Un finale a sorpresa: Frankenstein 200 anni dopo

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In foto, un'illustrazione del mostro di Frankenstein

In foto, un’illustrazione del mostro di Frankenstein

Eravamo rimasti con il mostro di Frankenstein che si era dato fuoco dopo aver ucciso il suo creatore, Victor Frankenstein, il fidato amico dello scienziato Henry e la moglie Elizabeth, proprio durante la loro notte di nozze. Il romanzo di Mary Shelley è caratterizzato dal susseguirsi di una serie di disgrazie per mano del mostro, spinto dalla rabbia e dall’odio verso l’umanità che si era mostrata fin da subito crudele nei suoi confronti.

Un capolavoro di fantascienza, primo nel suo genere e scritto per mano di una giovanissima Shelley, incoraggiata dal marito dopo una serata passata a raccontarsi storie di fantasmi in una notte piovosa. Il Frankenstein del 1818 prende ispirazione dal galvanismo, da William Godwin, dal sensismo di Locke; tuttavia, il romanzo di Antonella Di Luoffo si distacca da questa atmosfera buia e tormentata per rifugiarsi in una più contemplativa e pacata.


Chi ero? Questa domanda mi ossessionava di continuo, e in risposta riceveva solo gemiti.

Frankenstein, Mary Shelley


Il cuore di Frankenstein, edito da Eretica Edizioni, riprende la storia del mostro da prima che Henry Clerval ed Elizabeth morissero, rendendoli personaggi secondari ma con una certa importanza per la conclusione della storia.

Il mostro di Frankenstein fa la sua comparsa all’inizio, quando salva un nuovo dottore, Karl, che diventerà per noi il nuovo Victor e salverà Frankenstein dalla sua condizione. Il romanzo prosegue quindi con l’instaurarsi di un’amicizia profonda e allo stesso tempo delicata tra Karl e il “nuovo” mostro che, finalmente, mostro non è più. Dopo una lunga operazione e segreti svelati, il mostro può finalmente avere una faccia e un corpo “umani”. Continuerà però a non avere un nome; sarà sempre e solo il mostro, il demone, la bestia. Essere resuscitato dal mondo dei morti non ti dà il diritto di avere anche un nome.

Illustrazione di Mary Shelley durante la composizione del suo romanzo Frankenstein

Illustrazione di Mary Shelley durante la composizione del suo romanzo Frankenstein

Nonostante la vita pacifica che stava finalmente vivendo. il mostro decide comunque di andare da Victor e pagare le conseguenze delle sue azioni – che scopriremo solamente verso la fine essere false.


Guardi ogni tanto le cime dei monti intorno a te? […] Da domani scegline una e contemplala ogni mattina. Contemplala in silenzio. E una quiete si impossesserà del tuo cuore, dandoti la forza di affrontare le tempeste della tua esistenza.

Il cuore di Frankenstein, Antonella Lo Luoffo


L’incontro tra Victor e il mostro non è dei migliori: la follia dello scienziato torna a tormentarlo e richiama in campo il suo migliore amico Henry, che nel frattempo aveva portato Elizabeth in Tirolo per salvarla dagli squilibri del marito, facendole condurre una vita eremitica ma tranquilla. Del mostro se ne occupa Henry, con l’aiuto di una congregazione dall’aspetto religioso ma dall’animo malvagio. La congregazione tortura il povero mostro, ma arriverà un giovane amico, Raffaele, a salvarlo.

Il romanzo prosegue verso una fine drammatica ma con un piccolo barlume di speranza. Al contrario del romanzo madre, questo romanzo è figlio del suo tempo. Il mostro non viene dipinto più come un mostro, ma come un essere gentile alla ricerca di qualcuno che non lo disprezzi ma lo accetti semplicemente per ciò che è. È un romanzo che si basa sull’accettazione di sé e del prendersi le proprie responsabilità, affrontando ogni ostacolo e ogni problema a testa alta. C’è un segreto, però, che cambierà completamente le sorti del romanzo e ci farà capire molto di più la psiche del mostro di Antonella.

La scrittura è pulita, ricercata ma allo stesso tempo semplice. Alterna poesia e pagine di diario alla narrazione in terza persona della storia. Il ritmo è lento, non vuole concentrare gli eventi nelle prime pagine ma riesce a offrire pian piano una scoperta alla volta al lettore, facendogli scorrere le pagine per saperne sempre di più. Man mano che ci si avvicina alle pagine finali, lo stile diventa sempre più drammatico e concitato. Gli eventi si susseguono velocemente e bisogna prestare attenzione a ciò che succede, per non perdere nessun dettaglio della storia. Rimane tuttavia un punto in comune con il romanzo di Mary Shelley: il fuoco. Per saperne di più, però, vi consiglio la lettura di questo romanzo.

About author

Carmen McIntosh

Carmen McIntosh

Nata nel 1992 e divisa tra gli USA e l'Italia, Carmen impara prima a scrivere che a parlare. Studentessa di Lingue, si nasconde dietro grandi occhiali, libri ancora più grandi e dentro a maglioni enormi. Crede nelle vibrazioni positive di un sorriso e di una risata. Crede anche nell'amore e nei sogni. Carmen è alla perenne ricerca della felicità.

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