Matilde Hidalgo: la donna che trasformò l'Ecuador

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In foto, Matilde Hidalgo de Procel: medica, attivista, poetessa

In foto, Matilde Hidalgo de Procel: medica, attivista, poetessa

La storia, lo sappiamo, è costellata da grandi imprese fatte da uomini e tramandate da altri uomini. Eroi di guerra, scienziati, scrittori, poeti, politici: tutti conosciamo almeno uno o due nomi importanti riconducibili a una qualsiasi di queste categorie. Ricordarsi delle donne è più difficile perchè parlare di loro è da sempre meno usuale. Ecco perchè ogni piccolo contributo non solo è importante: è fondamentale. Quello di oggi si riconduce a una grande donna che io per prima ho sentito nominare poco e niente: Matilde Hidalgo.

Matilde Hidalgo de Procel, classe 1889, è stata una dottoressa, attivista e poetessa ecuadoriana. Dopo aver ottenuto la licenza media, espresse il desiderio di continuare a studiare. Sua madre e suo fratello furono gli unici a sostenere quella scelta: le madri delle sue compagne proibirono alle figlie di fare amicizia con lei e il prete della città la obbligò ad ascoltare la messa fuori dall’entrata della chiesa. Ma Matilde si diplomò con lode e continuò gli studi all’università, diventando la prima donna ecuadoriana a ottenere un dottorato in Medicina nel 1921.


Nel 1924 Matilde si guadagnò anche il titolo di prima donna in America Latina ad esercitare il suo diritto di voto alle elezioni nazionali.


Nonostante la Costituzione dell’Ecuador richiedesse solo cittadinanza, età e un certo grado di alfabetizzazione come requisiti per esercitare il diritto di voto, quando Matilde volle votare per le elezioni presidenziali il Consiglio di Stato ebbe forti dubbi al riguardo. Tuttavia, a seguito di una consultazione ministeriale, nel 1924 Matilde si guadagnò anche il titolo di prima donna in America Latina ad esercitare il suo diritto di voto alle elezioni nazionali. Nello stesso anno votò a Loja, sua città natale: ne conseguì che l’Ecuador diventò il primo Paese dell’intero continente a garantire il diritto di voto alle donne. Le disuguaglianze classiste e arretrate del suo tempo non sono state abbastanza per scoraggiarla: Matilde si è schierata in prima linea per i diritti delle donne ed è importante ricordare che anche suo marito, Fernando Procel, fu un grande alleato e sostenitore della causa femminista.

Matilde Hidalgo de Procel: medica, attivista, poetessa

Matilde divenne poi consigliera, prima vicepresidente del Consiglio comunale di Machala e, nel 1941, prima donna candidata ed eletta nella pubblica amministrazione della sua città natale. Si dedicò ai campi della pediatria e della neurologia e, grazie al contributo della critica letteraria Cecilia Ansaldo Briones, fu anche pubblicata una raccolta di venti sue poesie incentrate su argomenti che spaziavano dalla scienza, alla natura, al tema delle donne. In seguito alla sua morte, nel 1974, a Loja fu aperto un museo dedicato a lei.

L’impegno e la dedizione che hanno caratterizzato la vita di Matilde, così come di moltissime altre donne di cui forse non conosceremo mai i nomi, vanno ricordati e celebrati ogni volta che ci è possibile. Il debito che abbiamo con le grandi figure femminili della Storia è grande, anche se non ci pensiamo abbastanza spesso: il minimo che possiamo fare per ripagarlo è scrivere i loro nomi e portare avanti le loro idee, facendole nostre. Loro sicuramente avranno sperato che, prima o poi, il futuro sarebbe stato giusto abbastanza da comprendere donne e uomini pronti ad accogliere e onorare l’eredità che tanto si sono battute per lasciarci.

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Melissa Vitiello

Melissa Vitiello

23 anni, tra Napoli e Istanbul. "Voglio scrivere perché ho bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione della vita", diceva Sylvia Plath.

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