La trasparenza del camaleonte: Anita e la sua Carminia

0
Il blogtour organizzato per La trasparenza del camaleonte, di Anita Pulvirenti

Il blogtour organizzato per La trasparenza del camaleonte, di Anita Pulvirenti

Non chiamatemi blookblogger, ve l’ho già detto. Ma da oggi potete chiamarmi Miss Incoerenza. Ho sempre detto che avrei scritto da sola, senza obblighi o suggerimenti e invece mi sono fatta fregare da un gruppo di altri blogger che mi hanno coinvolta in un «blogtour sensoriale» dedicato a La trasparenza del camaleonte, di Anita Pulvirenti, edito da DeA Planeta.

Il blogtour è la parola con la quale si indica un gruppo di blog che, in date prestabilite, propongono recensioni di un testo. In questo caso, però, è anche sensoriale: ognuno di noi lascerà vagare la mente associando al testo qualcosa di veramente improbabile. Qualcosa che ti fa capire che quel libro, tu che ne scrivi, lo devi aver letto per forza.

In questa occasione ho la fortuna di leggere un’anteprima cartacea: anche il libro esce oggi, 21 gennaio. Parliamo di un gruppo editoriale, quindi fuori dal progetto Dietro un libro.

La trasparenza del camaleonte: comunissima trama

In foto, il libro La trasparenza del camaleonte, di Anita Pulvirenti, edito da DeaPlaneta. Foto di Ylenia Del Giudice

In foto, il libro La trasparenza del camaleonte, di Anita Pulvirenti, edito da DeaPlaneta. Foto di Ylenia Del Giudice

Una cosa che ho imparato con i videogiochi è che se la grafica è eccellente, la storia farà palesemente schifo. Ma se invece è la grafica a essere quasi primordiale, la storia sarà studiata e costruita per essere quasi indimenticabile. Qui, è il caso di dirlo, siamo davanti a una trama banale strutturata come fosse un’opera d’arte.

Per farvi capire, guardando una scultura di marmo si notano le forme, per i più esperti anche il tipo di marmo. Niente di più. Ma se quel marmo lo giri, lo vedi e lo osservi davvero, puoi cogliere perfino la più piccola venuta realizzata dall’artista. Ecco, questo è il tipo di videogioco che apprezzo. Questo è il tipo di opera d’arte che preferisco. Questo è il tipo di libro che consiglio.

La trasparenza del camaleonte: abuso dell’Asperger

Quando mi è stata fornita la trama sono rimasta perplessa. Insomma, l’Asperger è talmente ridondante da un anno a questa parte che Anita Pulvirenti potrebbe essere una dei tanti scrittori ad aver colto la palla al balzo. Poi, però, ho iniziato a leggere.


La trasparenza del camaleonte è un viaggio nel mondo dell’autoanalisi costruita momento dopo momento.


È la prima volta che leggo un romanzo dove non è la patologia a essere la base. L’Asperger, qui, non è invalidante. Resta uno strumento per il lettore e non un limite della scrittura. La trasparenza del camaleonte è un viaggio nel mondo dell’autoanalisi costruita momento dopo momento.

Carminia ne è la protagonista, come rosso carminio è il nome di Anita sulla copertina. Un colore naturale che se miscelato con altre sostanze, può essere utilizzato per qualsiasi cosa, dalle tinture per capelli a quelle per le labbra; dalle lacche per metalli alle tinture per indumenti e agli acquarelli. La capacità di adattamento è la stessa di Carminia. E certamente la stessa del camaleonte.

La trasparenza del camaleonte: confondere il lettore

Questo significa adattarsi, sfruttare le abilità di un camaleonte. Significa saper proporre qualcosa sulla quale il lettore può adattarsi secondo il suo bisogno.

Questo significa adattarsi, sfruttare le abilità di un camaleonte. Significa saper proporre qualcosa sulla quale il lettore può adattarsi secondo il suo bisogno.

Anita spiazza. Il libro si apre con un capitolo 1, Lunedì, che lascia pensare a un diario adolescenziale, qualcosa che riguarda il lamento di chi è affetto da male di vivere o è in punto di morte, magari. Invece no, Carminia, in questo lunedì, non sa ancora quale sia il problema. Sa cosa non sopporta, riconosce le sue abitudini come sue e non vuole che nessuno la disturbi in questa sua quotidianità. Carminia, tecnicamente, potrei essere io.

