6 febbraio: sai cosa sono le MGF?

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Le mutilazioni genitali femminili (MGF) sono forme di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni.

Le mutilazioni genitali femminili (MGF) sono forme di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni.

Le mutilazioni genitali femminili (MGF) sono forme di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni[1]. Tali pratiche non hanno nessuna utilità o prescrizione medica, ma affondano le radici nelle credenze ancestrali di alcuni gruppi umani in diverse zone del mondo.

L’Organizzazione Mondiale Sella sanità (OMS) ha individuato quattro diversi tipi di MGF, classificandole a seconda della gravità[2]:

  1. La clitoridectomia (tipo I) è la rimozione totale o parziale della clitoride;
  2. L’asportazione (tipo II) implica la rimozione totale o parziale di clitoride, piccole labbra con o senza asportazione delle grandi labbra. Questo tipo di MGF prende anche il nome di escissione;
  3. L’infibulazione (tipo III) è l’asportazione di clitoride, piccole labbra e parte delle grandi labbra con cauterizzazione, cui segue la cucitura di parte della vulva, lasciando solo un piccolo canale per urina e sangue mestruale;
  4. A questo elenco possiamo anche aggiungere altre pratiche di mutilazione genitale non classificate (tipo IV).

Le MGF sono un fenomeno esteso?

Secondo l'OMS, ogni anno vengono sottoposti a MGF 3 milioni di bambine, 125 milioni di donne attualmente in vita hanno subito una qualche forma di mutilazione genitale.

Secondo l’OMS, ogni anno vengono sottoposte a MGF 3 milioni di bambine, 125 milioni di donne attualmente in vita hanno subito una qualche forma di mutilazione genitale.

Le MGF sono abbondantemente diffuse in 27 Paesi africani, in alcuni Stati asiatici – come India, Indonesia, Iraq, Malesia, Emirati Arabi Uniti e Israele – e in diverse zone occidentali (Italia compresa) come conseguenza dei flussi migratori. Secondo l’OMS, ogni anno vengono sottoposte a MGF 3 milioni di bambine, 125 milioni di donne attualmente in vita hanno subito una qualche forma di mutilazione genitale, mentre in Italia le donne con MGF sono tra le 46mila e le 57mila unità[3].

Perché viene praticata?

Le mutilazioni genitali femminili sono una pratica dolorosa, svilente, umiliante e con una lunga serie di conseguenze negative. Come è dunque possibile che una simile violazione della persona sia ancora presente in tante zone del mondo?

Il problema è che le MGF sono spesso legate a culti ancestrali e a credenze errate, ma consolidate nella cultura di diversi Paesi. In primo luogo scendono in campo motivazioni sanitarie: in alcune zone del mondo si pensa infatti che le MGF rendano la donna più fertile e diminuiscano le possibilità di infezioni, soprattutto durante il parto. Talvolta le MGF sono giustificate da ragioni religiose; si pensa erroneamente che il Corano prescriva tale pratica. Molto spesso le motivazioni di tanta violenza sono culturali in senso ampio.


Presso alcune comunità la donna è considerata come un essere irrazionale i cui appetiti sessuali inestinguibili e la tendenza all’adulterio devono essere fisicamente ridotti e tenuti sotto controllo.


In alcune zone del mondo i genitali femminili sono ritenuti osceni ed è dunque compito della comunità trovare un rimedio a tale oscenità. Presso alcune comunità la donna è considerata come un essere irrazionale i cui appetiti sessuali inestinguibili e la tendenza all’adulterio devono essere fisicamente ridotti e tenuti sotto controllo. In molti luoghi è ancora fortemente radicata la credenza che una donna debba arrivare vergine al matrimonio e l’infibulazione diventa così il sigillo di garanzia per la purezza sponsale[4].

Come stanno le donne che ricevono una MGF?

Dal punto di vista psicologico, le conseguenze di una MGF sono atroci e le bambine vanno spesso incontro a una vera e propria alterazione della propria salute mentale.

