Le Malerbe, di chi ha combattuto senza armi

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In foto, un dettaglio del libro Le malerbe, di Keum Suk Gendry-Kim, edito da Bao Publishing

In foto, un dettaglio del libro Le Malerbe, di Keum Suk Gendry-Kim, edito da Bao Publishing

Nei testi scolastici, gli eventi storici vengono riportati secondo un determinato schema, attraverso la stessa prospettiva che cerca di dare coerenza a ciò che viene insegnato. Ci sono avvenimenti che passano in secondo piano, rimanendo ai margini per dare spazio a una narrazione ritenuta più importante. Eppure, per avvicinarci il più possibile alla realtà, è necessario riconoscerne la complessità, le infinite sfaccettature, i diversi punti di vista che aggiungono la loro verità agli eventi. Non si può parlare di realtà quando si hanno informazioni parziali, ma solo di conoscenza, ed è l’insieme di molteplici conoscenze che costruisce la realtà. Tante persone sono state ignorate o dimenticate, voci che non sono ritenute abbastanza essenziali da dar loro spazio.

Una volta mi venne detto: «Pensaci, non guardiamo mai la Storia da una diversa angolazione, come se il resto della popolazione fosse irrilevante, come se non fosse mai esistita o non avesse un impatto. L’impatto ce l’ha, ma non viene riconosciuto». Ha ragione, ho pensato. Mi sono quindi messa alla ricerca di storie rimaste ai margini e ho trovato Le Malerbe. Yi Ok-seon era una comfort woman e questa è stata la sua guerra.

Le Malerbe: il fumetto

In foto, Yi Ok-seon in un'immagine della graphic novel Le malerbe, di Keum Suk Gendry-Kim, edito da Bao Publishing

In foto, Yi Ok-seon in un’immagine della graphic novel Le Malerbe, di Keum Suk Gendry-Kim, edito da Bao Publishing

Coreana, nata nel 1927, Yi Ok-seon è la donna con cui l’autrice Keum Suk Gendry-Kim ha creato Le Malerbe, graphic novel pubblicata in Italia da Bao Publishing. Yi Ok-seon non ha visto la guerra, ma l’ha comunque vissuta. L’ha vissuta come «donna di conforto» per l’esercito giapponese in Cina e ci insegna che la guerra non è fatta solo di armi, combattimenti e complotti. Yi Ok-seon l’ha vissuta come donna, come cittadina di una Corea colonizzata dal Giappone, come bambina che desiderava andare a scuola ma che non poteva permetterselo.

Le Malerbe racconta la sua storia, mescolando le parole della protagonista e quelle dell’autrice. Keum Suk Gendry-Kim non voleva impietosire i lettori, ha infatti insistito nel rappresentare la forza di Yi Ok-seon (e, come lei, altre donne) che nonostante tutto non ha rinunciato alla vita, ama la vita. L’equilibrio fra come l’autrice si avvicina alla storia, la storia stessa e come questa viene raccontata dalla protagonista accentuano proprio questo aspetto, ma mostrano anche le insicurezze e il dolore, presentando così non un’eroina ma un essere umano.


Anch’io non volevo più vivere. Ma non potevo morire. Nonostante volessi farla finita, non ci riuscivo.


I disegni assumono un ruolo fondamentale nel dare il giusto peso alle parole, soprattutto quando queste diventano soffocanti. I dettagli sono accuratamente pensati, le sequenze mute che troviamo dopo alcuni avvenimenti danno modo di rallentare la lettura e riflettere su quanto appena letto, avvicinarci emotivamente a queste donne. Le parole hanno un peso, così come il silenzio.

Il focus sulle cause

In foto, una pagina della graphic novel Le malerbe, di Keum Suk Gendry-Kim, edita da Bao Publishing

In foto, una pagina della graphic novel Le Malerbe, di Keum Suk Gendry-Kim, edita da Bao Publishing

Capita spesso di guardare con occhio accusatore le persone che si ritrovano a fare delle scelte difficili – come i genitori di Yi Ok-seon che hanno venduto la figlia – senza però interrogarsi sulle circostanze e andare al fondo della questione. Le Malerbe vuole portare l’attenzione sui motivi dietro a una scelta che potrebbe essere considerata immorale.


Se fossi nata maschio, sarebbe stato meglio…


Come approfondisce alla fine del fumetto la professoressa Myeong Sook Yoon (un’analisi che arricchisce ancora di più questo fumetto), l’autrice dedica spazio per mostrare le disuguaglianze sociali, fattori determinanti di ingiustizie e molestie. Vediamo come, nel caso di Yi Ok-seon, disuguaglianze di classe, di genere e etniche si intersecano, determinando la complessità di una situazione a cui, istintivamente, reagiremmo in modo diverso. L’autrice vuole mettere in luce che le scelte, per quanto controverse, vengono messe in moto da più ampi meccanismi e che è importante non soffermarsi sulla superficie, a ciò che è visibile.

Non solo, ci viene introdotto il sistema dell’adozione attraverso chi lo vedeva come un’opportunità. L’elemento dell’inganno e delle promesse mai mantenute e la difficoltà di procurarsi il cibo necessario, hanno portato a dipingere altre famiglie come una culla di possibilità.

Un'immagine che illustra Yi Ok-seon nella graphic novel Le Malerbe, di Keum Suk Gendry-Kim

Un’immagine che illustra Yi Ok-seon nella graphic novel Le Malerbe, di Keum Suk Gendry-Kim

A queste donne, alle comfort women, l’autrice dedica un inno alla loro forza: «Degli ultimi sprazzi di questo lungo inverno restano i fragili ramoscelli tremolanti, dalla loro carne viva germoglierà una rinnovata lotta per la vita… Un’erba forte, che si piega per il vento e si rialza anche se calpestata».

Benché non l’abbia vista, Yi Ok-seon ha vissuto la guerra sulla sua pelle. Una combattente senza armi che ora cerca giustizia per se stessa e le donne che hanno affrontato la stessa situazione: «Combatteremo senza arrenderci finché il governo Giapponese non porgerà le dovute scuse e non corrisponderà la giusta indennità». A questa ricerca di giustizia, fanno eco le parole del padre: «In qualsiasi difficoltà ti ritroverai, tu non mollare».

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Giulia Colato

Giulia Colato

Nella mia vita è la curiosità a prendere le decisioni al posto mio. Ufficialmente studentessa di Sociologia e Criminologia, in realtà mi interesso a una lista smisurata di cose.

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