Add Editore: la casa editrice indipendente dei valori aggiunti e dell'attesa

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Il logo della casa editrice Add Editore

Il logo della casa editrice Add Editore

Come è successo per CapireEdizioni, anche in questo caso mi avvalgo della facoltà di parlarvi di un editore con la quale non sono riuscita a incontrarmi tramite mail: Add Editore, casa editrice indipendente di Torino, entra così a far parte del progetto di #dietrounlibro.

Add Editore: il colore

Aprendo il sito Internet appare immediata la forza del colore. Non necessariamente una valida pubblicazione deve essere nascosta dietro copertine austere. Nella loro pagina descrittiva si legge: «Aggiungere è un buon verbo, un bel verbo. Aggiungere confronti, idee, esperienze di vita, punti di vista. Aggiungere per andare oltre».

Il colore lo aggiungono le loro pubblicazioni: saggi, pamphlet (chiamati Gli esclamativi) e biografie. Aggiungiamo Incendi, narrazioni e combustibili e il progetto Asia. Queste sono le collane di Add Editore, gestita dagli editori Francesca Mancini e Paolo Benini. Ma Add Editore aggiunge anche una libreria – la Libreria Bodoni – e uno spazio culturale, lo Spazio B.

Add Editore: la scoperta dell’attesa

In foto, L'arte dell'attesa, libro di Andrea Köhler, edito da Add Editore. Foto di Ylenia Del Giudice

In foto, L’arte dell’attesa, libro di Andrea Köhler, edito da Add Editore. Foto di Ylenia Del Giudice

Fra tutti i testi di Add Editore ho preso dalla libreria L’arte dell’attesa, di Andrea Köhler. Giornalista e scrittrice tedesca, Andrea Köhler ha intrapreso un viaggio nel mondo dell’attesa e delle sue sfaccettature: dalla paura di Sentire il tempo all’Indolenza, passando per L’aspettativa e La pausa notturna. 

La mia generazione non conosce l’attesa. Siamo cresciuti con la percezione di un immediato che via via è stato assecondato dalla velocità di connessione, di acquisto. La stessa comunicazione è istantanea e possibile in ogni momento. Le relazioni a distanza sembrano aver raggiunto nuovi strumenti per colmare anche la distanza sul piano sessuale, come i vibratori che si attivano tramite un’applicazione.

Così, da quando siamo chiusi in casa, non siamo in grado di attendere. L’attesa diventa un dolore insostenibile per la psiche – oltre che per l’economia. Non sappiamo goderci l’attesa di una lievitazione o l’asciugatura dei panni al sole. Anche ora che potremmo fermarci, cerchiamo ogni momento l’occasione giusta per correre.


Da quando tendiamo a sacrificare il ritmo ondeggiante del tempo che scorre in favore di una cronica simultaneità, le pause ci appaiono più che altro come intoppi e interferenze.

L’arte dell’attesa, Andrea Köhler


Quello che L’arte dell’attesa vuole fare non è insegnarci qualcosa. Non si pone come testo terapeutico ma è certamente un testo ricco di spunti e riflessioni che ripercorre l’attesa attraverso letteratura e filosofia.

Interludi di fantasia tra una sala d’aspetto e l’altra, un modo per alleggerirci la lettura che, magari, non vogliamo proseguire. La lettura è attesa: bisogna attendere il momento giusto di aprire un libro e quello per poterlo chiudere. Non c’è nulla di calcolato, non ci sono tempi uguali per tutti.

Add Editore: la sovrabbondanza di mancanza di tempo

L’altro aspetto che necessita una riflessione è questo. Ci manca quotidianamente il tempo. Quando lo abbiamo non sappiamo starci dentro. Un incredibile paradosso dell’era contemporanea.

L’arte dell’attesa è un testo piacevole anche per questo. Gli dedichiamo tempo quando possiamo e vogliamo, nessuno che obbliga la lettura a breve termine. È un libro che può essere letto più volte perché fa stare bene, ha un potente effetto calmante. La vita stessa è attesa. Prendiamone atto e godiamocela.

Add Editore: la carta che scalda

C’è un aspetto molto curioso per quanto riguarda la stampa: Add Editore plastifica le sue copertine opacizzandole e rendendole piacevoli al tatto ma anche all’occhio. Colore che conforta, che avvicina il lettore con uno stimolo visivo in più come se la lettura fosse sempre un gioco.

Concludo con le parole dell’autrice, che scrive: «Kairos, l’istante felice, presuppone l’attesa: il dono del tempo, a volte straziante, a volte beatamente sprecato, ma sempre un dono».

About author

Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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