Piano B Edizioni, l'editoria che offre il piano per la fuga

0
Il logo della casa editrice Piano B edizioni

Il logo della casa editrice Piano B Edizioni

Piano B Edizioni chiarifica subito la sua posizione proprio nel dimostrare al lettore di avere un piano B. Sul sito si legge «parecchio indipendente» e, dopo aver visto il catalogo online, lo posso confermare. Parecchio indipendenti e liberi. Sembrano quasi viaggiare sulla medesima onda di EreticaAlessandro Miliotti, editore insieme ad Andrea Guarducci, risponde alla mia prima domanda: quanto Piano B Edizioni è «parecchio indipendente»? Fino a che punto?

«Indipendente nel senso pieno della parola, ossia liberi da rapporti di dipendenza e subordinazione». Queste prime affermazioni tracciano una linea di confine netto. Alessandro prosegue: «Per quanto ci riguarda, gli unici giudici e referenti sono il nostro giudizio e i lettori. Decidiamo in maniera autonoma cosa pubblicare, quando e come. Non chiediamo contributi e non abbiamo linee guida che non siano il frutto esclusivo della nostra volontà».

Piano B Edizioni: l’indipendenza si può applicare?

In foto, alcuni libri del catalogo della casa editrice Piano B edizioni in mostra al festival Libropolis 2019. Foto dalla pagina Facebook della casa editrice.

In foto, alcuni libri del catalogo della casa editrice Piano B Edizioni in mostra al festival Libropolis 2019. Foto dalla pagina Facebook della casa editrice

Secondo Alessandro sì, l’indipendenza editoriale si può applicare: «Diciamo che l’indipendenza, in un Paese dove tutto è politicizzato, consiste anche nel dar vita a una linea editoriale dove si ritrovino voci contrapposte e non necessariamente concordanti sulla visione del mondo. Per fare un esempio, abbiamo pubblicato da poco un libretto sulle tecniche di guerriglia di Guevara, ma questo non significa essere schiacciati su una posizione politica. Ci piace variare, dare voce a punti di vista dissonanti fra loro ma fondati e capaci di dare prospettive diverse al lettore, anche quando vanno al di là delle nostre convinzioni politiche, filosofiche, religiose».

Piano B Edizioni è dunque uno strumento nelle mani di due giovani ragazzi che offrono un variegato e solido catalogo. Forme e contenuti che possono collidere e coincidere nel medesimo tempo. Tutto dipende dal lettore.

Un piano B per lo stallo editoriale

«Piano B come piano alternativo, una possibile soluzione strategica per uscire da una situazione di stallo. Nel mondo editoriale, qual è la situazione di stallo tipica?», ho chiesto. E l’ho fatto perché da mesi non si parla altro che di librerie chiuse, di editori che chiudono, di lettori attenti e lettori affamati. E l’editoria è in stallo, almeno sembra.

«Ahimè, quella in cui ci troviamo in questo momento è la situazione di stallo per eccellenza: librerie chiuse, recessione economica all’orizzonte, potere d’acquisto dei singoli ridotto e la conseguente e inevitabile sofferenza per settori “non strategici” come la cultura e l’editoria». Poi, subito dopo, aggiunge una riflessione importante: «Una tipica fase di stallo editoriale, dal nostro punto di vista, è l’incapacità di proporre pubblicazioni che possano suscitare l’interesse e la curiosità nei lettori. Essere a corto di idee, per così dire».


C’è bisogno di idee e voci che rispecchino il linguaggio e l’interesse del lettore, così da evitare l’eventuale stallo e la successiva crisi.


Osservando ciò che gli editori propongo in questo periodo di quarantena non mi è possibile pensare diversamente. Pubblicazioni bloccate, interesse del lettore che cala dopo circa tre settimane. Ci siamo aggrappati al libro e all’idea del libro-oggetto che, inevitabilmente, ci ha resi saturi. E ora gli editori non sanno come richiamare l’attenzione.

Secondo Alessandro c’è bisogno di idee e voci che rispecchino il linguaggio e l’interesse del lettore, così da evitare l’eventuale stallo e la successiva crisi. Soprattutto per quanto riguarda l’editoria indipendente.

Piano B Edizioni: partire dal passato per arrivare nel futuro

Sembra una banalità, ne sono consapevole. Editori recenti, giovani, eppure rivolti maggiormente alla letteratura e agli autori classici, almeno agli esordi. Alessandro mi spiega che il motivo per cui scelgono di non voltare le spalle al passato è che «il cosiddetto “classico” ha la peculiare capacità di parlare dell’oggi in modo unico e assolutamente stimolante per chi legge. In questo senso è un bacino di idee formidabile e direi quasi inesauribile».

