Loredana Errore: «Il dolore mi ha insegnato la gratitudine»

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La cover del singolo 100 vite, di Loredana Errore

La cover del singolo 100 vite, di Loredana Errore

Loredana Errore è tornata. 100 vite è il titolo del suo nuovo singolo, in attesa di un album, il quarto della sua carriera, che vedrà la luce dopo l’estate.

Durante la nostra chiacchierata, mi ha spiegato perché il dolore che ci rende cattivi sia un dolore sprecato. Lei, dal suo, ha imparato la gratitudine. Ecco quello che mi ha raccontato.

Loredana, innanzitutto bentornata. Dopo Luce infinita, pubblicato ormai quattro anni fa, 100 vite segna il tuo ritorno alla musica.

«È stato un periodo lungo, intenso, sono successe tante cose. Prima ancora di Luce infinita, avevo avuto un incidente. È stata una prova dura, ma necessaria, mi ha messo di fronte a nuove consapevolezze. Oggi, con 100 vite, mi sento più felice, più gioiosa, mi approccio a questo mestiere in maniera diversa, ma con la passione di sempre».

100 vite segna una rinascita e arriva in un momento molto particolare per il mondo intero. Come si rinasce dai momenti di difficoltà?

«Io credo che siamo destinati alle cose che ci accadono. Il brano 100 vite, quando mi è stato presentato dalla mia casa discografica, l’Azzurra Music, mi ha permesso di fare una riflessione importante, di andare a fondo, di scavare fino alla radice più intima di me, dove ho scoperto l’urgenza di perdonarmi e perdonare gli altri. Ho trovato la necessità di abbandonare ogni rancore e ogni orgoglio, sono sentimenti che non danno serenità. Quindi 100 vite è un nuovo punto di partenza, il primo passo per rinascere dalle difficoltà».


Questa vita è la conseguenza di tutta la bellezza in cui ho creduto.


È come se tu avessi vissuto davvero cento vite. Com’è questa tua centesima vita?

«Oggi vivo quello che ho sempre desiderato e sperato. Sai, questa vita è la conseguenza di tutta la bellezza in cui ho creduto. Mi stanno accadendo tante cose, in verità tante ne erano già successe e io non volevo chiedere di più. Non ti nascondo che in cuor mio c’era tanta voglia di ricostruire e di ripartire, ma non avrei preteso niente, ero già felice. Poi, quando meno me lo aspettavo, tutto è accaduto. Dall’estate scorsa è stata una escalation di cose belle, di esperienze nuove».

Sembra ieri, ma sono passati dieci anni dalla tua partecipazione ad Amici.

«Parto dal presupposto che partecipare ad Amici per me ha rappresentato una grande soddisfazione, un punto d’arrivo, non di partenza. Poi è successo più di quanto potessi immaginare: subito dopo il programma ho pubblicato il mio primo EP, Ragazza occhi cielo, scritto da Biagio Antonacci, con un brano autobiografico che mi descriveva pienamente. Non era un pezzo già scritto, che dovevo soltanto interpretare, ma una canzone pensata per me. Ecco, mai avrei immaginato tanto. Per questo vivo tutto con sorpresa, perché ho ricevuto molto e oggi so quanto sono fortunata a essere qui e a potermi mettere al servizio della musica».

Se potessi tornare indietro, c’è qualcosa che cambieresti di quell’esperienza?

«Tutto quello che ho fatto era farina del mio sacco, è stata un’esperienza totale, che mi ha permesso di crescere e diventare chi sono oggi. Non ho nessun rimpianto e non cambierei niente, perché credo fermamente che gli errori fatti mi abbiano portato a essere quella che sono. Tutto serve».

Durante l’esperienza di Amici, hai avuto il privilegio di conoscere alcuni monumenti della canzone italiana. Te ne cito solo due: Lucio Dalla e Pino Daniele.

«Sono due anime che porto nel cuore, due artisti eccezionali, cantare con loro è qualcosa che mai dimenticherò. Sono cresciuta con Pino Daniele, con il suo blues, la sua musica mi ha sempre affascinato. In verità, tutte le persone che ho avuto il privilegio di conoscere durante la mia esperienza ad Amici mi hanno arricchito. Ogni tanto rivedo vecchi filmati e ne traggo forza, mi dico: “Loredana, vai avanti, non ti arrendere, guarda quant’è grande quello che ti è successo”. Ripensare a tutta la bellezza che mi è capitata nella vita mi sprona ad andare avanti con entusiasmo».


Mia Martini aveva il grande talento di mettere a nudo delle verità attraverso il suo canto. Io cerco di rendere sempre giustizia alle verità che ho imparato da lei.


E poi c’è un’altra artista, che non hai mai conosciuto, ma che…

«Mia Martini (sorride, ndr)».

Esatto, proprio lei. Hai un legame importante con Mia.