Qualche pagina più in là ed ecco comparire le domande dei terapisti e le sue risposte. Risposte di una donna che matta non è, anzi, è particolarmente consapevole che ciò che la disturba disturba anche gli altri. In modo differente, magari.


 

La trasparenza del camaleonte è scritto per essere letto con i tempi di Carminia. Anita Pulvirenti riesce così a mettere il lettore dalla parte di Carminia. Non a prenderne le parti, ma a guardare con i suoi occhi.


Il testo è scritto per essere letto con i tempi di Carminia. Un tempo scandito, punteggiatura da rispettare e parole semplici per arrivare dritte al punto. Anita Pulvirenti riesce così, in questa settimana di diario, a mettere il lettore dalla parte di Carminia. Non a prenderne le parti, ma a guardare con i suoi occhi.

Sono occhi che non cedono al finto sorriso dei colleghi, alle carinerie di chi le si avvicina per strada. Carminia potrei essere io, così come potrebbe essere ognuno di voi. Questo significa adattarsi, sfruttare le abilità di un camaleonte. Significa saper proporre qualcosa sulla quale il lettore può adattarsi secondo il suo bisogno.

La trasparenza del camaleonte: accettare di avere un problema

La maggior parte dei testi che affrontano disturbi e patologie varie si sviluppano verso due distinte strade: c’è chi racconta una vita di sofferenze e chi invece si dichiara eroe, combattente. Anita Pulvirenti porta la sua Carminia verso una nuova direzione. La porta – e ci porta – verso la scoperta di ciò che siamo. Perché in molti casi siamo la patologia che ci portiamo dietro.

Carminia, nella seconda parte, riesce a dare un nome al suo «brutto carattere». Riesce a dare un nome a tanti aspetti della sua vita. Riesce in questa piccola impresa perché è così che funziona. Una volta dato un volto e un nome alle cose che non comprendiamo, riusciamo a farle andare nella direzione che vogliamo. Non tutti possono, ma Carminia sì, riesce a farlo; ci riesce nonostante la figura della nonna e quella della madre siano lì, a ricordarle dolori e abbandoni.

La trasparenza del camaleonte: dolcezza maturata

In foto, una scultura di marmo che ritrae Antinoo

In foto, una scultura di marmo che ritrae Antinoo

Ci sono degli aspetti comuni fra La trasparenza del camaleonte, Come eliminare la polvere e altri brutti pensieri e, infine, Mio fratello rincorre i dinosauri. Pulvirenti, Germani e Mazzariol affrontano la patologia così com’è, raccontandola da diversi punti di vista, senza chiedere empatia verso i personaggi e senza costringere il lettore a prendere necessariamente le parti di qualcuno. Lo fanno, tutti e tre, con la delicatezza e la dolcezza, a tratti amara, di chi è consapevole di quello che scrive e che racconta.

La trasparenza del camaleonte altro non può essere che una scultura romana, probabilmente l’Antinoo. Una scultura conosciuta ai più per essere un mezzo busto realizzato in tante versioni, custodite nei musei del mondo. Una scultura che conserva una storia importante, un amore unico e permesso nell’antica Roma. Un pezzo di marmo nel quale è stato scolpito uno dei volti più belli. La trasparenza del camaleonte, però, non è Antinoo per la sua bellezza, ma perché il primo romanzo di Anita Pulvirenti è un comune busto di un giovane quasi sconosciuto che racchiude al suo interno una storia che si lascia amare.

About author

Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

No comments

Potrebbero interessarti

Jennifer Lawrence e Javier Bardem in Madre!, di Darren Aronofsky

Madre! e Darren Aronofsky: sul nuovo corso del cinema occidentale

[caption id="attachment_11056" align="alignnone" width="1277"]Jennifer Lawrence e Javier Bardem in Madre!, di Darre...            </div>
        </article>
        
        </div>
    
</div><!-- .recommend-box -->        		            <script>
                ytframe_ID = [];
            </script>
            
            <div class=

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi