Da sessant'anni, Mis(S)conosciute: scrittrici tra parentesi

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La cover della prima puntata del podcast Mis(S)conosciute, dedicata ad Ahdaf Soueif. Illustrazione di Monica Lasagni

La cover della prima puntata del podcast Mis(S)conosciute, dedicata ad Ahdaf Soueif. Illustrazione di Monica Lasagni

In questi giorni di quarantena, ho avuto modo di imbattermi nel «dietro le quinte» di una realtà che mi ha fatto piacere scoprire e che mi ha reso consapevole della vulnerabilità dell’essere umano, di quanto sconosciuto sia il mondo e ciò di cui si rende contenitore; probabilmente un qualcosa che trascende dall’universo terreno e che, per questo, ci rende umani. Questo breve preludio per incamminarci, aperto il sipario, su un palcoscenico il cui materiale si presenta essere vasto e variopinti sono i colori, che l’occhio umano intravede e percepisce attraverso tre voci di diversa appartenenza, seppur italica, che fanno squadra in un podcast sulle scrittrici non troppo note dell’universo letterario contemporaneo degli ultimi sessant’anni, dal titolo Mis(S)conosciute – Scrittrici tra parentesi.

Le tre voci miss-creatrici di questa realtà sono quelle di Giulia Morelli, Maria Lucia Schito e Silvia Scognamiglio che, anche se mi piacerebbe parlare di loro in modo più approfondito (e lo farò), hanno deciso di consegnare nelle mani, o meglio nelle orecchie, degli ascoltatori universi immaginifici attraverso le storie, la vita, gli aneddoti, le parole, le poesie, i romanzi, i drammi di artiste poco conosciute ai più, alle quali arrecano una sorta di riscatto artistico, emotivo e umano, incitando l’ascoltatore a disfarsi di quella parentesi (e, aggiungerei, di quella S di troppo), alimentando una linfa vitale che possa far esplodere la bolla dentro la quale queste scrittrici sono rinchiuse (per i più, s’intende), in modo che ci si possa identificare con le loro vite e far proprie le loro emozioni, che son sempre un nutrimento per l’anima.

Ma entriamo nel dettaglio. Chi sono le prime artiste a cui hanno voluto dare voce?

Mis(S)conosciute: la cura del dettaglio

La cover della seconda puntata del podcast Mis(S)conosciute, dedicata a Sarah Kane. Illustrazione di Monica Lasagni

La cover della seconda puntata del podcast Mis(S)conosciute, dedicata a Sarah Kane. Illustrazione di Monica Lasagni

Inizio a ritroso dal terzo episodio, citandovi una poetessa (per dire un solo mestiere) austriaca dal nome Ingeborg Bachmann. Ascoltai questo podcast una sera e ne rimasi inebriata: per i racconti, per il garbo percepito nell’attingere i dettagli, per le parole dalle quali si udiva grande rispetto verso l’universo femminile e parallelo di una vita quasi da riscoprire. E poi, da musicista, non potevo che far caso alle musiche, anch’esse scelte con cura e che fanno capo al gusto, oltre che delle Miss, di Marco Bosco, direttore musicale che ha sperimentato varie colonne sonore da adattare ai temi trattati e che rispecchiassero il mood dell’episodio stesso.

Nel secondo episodio, l’eroina mis(S)conosciuta è una scrittrice e drammaturga britannica, Sarah Kane, mentre il primo vede la luce poetica di una scrittrice egiziana, Ahdaf Soueif.


Sento di voler condividere con voi il retroscena e lo spettacolo di cui possiamo fruire, consegnando anche a voi l’amore, l’irrequieto, l’ustionante e l’imprevedibile di queste storie.


Ciò che mi colpisce profondamente di questi ritagli di vita, passatemi l’espressione, è la diversità che, per certi versi, accomuna tutte queste donne, prima che scrittrici e poetesse: quasi un unico puzzle, i cui pezzi si completano a vicenda. Io non sono qui per raccontarvi le loro storie; per questo ci sono le Miss Giulia, Maria Lucia e Silvia, che lo fanno con una maestria e una consapevolezza intellettuale che pochi possiedono (ah, amano diffondere contenuti anche su un blog dal titolo omonimo del podcast) ma sono qui perché sento di voler condividere con voi il retroscena e lo spettacolo di cui possiamo fruire, consegnando anche a voi l’amore, l’irrequieto, l’ustionante e l’imprevedibile di queste storie.

Sono sicura di aver destato in voi anche solo una piccola curiosità e spero che la seguiate, poiché nasce come podcast, ma è molto più di questo. C’è innovazionespontaneità e grande dedizione. Da ascoltatrice, ho avuto modo di esplorare il mio bagaglio culturale ed emotivo e apportare qualche elemento in più che mi ha fatto dubitare. Di cosa? Di tanti aspetti per cui spenderei ore di racconto, se non fosse che il dubbio in sé, come suggeriva Goliarda Sapienza, è una certezza.

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Sonia Ziccardi

Sonia Ziccardi

Roma, classe '93. Diplomata in Canto Jazz al Conservatorio, prova a fare della musica il suo mestiere, tra dolci e fogli di carta: compagni di viaggio perenni. Ama la sua veranda, da cui traspare la vita e in cui ingurgita libri come se fossero dolci, ma almeno loro non danno diabete.

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