In quarantena lontani da casa, un diario

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Scorcio della città di Rotterdam, Olanda © Federica Montella / partedeldiscorso.it

Scorcio della città di Rotterdam, Olanda © Federica Montella / partedeldiscorso.it

Sono abituata a vivere lontana da casa: vado e vengo (soprattutto vado) ormai dal 2014. Non ho mai sentito una forte nostalgia o il desiderio violento di essere altrove in tutti questi anni. Ma adesso qualcosa è cambiato.

Qui a Rotterdam la vita procede quasi senza alterazioni, come se non fossimo nel mezzo di una pandemia e non ci fossero trentunmila persone positive (dato aggiornato al 22 aprile, ndr) al Coronavirus nei Paesi Bassi. Certo, quasi tutti lavorano da casa e ristoranti e bar sono chiusi ormai da un po’. Ma i supermercati sono pieni di gente, i parchi gremiti di persone che si allenano o si rilassano sulle panchine, i bambini popolano le strade sfrecciando su pattini e biciclette. A volte mi dimentico di quello che sta succedendo, perché qui sembra quasi tutto normale. Il che è un bene per il mio umore: mi rendo conto che non tutti hanno la scelta di evadere, staccare la spina dalla realtà per qualche ora.


Avrò visto sì e no un paio di persone per strada indossare mascherine nelle ultime settimane. E qui, se non esci di casa, sei tu quella strana.


Mi dicono che questo sia un atteggiamento tipico degli olandesi. Che sono un popolo libero a cui non piacciono le restrizioni. Che, pure se ci fossero norme rigide come in Italia, qui non funzionerebbero, perché agli olandesi non piace sentirsi dire cosa possono o non possono fare. Come se a qualcuno invece piacesse, penso io.

Mentre qui regna la normalità, sento che a casa mia le cose vanno sempre peggio. Sì, i contagi stanno diminuendo, in Italia, e anche le persone in terapia intensiva. Ma la paura aumenta. Chiamo miei amici e parenti e sento il panico nelle loro voci: «Non uscire! Non fare passeggiate! Non incontrare persone! Usa sempre una mascherina!». Avrò visto sì e no un paio di persone per strada indossare mascherine nelle ultime settimane. E qui, se non esci di casa, sei tu quella strana. Cosa ti impedisce di andare a fare una passeggiata, una corsetta, incontrarti al parco con un amico, andare a prendere un gelato? Assolutamente niente. Allora perché non farlo?

La natura che non va in quarantena

Scorcio della città di Rotterdam, Olanda © Federica Montella / partedeldiscorso.it

Scorcio della città di Rotterdam, Olanda © Federica Montella / partedeldiscorso.it

Ironicamente, da quando ha avuto inizio la quarantena, è cominciata anche la primavera. Il sole splende ogni giorno da settimane e si arriva anche a ventidue gradi durante la giornata – cosa non proprio comune per le temperature olandesi. Il cinguettio di uccelli e pappagallini mi sveglia ogni mattina, i tramonti sono più colorati e vibranti che mai, gli alberi in fiore rilasciano profumi avvolgenti e freschissimi. No, non è semplice starsene in casa, soprattutto quando si è soli.

Cosa non darei per un abbraccio, per una passeggiata al mare col mio cane o un pomeriggio passato coi miei nonni. Cosa non darei per un po’ di calore umano, in questo momento. Per prendere un caffè al bar, magari al bancone, di fretta, bevendo un sorso da un lato e addentando una brioche dall’altro. Per stringere la mano a uno sconosciuto senza pensarci due volte, per prendere un volo e andare in vacanza, o meglio ancora, per tornare a casa.

Ogni giorno verso l’una esco fuori al balcone per pranzare e godere della natura intorno a me. Alzando gli occhi, vedo un anziano che vive nel palazzo adiacente al mio, al piano di sopra, che fa la stessa identica cosa, tutti i giorni. Non so se mi ha mai vista, ma io lo osservo. Avremo più di sessant’anni di differenza, eppure ora siamo uguali. Riflettevo sull’universalità di questa condizione. Che tu sia un bambino, un adulto o un anziano, questa è la tua vita adesso: accettalo. Non ci resta altro da fare se non sedere all’aria aperta a goderci il sole e ammirare i mandorli in fiore, ascoltando il canto degli uccelli che – beati loro – non sanno niente.

About author

Federica Montella

Federica Montella

Fef vive in Irlanda, ma ama moltissimo il suo Paese, tanto che ogni volta che ci torna ci lascia un pezzettino di cuore (ma in compenso guadagna 3-4 kg). Ha vissuto nei Paesi Bassi senza saper andare in bicicletta e in Spagna pur odiando il rumore. Ama viaggiare, leggere, scrivere, comprare cd, collezionare plettri, il cocco, la birra e i cani. Studia giornalismo, ma è ancora incerta circa la sua vocazione. Vorrebbe vivere lungo abbastanza da assistere all'invenzione del teletrasporto; sogna di esplorare ogni angolo dell’universo, andare a tutti i concerti dei suoi artisti preferiti, mangiare quantità industriali di pizza senza ingrassare.

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