Santino Cardamone: essere vero è la mia arma vincente

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In foto, il cantautore Santino Cardamone

In foto, il cantautore Santino Cardamone

Santino è un cantautore calabrese trapiantato a Bologna, dalle influenze fortemente nazional-popolari, che ha fatto dell’autenticità il suo punto forte. Di recente ha pubblicato per Formica Dischi due nuovi singoli, dai titoli Pandaporno e Ma che bella serata, inaugurando così un nuovo capitolo dopo l’esperienza di X Factor.

Lo abbiamo intervistato.

Ti definisci un tipo «acqua e sapone». In cosa risiede la tua semplicità?

«Io sono cresciuto con le cose semplici, ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi hanno insegnato ad accontentarmi delle cose vere. Esempio banale: il sabato sera io sono già felice anche con un bicchiere di vino, poi se ce ne stanno due è ancora meglio. Anche nella musica credo che si noti abbastanza il mio modo scarno e naturale».

Sei molto legato alla tua terra, la Calabria. Cosa ti senti di dire ai giovani che vanno via dal Sud in cerca di un futuro lavorativo migliore?

«Ho scritto la mia prima canzone, Un meridionale quando va in vacanza, dedicata proprio alla Calabria. L’ho scritta a Bologna, durante il periodo universitario. Mi mancava così tanto la mia città che, dalla nostalgia, mi sono scoperto cantautore.

«Ai giovani mi sento di dire che purtroppo non non siamo più negli anni Ottanta o Novanta, quando se lasciavi il Sud per andare al Nord trovavi lavoro facilmente. Io credo che oggi tutto mondo è paese e che bisogna lasciare la propria terra solo in casi estremi».

Ma che bella serata è il tuo ultimo singolo dal profumo della semplice vita di provincia, di sentimenti e amicizie. Come è nata questa canzone?

«È nata dopo una serata con degli amici, avevo addosso tre litri di vino e nella notte mi misi al pianoforte. Saranno state circa le tre di notte. A un tratto mi venne un motivetto e da lì è nata Ma che bella serata».

In passato hai partecipato a un talent show. Che rapporto hai oggi con la televisione? Ti vedresti bene l’anno prossimo a Sanremo?

«La TV è un ottimo trampolino di lancio, ma è chiaro che bisogna lavorare sodo anche dopo, perché le persone si dimenticano facilmente di te appena si spengono i riflettori. Bisogna farne buon uso, non montarsi la testa e lavorare, lavorare e lavorare. Sanremo è Sanremo, si dice… Citando Samuele Bersani, ti direi: “Lasciami sognare, lasciami sognare in pace”!».

Che rapporto hai con i social network e come ti racconti al pubblico che ti segue?

«I social, come dico sempre, sono il presente e saranno il futuro. In un rapporto così diretto con il pubblico io cerco di essere me stesso. Se mi sveglio alle due di notte e voglio comunicare qualcosa lo faccio. Mi capita di fare dirette su Instagram o Facebook a quell’ora, mi piace farlo perché so che nonostante questo c’è gente strana e folle come me a guardarmi».

In foto, il cantautore Santino Cardamone

In foto, il cantautore Santino Cardamone

Cosa direbbe un cantante nazional-popolare come te a un’artista indie o trap?

«Alla fine ognuno è libero di fare quello che vuole, che sia trap, indie o pop, l’importante che le cose nascano dal cuore. Essere veri e originali penso sia l’arma vincente per un musicista».

Quali sono i tuoi progetti per il 2020?

«Con la mia etichetta Formica Dischi stiamo lavorando sui nuovi pezzi, abbiamo già pubblicato qualcosa su Spotify e altri canali. In cantiere c’è un disco e suonare il più possibile in tante città».

Ora facciamo un gioco di “condivisione musicale”. Se dovessi regalare una canzone (non tua) a una persona molto importante per te, che brano sceglieresti?

«The bitter end dei Placebo».

Chiudiamo l’intervista parlando di un luogo, un tramonto, un cielo. Qual è il tuo posto nel mondo?

«Sicuramente la mia campagna, dove non mi vede e non mi sente nessuno, in Calabria».

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come @machitelhachiesto. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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