Dal punto di vista psicologico, le conseguenze di una MGF sono atroci e le bambine vanno spesso incontro a una vera e propria alterazione della propria salute mentale.

Le conseguenze fisiche delle mutilazioni genitali femminili sono gravi e numerose. Gli interventi vengono realizzati in condizioni igieniche precarie, utilizzando coltelli, lamette da barba, forbici. L’impiego di anestetici e antidolorifici non è contemplato. Per evitare un’emorragia vengono impiegati impacchi di erbe, caffè, fango, cenere, bianco d’uovo, sterco[5]. Una bambina sottoposta a MGF può morire per emorragia, shock neurogenico, infezioni.

A lungo termine una mutilazione genitale può comportare ascessi, calcoli, cisti, ostruzioni del canale urinario, forti dolori mestruali e durante i rapporti sessuali, maggiore vulnerabilità all’HIV, epatite, malattie ematiche, infertilità, incontinenza, maggior rischio di mortalità materna.


Il messaggio che è nascosto dietro le MGF non è difficile da capire: la donna è un essere inferiore, brutto, immondo, da modificare per poter essere accettabile e utile.


Il parto di una donna con MGF è particolarmente difficoltoso, perché il feto deve farsi strada attraverso un tessuto cicatrizzato e quindi poco elastico. Se il bambino non riceve l’ossigeno della placenta e impiega più del dovuto a essere partorito, va in deficit di ossigeno e ciò può comportare danni neurologici. La prima notte di nozze lo sposo ha il compito di praticare la defibulazione, ossia la rottura della cucitura che tiene la vulva sigillata[6].

Dal punto di vista psicologico, le conseguenze di una MGF sono atroci e le bambine vanno spesso incontro a una vera e propria alterazione della propria salute mentale. Asportare la clitoride significa anche togliere alla donna una buona parte del piacere sessuale, che sembra così dichiaratamente spettare solo all’uomo.

Il messaggio che è nascosto dietro le MGF non è difficile da capire: la donna è un essere inferiore, brutto, immondo, da modificare per poter essere accettabile e utile. Le mutilazioni genitali femminili sono una prigione dolorosa e svilente che incatena le donne a un modo di pensare che puzza di disuguaglianza, violenza, violazione dei diritti umani, patriarcato. Il fetore che emana un qualsiasi discorso sulle MGF è quello di un mondo che deve scomparire.

Cosa dice la Legge?

 Il 20 dicembre 2012, l'assemblea generale dell'Onu ha universalmente messo al bando le mutilazioni genitali femminili.

Il 20 dicembre 2012, l’assemblea generale dell’Onu ha universalmente messo al bando le mutilazioni genitali femminili.

Partiamo da un presupposto chiaro: le MGF sono ufficialmente illegali nella maggior parte dei Paesi del mondo, perché rappresentano una violazione dei diritti fondamentali di donne e bambine. Nel 1993, alla Conferenza Mondiale sui diritti umani tenutasi a Vienna, le MGF sono state dichiarate gravemente lesive nei confronti dei diritti della donna. In tale occasione diversi Paesi, per la prima volta, hanno preso coscienza dell’esistenza del problema e hanno emanato leggi in merito[7].

In particolare, con la legge numero 7 del 9 gennaio 2006, il Parlamento italiano ha provveduto a tutelare la donna dalle pratiche di mutilazione genitale femminile. Lo Stato italiano punisce con la reclusione da quattro a dodici anni chi, senza esigenze terapeutiche, pratica o un qualsiasi tipo di MGF[8]. Il 20 dicembre 2012, l’assemblea generale dell’Onu ha universalmente messo al bando le mutilazioni genitali femminili[9]. Eppure c’è qualcosa di non chiaro: se le MGF sono lesive dei diritti umani e illegali, come è possibile che ogni anno 3 milioni di bambine siano sottoposte a questa pratica?

Quali sono le possibili soluzioni?

