Graphe.it edizioni e la biblioteconomia di Ranganathan

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Il logo della Graphe.it edizioni

Il logo della Graphe.it edizioni

Proseguendo con il nostro progetto di Dietro un libro, ci spostiamo verso Perugia. Le colline umbre da sempre sono punto di riferimento di cartiere e cioccolato, ma anche piccoli editori indipendenti come Graphe.it edizioni.

È accaduto tutto per caso. Mi sono imbattuta in questa casa editrice attraverso Internet. Un anno fa ne ricordavo solo il logo. Poi ho conosciuto l’editore, Roberto Russo: un uomo particolarmente gentile ed entusiasta, che non si limita alla risposta per mail.

Graphe.it edizioni: l’editore che riconosce i ruoli

Quando mi sono presentata, ho dovuto specificare che non sono una bookblogger e che i libri me li sarei comprati – anche perché i costi non sono così proibitivi. Roberto Russo ha insistito molto nel voler però contribuire, in qualche modo: «Apprezzo l’interesse nei nostri confronti e gliene sono grato», ha detto. Non si tratta così di un favore, di una specie di pagamento che molti si aspettano: condividere queste informazioni non è un lavoro, per me.


Non credo ci sia bisogno di esplicitare tutto: sono i libri che pubblichiamo a parlare per noi. Per questo cerchiamo di farli bene.


Il sito di Graphe.it edizioni, però, è ricco di informazioni e basare un’intervista su ciò che tutti possono reperire non aveva molto senso, così mi sono spinta un po’ più dietro l’oggetto libro. La prima cosa che gli ho chiesto, quindi, è stato spiegare la passione che si nasconde dietro un libro – qualcosa che, nel sito, non viene menzionato.

«Si narra che un giorno una ricca matrona si presentasse a Cornelia, la madre dei Gracchi, piena di ori e ornamenti e facesse di tutto per metterli in mostra. Senza lasciarsi suggestionare, pare che Cornelia, mostrando i figli Tiberio e Gaio, abbia detto alla matrona: “Haec ornamenta mea”, questi sono i miei gioielli. Non credo ci sia bisogno di esplicitare tutto: sono i libri che pubblichiamo a parlare per noi. Per questo cerchiamo di farli bene e per questo il nostro sito è molto dettagliato, come lei ha notato».

Graphe.it edizioni: direzioni opposte che non si escludono

La casa editrice l’ho conosciuta concretamente, come dicevo, tramite Internet. Internet o libreria? Per Roberto Russo l’uno non esclude l’altra, ma è giusto fornire ambedue le possibilità al lettore che, in quanto cliente, ha – più o meno, secondo me – sempre ragione.

A quel punto è sorta la domanda: quanto è importante il rapporto con i lettori? «È fondamentale, naturalmente», mi ha risposto, «ma l’importante è che l’editore abbia chiara la propria idea di editoria e quali libri vuole fare. Apprezzo molto quelle case editrici che portano avanti il proprio catalogo, anche facendo scelte poco convenzionali; mi lasciano perplesse quelle realtà editoriali – anche grandi – che per seguire le mode del momento (o, se preferisce, i gusti dei lettori) annacquano la propria idea e pubblicano tutto, indiscriminatamente».

Graphe.it edizioni: è solo colpa di Amazon?

Quanto influisce Amazon? Ne avevamo parlato qualche tempo fa. Roberto Russo è consapevole che la causa di tutti i mali nel mondo dell’editoria non è da imputare al colosso online. «Amazon ha la sua parte di responsabilità», mi dice, «ma lo facciamo diventare il capro espiatorio di un problema più grande. La questione si pone su un piano culturale inteso in senso ampio: a noi italiani piace lamentarci più che trovare soluzioni. Lungi da me l’idea di dire a un libraio come debba fare il suo lavoro (e questo vale anche al contrario), ma tempo fa leggevo un articolo di Nicolò Zuliani che ho trovato molto stimolante. Titolava: Per salvare le librerie bisogna cambiarle, non dare colpe a caso. La stessa cosa si può dire per l’editoria: se io, piccolo editore, gioco a scimmiottare il grande editore ho già perso in partenza. È facile dire che la colpa è di X o di Y, più difficile guardare le proprie responsabilità».

