Hunters: Al Pacino a caccia di nazisti (a quasi ottant'anni)

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I due protagonisti indiscussi della serie Hunters, Jonah Heidelbaum (Logan Lerman, a sinistra) e Meyer Offerman (Al Pacino, a destra), in una foto di scena di Christopher Saunders

I due protagonisti indiscussi della serie Hunters, Jonah Heidelbaum (Logan Lerman, a sinistra) e Meyer Offerman (Al Pacino, a destra), in una foto di scena di Christopher Saunders

Stati Uniti, 1977: il giovane Jonah Heidelbaum assiste all’omicidio di sua nonna Ruth da parte di un uomo incappucciato e, indagando insieme a una squadra (i Cacciatori del titolo), scopre quella che è conosciuta tutt’ora come “Operazione Paperclip“, cioè il “riciclaggio” da parte dei servizi segreti americani di un consistente numero di scienziati nazisti.

È questo l’esordio della serie Hunters, una nuova produzione di Amazon Prime Video che vede nel team creativo Jordan Peele e, tra i protagonisti, nientemeno che Al Pacino in persona. La serie presenta come un prodotto maturo e sicuramente ambizioso che, a livello di regia e montaggio, raggiunge davvero dei buoni risultati, coinvolgendo lo spettatore in una trama tutt’altro che lineare e leggera.

Il mostro sacro di Hollywood è qui affiancato, tra gli altri, da Logan Lerman, Josh Radnor e Kate Mulvany, ma il buon Michael Corleone – a quasi ottant’anni – è comunque quello che torreggia su tutti. Il suo personaggio, Meyer Offerman, ha una scrittura quasi shakespeariana e tante sono le luci e le ombre che presenta. Insieme a lui, i personaggi dei tre attori sopracitati (rispettivamente Jonah, Lonny Flash e suor Harriet) sono i tre meglio scritti: gli altri comprimari –con l’eccezione dei coniugi Markowitz, interpretati da Carol Kane e Saul Rubinek – purtroppo fanno davvero fatica a rimanere impressi.

In foto, La squadra dei cacciatori alla sua prima apparizione. Da sinistra: Tiffany Boone, Saul Rubinek, Carol Kane, Kate Mulvany, Josh Radnor e Louis Ozawa

In foto, La squadra dei cacciatori alla sua prima apparizione. Da sinistra: Tiffany Boone, Saul Rubinek, Carol Kane, Kate Mulvany, Josh Radnor e Louis Ozawa

Questa la squadra degli Hunters eponimi, coloro dunque che indagano sui nazisti nascosti in America. Ma chi sono, invece, i residui del Terzo Reich? Gli antagonisti della serie sono personaggi che, pur risultando di poco spessore, hanno sicuramente fascino. Il più riuscito di tutti è sicuramente Travis (Greg Austin), un ragazzo americano che abbraccia a piene mani la dottrina neonazista – forse l’ultima con cui dovrebbe entrare in contatto un giovane con chiari problemi psicologici.

Composta da dieci episodi, Hunters risulta più scorrevole man mano che si prosegue con la visione, e la storia ci riserva dei colpi di scena ben scritti e ben progettati. Nonostante questo, la sceneggiatura è lungi dall’essere perfetta: ambientare la storia cinque/dieci anni dopo avrebbe probabilmente eliminato l’errore più grossolano, ma sarebbe mancato il contesto della fine degli anni Settanta, atmosfera perfetta per lo svolgimento degli eventi.

Il motivo per il quale consiglio caldamente Hunters è perché questa serie, benché prenda un percorso chiaramente ucronico rispetto alla realtà, si presenta come un ottimo modo per fare un bel ripasso di storia e per ricordare gli errori commessi dagli Stati Uniti pur di combattere la Guerra Fredda, tra cui l’Operazione Paperclip è solo uno dei tanti. Avrà pur permesso all’uomo di arrivare sulla Luna, ma ha sottratto alla giustizia internazionale un gran numero di criminali. Anche se romanzata e ucronica, Hunters prende spunto da una storia vera: la nostra.

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Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

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