«Mia ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore. Negli anni della mia cresciuta, si parlava spesso di lei, della sua storia, dei suoi tormenti, delle difficoltà che ha dovuto affrontare. Sono sempre stata affascinata da lei, dal suo vissuto e dal suo talento, dalla sua voce. Ho sempre avuto l’impressione che non fossi stata io a scegliere lei, ma lei a scegliere me, a venirmi incontro. Quindi poter cantare un suo brano è un onore per me, lei aveva il grande talento di mettere a nudo delle verità attraverso il suo canto. Io cerco di rendere sempre giustizia alle verità che ho imparato da lei».

L’ironia della sorte ha voluto che tu duettassi con sua sorella, Loredana Bertè, nel brano Cattiva.

«Proprio così. Che emozione che è stata. Come faccio a non provare gratitudine dopo tutto quello che mi è capitato?».

In foto, Loredana Errore e Marco Rossi di Azzurra Music

In foto, Loredana Errore e Marco Rossi di Azzurra Music

Subito dopo Amici, hai pubblicato due dischi, L’Errore e Una pioggia di comete, poi l’incidente a cui accennavi e il silenzio. Dalle tue parole, avverto quasi un senso di riconoscenza anche per un evento così doloroso. Chiunque al tuo posto sarebbe arrabbiato. Tu, invece, no.

«Hai detto bene. È stato un evento doloroso, è vero, ma ha scatenato in me sensazioni positive, mi ha confermato quello in cui credevo. Mi sono rimboccata le maniche e ho ripreso la mia vita. Non sapevo come, quando e perché, ma sentivo che ce l’avrei fatta, la fede in Dio mi ha aiutato. Ecco, la parola giusta è proprio fede, ho avuto fede nella vita, in me, in tutto ciò in cui credevo e ne sono venuta fuori. Ho visto la morte e ho scelto la vita, immediatamente, non ho avuto alcun dubbio. Se posso camminare, lo devo ai medici, a tutta la gente che mi è stata accanto e alla mia forza di volontà, che è derivata da questa fede. Questo è il motivo per cui credo nel miracolo: avrei potuto arrendermi, invece ne sono uscita fortificata, più determinata».

Ti propongo un gioco: se potessi rubare una canzone a un tuo collega, quale sarebbe?

«È molto difficile dirti un titolo soltanto. Facciamo Pregherò di Celentano».


Biagio Antonacci non mi conosceva, se non attraverso qualche esibizione ad Amici, ed è riuscito a capirmi fino in fondo.


Squilla il tuo telefono, un artista ti propone di scrivere una canzone per te, chi vorresti che fosse?

«Ti faccio il nome di Biagio Antonacci. Quello che ha fatto non lo dimenticherò mai, è riuscito a scrivere dei brani su misura per me, nella maniera più naturale e sincera possibile».

Peraltro, non succede spesso che un artista affermato creda in una ragazza quando ancora è all’interno di un talent. Ci ha visto lungo.

«Quando ci siamo conosciuti, mi ha detto: “Ti ho vista in TV e i tuoi occhi mi hanno suggerito quello che ho scritto in Ragazza occhi cielo”. Non mi conosceva, se non attraverso qualche esibizione ad Amici, ed è riuscito a capirmi fino in fondo. Gliene sarò sempre grata».

Squilla di nuovo il tuo telefono, ti viene proposto un duetto: chi vorresti che fosse?

«Sceglierei senza dubbio una donna. Ti faccio il nome di Giorgia. Quando ero un’adolescente, l’ho amata tanto. Oggi, per me, poter cantare con lei sarebbe un sogno».


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Vorrei aprire con te una parentesi: Sanremo. Sei salita una sola volta sul palco dell’Ariston, nel 2011, in duetto con Anna Tatangelo. So che è il tuo grande sogno.

«Dici molto bene. Quello non è un sogno, è il sogno. Vorrei partecipare a Sanremo, sì, ma non per uno scopo commerciale. Quello che vorrei è poter salire su quel palco con un pezzo importante, raccontare una storia che mi faccia sentire viva e appagata. In questi anni ci ho provato, ma non è andata. Adesso spero che 100 vite sia l’inizio di un futuro luminoso, più di quanto non lo sia stato quello che ho vissuto finora».

Torniamo, quindi, a 100 vite e ai progetti che ti attendono. Quali sono i prossimi appuntamenti con la tua musica?

«A giugno uscirà un secondo singolo, per l’album invece bisognerà attendere settembre. Ci stiamo ancora lavorando».

Si parla sempre di te come un’interprete, invece spesso sei anche autrice dei brani che canti. Nel nuovo disco ci saranno pezzi scritti da te?

«C’è un brano a cui ho lavorato e che dovrebbe far parte di questo progetto. Siamo alle battute finali, stiamo per chiudere l’album, vedremo che succederà. Non posso svelare di più, al momento».

Salutiamoci con la mia domanda di rito: qual è la parola più importante della tua vita?

«Anima, senza dubbio. Tutto è anima, tutto torna all’anima».

About author

Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

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