Graphe.it edizioni: quanto costa la carta stampata?

Recentemente, nella mia Lettera aperta all’egocentrico, ignobile lettore, mi sono imbattuta nel costo dei libri. Come è possibile quindi che i libri di Graphe.it edizioni riescano ad avere dei costi accessibili secondo i canoni del lettore medio?


Quando ci si riduce a fare le cose all’ultimo momento, oltre a farle male, i costi lievitano incredibilmente. Per questo noi, come piccola realtà editoriale, programmiamo tutto e a lungo termine.


«Per quel che mi riguarda, lavorando in prima persona, collaborando con persone competenti e oneste e poi programmando. Nel corso degli anni – e sono quelli in cui frequento il mondo dell’editoria – ho imparato che quando ci si riduce a fare le cose all’ultimo momento, oltre a farle male, i costi lievitano incredibilmente. Noi, come piccola realtà editoriale, programmiamo tutto e a lungo termine, così tutti – da chi impagina a chi corregge fino alla tipografia – possono lavorare con calma, bene e senza dover poi intervenire per correggere errori dovuti alla fretta».

Quindi, una delle possibili soluzioni, è quella di programmare. Cosa che avrebbe comunque senso, visto che Graphe.it edizioni lavora con un distributore (ricorderete i dettagli forniti sulla percentuale che mediamente prende un distributore). Un lavoro ben organizzato ha la sua importanza, per quanto riguarda il costo, anche perché le copertine sono plastificate e alcune sono verniciate (il costo, in questo caso, lieviterebbe).

Graphe.it edizioni: avvertiamo la gentile clientela che esistiamo

Di questa casa editrice, nelle librerie, non ho mai visto nulla. Sarà per la nicchia in cui opera l’editore, sarà che non sono romanzi comuni. Sul sito si legge: «Se noti una qualche incertezza da parte del libraio, insisti un po’ perché faccia l’ordine». Perché il libraio dovrebbe far resistenza? Il racconto di Roberto Russo mi ha fatta sorridere, in un certo senso.

«Purtroppo succede di frequente che alcune librerie accampino scuse per non ordinare un libro di un editore piccolo. Le capisco – tra conti deposito, conti vendita, rese e flusso continuo di novità editoriali è un vero rompicapo stare dietro a tutto – però a volte capita che alcune librerie accampino scuse davvero infondate. Quando un lettore mi dice che nella libreria Tal-dei-tali non hanno voluto ordinare un nostro libro, faccio sempre la prova del nove e chiamo per ordinare quel libro: sono come San Tommaso. Qualche volta si viene così a scoprire che il lettore ha inventato una scusa, altre volte che aveva ragione. Pensi che una volta una libreria mi ha detto che la Graphe.it edizioni era fallita da anni e non si trovavano più i nostri libri sul mercato. Quando poi gli ho detto che ero l’editore e la casa editrice era viva e vegeta non sapeva più che cosa dire. Con questo non voglio sostenere che le librerie lavorino male, sia chiaro: è solo una piccola parte che si comporta così, ma ritengo sia giusto che il lettore lo sappia, per evitare lo scaricabarile che ho illustrato.

Graphe.it edizioni: «Non sapevo esistesse!»

Questa è la risposta che ottengo quando mostro un testo Graphe.it edizioni. Il distributore c’è, eppure nelle librerie sono quasi nascosti. Quanto limita la scelta di pochi testi, quanto limita la nicchia?

«Tra le leggi della biblioteconomia di Ranganathan ce n’è una interessante per rispondere alla sua domanda: “A ogni lettore il suo libro; a ogni libro il suo lettore”. Pubblicare libri di nicchia – e si spera anche buoni, come lei dice – comporta il fatto di non essere conosciuti in maniera capillare. Più che una limitazione io la vedo come un’opportunità: far bene il proprio lavoro per raggiungere i propri lettori, che potranno anche non essere moltissimi, ma ci sono.

Roberto Russo risponde poi a una mia ultima domanda: crescendo, si rischia di perdere la qualità? «Nel momento in cui mi dovessi rendere conto che la qualità dei libri della Graphe.it edizioni e l’entusiasmo stanno scemando, chiuderei subito la baracca».

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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