Una ragazza del Novecento raccontata nel 2020

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In foto, la protagonista del podcast Carla. Una ragazza del novecento, di Sara Poma

In foto, la protagonista del podcast Carla. Una ragazza del novecento, di Sara Poma

Il primo episodio di Carla. Una ragazza del Novecento mi ha fatto compagnia in una serata uggiosa. Ho ascoltato con curiosità un pezzettino della storia di questa ragazza anacronistica che un giorno si è seduta e ha deciso di scrivere la sua vita in un taccuino. Non a caso, l’episodio si chiama Il quaderno ed è l’incipit della biografia di Carla, classe 1923, capelli tinti di biondo e una gran voglia di lacerare i concetti, i costumi e le tradizioni di un’Italia nel bel mezzo di grandi cambiamenti.

Il quaderno in questione è stato custodito per anni dalla nipote di Carla, Sara Poma, che ha deciso di trasformarlo in un podcast. La narrazione di Sara è accattivante e arricchita di ricordi, inevitabilmente alternata alla lettura del diario, alle cui pagine presta la voce Livia Bonetti.


È come se la storia di Carla fosse stata lì ad aspettarmi ed è stato naturale che fossi io, sua nipote, la voce del podcast.


Quella di Carla non è una semplice biografia impolverata, ma è il racconto lucido di un’epoca le cui vite, impresse su carta, si sovrappongono e disegnano una storia concreta, reale, filtrata dagli sguardi di chi l’ha vissuta. Quella stessa storia che nel 1984 il giornalista Saverio Tutino si proponeva di raccontare e di «conservare per sempre» nell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, luogo di eterna protezione di diari e documenti scritti da chi ha vissuto il secolo scorso e raccontato a fine episodio da Natalia Cangi.

Nell’attesa di scoprire le prossime pagine del quaderno, con annessi aneddoti e micro-lezioni di storia, ho fatto due chiacchiere virtuali con Sara Poma sulla sua vita e sul suo rapporto con Carla.

Chi è e com’è Sara Poma?

«Sono una (ormai ultra-) quarantenne che vive a Milano e che da vent’anni si occupa di contenuti, prima per la TV poi per il digital. Vivo con mia moglie, un cane e un gatto. Che altro? Amo la Storia e le storie in ogni forma, quindi sono una grande consumatrice di libri, film, serie TV e naturalmente podcast».

Quando hai trovato e letto, per la prima volta, il quaderno di tua nonna?

«Il libro è sempre stato lì da che mi ricordo, una presenza fisica nella casa che prima dividevo con i miei e ora nel mio appartamento. Devo averlo letto da adolescente la prima volta, appena mia nonna l’aveva scritto, quindi negli anni ’90. L’abbiamo sempre letto e sfogliato tutti, mostrato ad amici… ma spesso ci si soffermava di più sulle foto che il quaderno contiene, che sono incredibili quanto la scrittura».

Dal quaderno al podcast: com’è nato Carla? E qual è il tuo rapporto con i podcast?

«Da qualche mese stavo raccogliendo idee per realizzare un nuovo podcast come curatrice, oltre a quello che già faccio (Romantic Italia, ndr), la cui autrice e narratrice è Giulia Cavaliere. Di sicuro non pensavo di mettermi io in primo piano e narrare una storia. Eppure, quando ho riletto la storia di Carla, è come se fosse stata lì ad aspettarmi per essere raccontata, quindi senza pensarci troppo ho iniziato a scrivere e poi è stato naturale che fossi io, sua nipote, la voce del podcast.

«Sono una grande ascoltatrice di podcast, soprattutto americani, da almeno quattro anni. Fortunatamente negli ultimi anni sono anche riuscita a farli diventare parte integrante del mio lavoro. Sempre più spesso, infatti, utilizzo questo mezzo anche per aiutare le aziende a raccontarsi».

In foto, Sara Poma, curatrice del podcast Carla. Una ragazza del Novecento

In foto, Sara Poma, curatrice del podcast Carla. Una ragazza del Novecento

È stato difficile decidere di condividere un cimelio così intimo?

«In verità no. Mi ha fatto e mi sta facendo molto bene. Soprattutto in questo periodo assurdo che stiamo vivendo. Il fatto di dover stare chiusa in casa, circondata da notizie spaventose e grande incertezza su quello che verrà è reso più sopportabile dal lavoro che sto facendo sul manoscritto e dalla consapevolezza di doverlo portare a termine. Inoltre la storia di Carla, che è una storia di resistenza nel senso più profondo del termine, mi sta aiutando molto a mettere questa situazione in prospettiva».

Come pensi reagirebbe Carla all’idea di essere su Spotify?

«Penso che sarebbe molto contenta e probabilmente farebbe un video ringraziamento su Facebook. Negli ultimi anni mia sorella le faceva fare questi buffi video in cui salutava o dispensava massime di vita».


Quella di Carla è una vita e come ogni vita ha dei momenti di luce e dei momenti oscuri, ma che quella di mia nonna è una storia di grande speranza.


Che rapporto avevi con tua nonna? E qual è il ricordo più bello di lei che conservi?

«Un rapporto bellissimo. È stata una presenza fondamentale nella mia vita, fino all’ultimo. Di ricordi ce ne sono tantissimi, ma uno dei più belli è questo: negli ultimi anni, ogni sabato tornavo a Pavia per portarla il pomeriggio a mangiare il gelato. Un sabato eravamo sedute nei tavolini all’aperto di una gelateria e passa Marghertia Hack, che probabilmente si trovava in città per una conferenza. Io mi sono emozionata e le ho detto: “Guarda! C’è Margherita Hack”. Lei non sapeva chi fosse, ma ha visto che indicavo una sua coetanea, si è alzata e mi ha portato a conoscerla. Margherita Hack è stata stupenda, dopo due minuti parlavano degli acciacchi dell’età come se fossero due vecchie amiche».

Cosa possiamo aspettarci dai prossimi episodi? E cosa vorresti lasciare agli ascoltatori?

«Quella di Carla è una vita e come ogni vita ha dei momenti di luce e dei momenti oscuri, quindi ci saranno episodi divertenti e altri tristi. Spero che quelli tristi non scoraggeranno l’ascolto, perché allo stesso tempo credo che quella di mia nonna sia veramente una storia di grande speranza».

About author

Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. Estremamente curiosa, vorrebbe conoscere e saper fare fin troppe cose. Intanto lavora come graphic designer a Vienna, scrive canzoni, beve caffè, legge e suona.

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