Il problema è che per sradicare una credenza ancestrale non basta la legislazione, servono educazione, cultura e tempo. È necessario sensibilizzare, insegnare, rendere le persone consapevoli dell’inutilità e della dannosità di tali pratiche.

Bisogna però sottolineare che la cultura è mutevole e ciò che è ritenuto corretto oggi, con il dovuto impegno, potrebbe non esserlo nel futuro. In questa direzione si sono mossi alcuni passi importanti: Dirie Waris, sottoposta a MGF all’età di 13 anni, oggi è portavoce della campagna delle Nazioni Unite contro le MGF e autrice di libri come Fiore del deserto e Figlie del dolore.


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Un post condiviso da Alessandro Rocca (@alex.rocca.69) in data:

Amnesty International ha creato la campagna End FgmActionAid ha lanciato la campagna Non mi volto. L’associazione milanese Hic Sunt Leones ha creato il progetto #DallaParteDiNice con l’obiettivo di creare una web series che renda più persone consapevoli del problema delle MGF. La Cisl ha lanciato MGF – Mutilazioni Giunte alla Fine. Emanuela Zuccalà ha realizzato il cortometraggio Uncut. La lotta delle donne contro le mutilazioni genitali femminili. Dal 2008 a oggi, oltre 15.000 comunità locali in 20 Stati hanno dichiarato pubblicamente l’abbandono delle mutilazioni genitali femminili[10].

Un problema profondo

Eppure, se il fenomeno diminuisce tanto lentamente quanto ora, 86 milioni di ragazze nate tra il 2010 e il 2015 rischiano di subire una mutilazione genitale entro il 2030. Il punto focale è che le MGF sono il volto terribile di un problema profondo, radicato e atrocemente difficile da risolvere.


Forse non è un grande traguardo, ma avere consapevolezza di un problema è l’unico modo per iniziare a risolverlo.


Se le donne di tutto il mondo godessero di rispetto e dignità, nessuno potrebbe decidere del loro corpo senza il loro consenso. Se le donne non fossero considerate un mero possesso dell’uomo, nessuno sigillerebbe la loro vagina. Se le donne non fossero considerate pericolose, lussuriose, irrazionali, incontenibili, nessuno le mutilerebbe per contenerle. Se la cultura dominante si basasse su rispetto, gentilezza e uguaglianza, nessuno si accanirebbe con violenza verso qualcuno che, prima di essere donna, è un essere umano.

Forse non è un grande traguardo, ma avere consapevolezza di un problema è l’unico modo per iniziare a risolverlo. Mettete le scarpe più comode che avete, perché la strada che dobbiamo percorrere in questa direzione è ancora lunghissima.


Fonti:
1. Mutilazioni genitali, da Ministero della Salute
2. Mutilazioni Genitali Femminili, ecco perché vanno fermate, da Osservatorio Diritti
3. Mutilazioni genitali femminili: è ancora l'Africa la patria del fenomeno, da UNICEF
4. Mutilazioni genitali femminili, da UNICEF
5. Storia delle mutilazioni genitali femminili, da Pediatria On Line
6. Infibulazione: cos'è, etimologia, scopi, conseguenze, in Italia, leggi, da Medicina Online
7. Lotta alle mutilazioni genitali femminili, da Osservatorio Diritti
8. Parlamento Italiano, Legge n.7/2016
9. Documento ONU sulle MGF
10. Mutilazioni genitali femminili: sensibilizzazione ed educazione scolastica sono le armi migliori per combatterle, da CISL

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Giulia Mauri

Giulia Mauri

Giulia Mauri è laureata in lettere e insegna alle scuole medie. Si dice sia nata da una malsana mescolanza tra South Park, Nirvana, Cowboy Bebop, Moravia, Pavese, Bojack Horseman e tante cose belle. Troppo pallida, oscenamente timida, fortemente introversa, talvolta sarcastica. Ama i fumetti, l'animazione, i cani e la montagna.

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