Le emozioni sono le medesime per tutti, in ogni parte del mondo: Paul Ekman iniziò nel 1966 gli studi sulle emozioni e sulle espressioni e il risultato conferma il pensiero di Alessandro. Un classico è uno strumento sempre valido per dialogare con il lettore.

Dietro un libro di Piano B Edizioni ci sono una grafica curata e una carta scelta che possa adattarsi all’esigenza del lettore, al progetto editoriale ma anche alle tasche dell’editore: «Crediamo che un libro debba comunque essere accessibile a tutti, almeno in base ai nostri parametri».

Piano B Edizioni: di cosa avrebbe bisogno l’editoria indipendente?

In foto, lo stand della casa editrice Piano B edizioni durante la fiera Più Libri Più Liberi 2019. Dalla pagina Facebook della casa editrice

In foto, lo stand della casa editrice Piano B Edizioni durante la fiera Più Libri Più Liberi 2019. Dalla pagina Facebook della casa editrice

I grandi nomi blasonati che tappezzano le vetrine sono spesso il capro espiatorio di molti problemi. Alessandro riesce a sfruttare questa condizione tipicamente italiana per segnalare ciò di cui l’editoria indipendente avrebbe davvero bisogno.

Secondo Alessandro: «Questo purtroppo porta a una standardizzazione dell’offerta editoriale che, in ultima analisi, non fa bene a nessuno, né agli editori né, soprattutto, ai lettori. Ma, per rispondere alla domanda, un editore indipendente come Piano B avrebbe bisogno di librerie indipendenti; di librai e non di commessi; di librerie gestite con amore, cura e rispetto per i lettori».

Piano B Edizioni: la legge salva-librerie e l’identikit del lettore

La domanda è la solita per tutti: cosa ne pensate della legge sullo sconto al 5%? La risposta è fra quelle che reputo più intelligenti, mature e diplomatiche, direi. Piano B Edizioni non può esprimersi totalmente sulla legge: è appena entrata in vigore, è certamente un punto a favore per salvaguardare l’editoria ma, come ogni legge, ha pro e contro. Bisogna solo aspettare.


Siamo particolarmente felici di entrare nelle biblioteche e sugli scaffali dei ragazzi e dei più giovani, perché tocca a loro immaginare il mondo di domani.


Per quanta riguarda il lettore tipo di Piano B Edizioni, Alessandro mi parla di una fascia d’età ampia, dai 16 agli 80 anni, uomini e donne. «Non per fare un facile “giovanilismo”, ma siamo particolarmente felici di entrare nelle biblioteche e sugli scaffali dei ragazzi e dei più giovani, perché tocca a loro immaginare il mondo di domani – e renderlo reale. Ci fa piacere pensare che i nostri libri possano dare un contributo in questo senso».

Piano B Edizioni: una rassegna stampa per conoscere i libri

«Crediamo possa essere utile leggere l’opinione di altri lettori su di un libro, chiunque questi sia. Nella giungla di novità, ristampe e così via, magari chi si avvicina a un nostro libro attraverso il sito può informarsi e trovare spunti di riflessione per nuove letture attraverso un articolo o un approfondimento. Non saprei dire se siano apprezzati, ma credo che possano essere decisamente utili per chi si avvicina a un testo o a un autore che magari non conosce».

Cliccando su un autore o su un testo è possibile accedere a quanto scritto da chi ha letto un testo o avuto modo di studiare uno degli autori. Una Wikipedia interna al catalogo, per utilizzare un gergo moderno.

Piano B Edizioni: distributore come incongruenza?

Una cosa che mi ha lasciata perplessa è stata la scelta di evidenziare il distributore, quel Mangiafuoco di cui parlavo nella lettera al lettore. Alessandro, in quanto editore, riesce brillantemente a spiegare cosa accadrebbe se un editore rinunciasse a utilizzare questo strumento: «Lavorare senza distributore significherebbe in sostanza chiudersi alla gran parte del commercio e quindi alla possibilità di far conoscere il più possibile i propri libri. Direi che senza un distributore non sarebbe impossibile ma, certamente, molto più difficile sopravvivere».

Liberi e indipendenti: ma nel mondo dell’editoria è davvero possibile?

About author

Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

No comments

Potrebbero interessarti

In foto, Vhelade

Vhelade e la sua essenza Afrosarda [INTERVISTA]

[caption id="attachment_10128" align="alignnone" width="1436"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi