio, grazie anche a momenti esilaranti come la discussione politica tra parenti (da qui il realismo accennato qualche riga più su) o la particolare reazione di Marta nel dire bugie. Con Knives Out, si torna ai classici gialli della Christie, ma forse è proprio per questo che la pellicola funziona, perché l’ambientazione, gli snodi narrativi e l’atmosfera ci portano dentro la storia, lasciandoci andare solo alla fine, alla suaconclusione.

Insomma, un prodotto che intrattiene in modo raffinato, portando il pubblico in un’avventura che sa tanto di classico, ma una nota di freschezza molto gradita. E l’Academy se n’è accorta, visto che ha già deciso di premiare Knives Out con una candidatura alla Miglior Sceneggiatura Originale.

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Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

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