Isolamento forzato, la parte bella dell'Italia

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Stiamo attraversando un periodo difficile. Eppure voglio evidenziare le piccole cose positive che nelle ultime settimane di isolamento sono riuscite a rincuorarmi un po'.

Stiamo attraversando un periodo difficile. Eppure voglio evidenziare le piccole cose positive che nelle ultime settimane di isolamento sono riuscite a rincuorarmi un po’

Sì, stiamo attraversando un periodo difficile, pesante, e probabilmente molti di voi, leggendo questo titolo, si saranno fatti una risata o avranno voluto urlare che in questi giorni, di bello, non c’è proprio niente. Non tutti stanno bene in famiglia, non tutti sono in compagnia, non per tutti stare a casa è facile, non tutti hanno i mezzi per starci bene. Lo so, avete ragione, lo capisco. Anche io faccio parte di una di queste categorie – non sto a dirvi quale – e anche per me questi giorni sono particolarmente pesanti. Eppure, nel mio piccolo, voglio evidenziare le piccole cose positive che nelle ultime settimane di isolamento sono riuscite a rincuorarmi un po’. Voglio farlo per me e anche per voi.

Abbiamo già dispensato consigli e parlato di solidarietà digitale, delle tante compagnie telefoniche, piattaforme e case editrici che hanno messo a disposizione abbonamenti premium, libri, film, piattaforme per lavoro da remoto, spedizioni gratuite e altri contenuti che possano contribuire a rendere questo isolamento meno pesante. Stando a casa si possono fare (e ricevere) cose bellissime, ci si può prendere cura di noi stessi, dedicarci ad attività solitamente messe da parte per mancanza di tempo. Ma quali sono, effettivamente, le cose belle degli ultimi giorni?

Piccoli e grandi gesti per tenere vivo lo spirito di comunità

Tante sono anche le videochiamate di gruppo, gli anniversari e i compleanni celebrati a distanza, con amarezza, ma pur sempre celebrati.

Tante sono anche le videochiamate di gruppo, gli anniversari e i compleanni celebrati a distanza, con amarezza, ma pur sempre celebrati

Mi viene in mente l’iniziativa di due fiorai di Firenze che, prima di chiudere il loro negozio, hanno sistemato decine di fiori tra le sbarre della serranda per invitare i passanti a portarsi un fiore a casaQualcosa di simile è stato fatto da un altro fioraio, a Bari, che ha lasciato vasi pieni di fiori su un marciapiede come omaggio. Il biglietto lasciato dal titolare recitava: «Sono destinati a sfiorire, chiusi nel mio negozio. Invece possono portare un po’ di gioia nelle vostre case».

Un’altra cosa bella sono sicuramente le tantissime raccolte fondi iniziate per sostenere ospedali, medici e reparti di terapia intensiva in piena emergenza da CoVid-19. Anche se apparentemente lontani, è bene ricordare che ognuno di noi può fare la sua parte, non importa quanto piccola.

Proprio a proposito di ciò, sono tantissime le persone che hanno iniziato a utilizzare social network e diverse piattaforme online per smorzare la solitudine dell’isolamento: è possibile fare sport insieme attraverso varie dirette, ricevere assistenza gratuita da psicoterapeuti di tutta Italia, qualcuno si è anche messo a disposizione dei genitori per aiutare i figli con i compiti e lo studio.

La musica è stata un’altra parte integrante della solidarietà degli ultimi giorni. Da Nord a Sud, gli italiani si sono dati appuntamento sui loro balconi per cantare insieme, suonare, ballare. Anche in questo caso le dirette sui social network si sono moltiplicate, con svariate persone che hanno organizzato veri e propri concerti o dj-set per portare un po’ di allegria nelle case di perfetti sconosciuti. Tante sono anche le videochiamate di gruppo, gli anniversari e i compleanni celebrati a distanza, con amarezza, ma pur sempre celebrati.

Abbiamo trasformato l’isolamento in un’occasione


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Solidarietà italiana ai tempi del #coronavirus. Buongiorno con l’illustrazione della poetessa Vivian Lamarque

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Per me è stato commovente assistere a come gli italiani siano riusciti ad adattarsi a una situazione tanto tragica, ricavandone piccoli spiragli di generosità e vicinanza. Perché sì, non dimentichiamolo, la situazione è seria, ed è bene che si continui a sottolinearlo. Va bene sentirsi sconfortati, in ansia, avere paura: nonostante i minuscoli sprazzi di normalità a cui cerchiamo di aggrapparci, sono tante le persone che hanno perso qualcuno e tenerlo presente è fondamentale.

Quello che posso fare è dire a voi e a me stessa, attualmente più lontana di quanto vorrei essere ma non per questo meno sola, di tenere duro. Tenetevi stretto il pensiero che quando tutto sarà finito – perché finirà – ci sono un sacco di persone che non vedono l’ora di riabbracciarvi e stringervi fortissimo. Per quanto insopportabile sia essere tenuti lontani gli uni dagli altri, ricordiamoci che non durerà per sempre e che ritrovarsi sarà bellissimo. Intanto, possiamo apprezzare chi si sta adoperando per rendere la solitudine meno pesante attraverso una solidarietà commovente che, spero, nessuno di noi dimenticherà mai.

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Melissa Vitiello

Melissa Vitiello

23 anni, tra Napoli e Istanbul. "Voglio scrivere perché ho bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione della vita", diceva Sylvia Plath.

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