7mbre: ragazzi che parlano di vita, cambiamenti, legami

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La band 7mbre nel video di Barche

La band 7mbre nel video di Barche

7mbre sono un gruppo di ragazzi che arrivano da Nepi e vivono immersi nella natura ma a due passi dalla capitale. Le canzoni che cantano parlano di quanto è più comune alla loro generazione, senza risultare mai banali. Il loro genere si potrebbe identificare in un pop elettronico con influenze rock. Lo stile ha subito sostanziali modifiche in base al cambio di formazione, che si stabilizza nel 2019 con Sara Focaracci (autrice, cantante e tastierista), Simone Gabrielli (chitarrista) e Davide Scivoli (bassista).

Barche è il titolo del nuovo singolo dei 7mbre, disponibile in streaming su Spotify e tutti i digital store dal 31 gennaio, uscito per Romolo Dischi. Il brano è accompagnato da un video ufficiale diretto da Diego Ferri.

La barchetta di carta è un simbolo: una cosa semplice da realizzare, eppure da piccoli ci sembrava – come anche scoppiare petardi o scavalcare cancelli – qualcosa di enorme e incredibile. Barche non è altro che un percorso di vita, soprattutto di crescita, raccontato in maniera ironica. È come un bambino che diventa uomo, è trasformazione e cambiamento, ma con una risata in mezzo.

Chi sono I 7mbre e cosa vogliono raccontare?

«Un gruppo di ragazzi che parlando di vita, cambiamenti, legami».

Barche è il titolo del vostro nuovo singolo. Che simbolo rappresenta?

Sara: «Facendo riferimento al videoclip di Barche, l’idea era quella di rappresentare una persona in un ambiente chiuso, stretto, isolato, che avesse le sembianze di una prigione. Ora, immaginiamo questa persona chiusa in questa stanza senza nulla da fare: prende un foglio e crea una barchetta di carta. In questo caso, una semplice barchetta porta la persona in questione a passare del tempo, a impegnarsi in qualcosa, che è certamente una piccola cosa. È così che, involontariamente, si trova catapultata nel passato, come un* bambin* felice che ha appena realizzato una barchetta di carta.

«È evidente che l’immaginazione e l’inventiva dei bambini di una volta siano stati sostituiti dalla tecnologia: smartphone, tablet, computer, sono ad oggi il modo più efficace per tenere a bada la noia. Questa cosa mi fa dispiacere».

Dall’inizio della vostra collaborazione nel 2017, cosa è cambiato?

Sara: «Tutto, tranne me (ride, ndr)».

Simone: «Sono cambiate moltissime cose, dai membri della band al genere. Stiamo mescolando i nostri opposti gusti musicali per cercare di creare qualcosa di originale».

Davide: «Io sono entrato solo nel 2019 in una situazione già in divenire. Ora stiamo cercando di intraprendere una strada sicuramente diversa dal passato».

La cover del singolo Barche, della band 7mbre

La cover del singolo Barche, della band 7mbre

Che idea avete oggi della musica rock in Italia?

Simone: «Non penso ci sia del vero rock in Italia, non è mai emerso come negli altri Paesi salvo varie eccezioni. Oggi il rock viene suonato da band emergenti che molto spesso vengono sottovalutate e rimangono bloccate perché troppo poco commerciali, secondo me».

Davide: «Credo che il rock sia sempre stato in secondo piano nel nostro Paese, tuttavia penso che influenzi positivamente la musica di oggi, che non è fatta di compartimenti stagni ma di contaminazioni e incontri (come nel caso di Barche)».

Siete molto attivi nella scena romana, che ambiente musicale si respira?

Sara: «Fresca, ribelle, spesso anche fuori dagli schemi. È un’aria molto positiva secondo me».

Davide: «Roma e piena di opportunità sotto il piano musicale e questo è bello».

Simone: «Percepisco un ambiente molto indie».

Quando potremo ascoltare il vostro nuovo singolo?

«Speriamo che arrivi insieme alla primavera».

Chiudiamo l’intervista parlando di un luogo, di un tramonto, di un cielo. Qual è il tuo posto nel mondo?

Simone: «Ovunque, basta che sia lontano dalla civiltà».

Davide: «Quando guardi il panorama della valle che circonda la nostra zona, ti rendi conto che tutto sommato non è stato un brutto posto in cui crescere».

Sara: «Il mio posto nel mondo è ovunque, quando sono me stessa».

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come @machitelhachiesto. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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