Children Memories: il noir che nasce immagine e si trasforma in testo

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La copertina del libro Children Memories, di Stefano Peccerillo, edito da Edizioni il Ciliegio. Fotografia di Ylenia Del Giudice

La copertina del libro Children Memories, di Stefano Peccerillo, edito da Edizioni il Ciliegio. Fotografia di Ylenia Del Giudice

Ho smesso di leggere noir, gialli e thriller da più di dieci anni perché la delusione con Cornwell era stata troppa. A febbraio ho provato a riprendere con Antonio Lanzetta ma poi, tra polmonite e rientro a lavoro, ho dovuto lasciare. Ho scelto di dedicarmi a Children Memories, una lettura più vicina alle mie esigenze, figlia dell’idea di Stefano Peccerillo e Cristiano Malacrino.

Children Memories ha una storia particolare. Peccerillo e Malacrino avevano inizialmente prodotto una sceneggiatura, una di quelle storie da vedere al cinema o in televisione, magari una miniserie. Sfortunati eventi hanno trasformato la sceneggiatura in un romanzo, con le giuste rivisitazioni e accorgimenti, perché l’idea era valida, ben strutturata e non meritava di prendere polvere in un qualche cassetto. Stefano Peccerillo è riuscito a proporre una nuova versione di Children Memories, riadattando il testo mediante tagli e aggiunte.

Children Memories: influenze degli anni Novanta e dei videogiochi

Un dettaglio della quarta di copertina del libro Children Memories, di Stefano Piccirillo, edito da Edizioni il Ciliegio. Fotografia di Ylenia Del Gudice

Un dettaglio della quarta di copertina del libro Children Memories, di Stefano Piccirillo, edito da Edizioni il Ciliegio. Fotografia di Ylenia Del Gudice

Quando ho aperto il pacchetto inviatomi dalla mia amica, la prima cosa che ho notato è stata la copertina. Molteplici informazioni in uno spazio che mantiene coerenza nelle quattro parti di cui è composta. Ogni elemento corrisponde ampiamente a tutta la serie di cliché ai quali siamo abituati ma che rispondono ai canoni del noir certamente televisivo. Prima di confrontarmi con Stefano, il mio primo pensiero è stato: «Ma che è ‘sta americanata?».

La forte abitudine radicatasi negli anni mi ha spinto ingenuamente a pensare a questo romanzo come la copia di un videogioco, o l’equivalente cartaceo di un programma in prima serata. New York diventa lo sfondo sul quale lasciar scivolare la storia: l’America di CSI, i vicoli percorsi dagli agenti dell’FBI, tracce rinvenute per caso che aprono verso nuove storie. Gli elementi per trasformare il testo in immagini ci sono tutti e tutti sembrano predisporsi nel modo giusto mentre si prosegue una lettura che, sin da subito, si dimostra spontanearapida e chiara.

Children Memories: conflitto di interessi

La problematica maggiore non è la trama, ma come il lettore si approccia al noir: abituati alle traduzioni di scrittori americani, ci ritroviamo per le mani un testo in italiano costruito come un testo americano tradotto. Personaggi americani, luoghi americani, rumori e colori tipici di un noir americano. Il tutto come fosse realizzato per la televisione, con qualche stacco, qualche zoom, qualche luce accecante di un laboratorio di anatomopatologia. Il piano della fantasia si scinde in altri piccoli piani che schizzano veloci come elettroni, confondendo le arti della letteratura e dello spettacolo.

A partire dalla copertina, il lettore vive un conflitto fino alla fine. Le aspettative, pur soddisfatte, sembrano mutare pagina dopo pagina. È un romanzo o la sceneggiatura di un film? Se i nomi sono tipicamente americani, perché è scritto da un italiano? Perché ricorda i videogiochi di Steam (piattaforma online per gamer, ndr) dedicati alla caccia agli oggetti e alla risoluzione degli enigmi?

Children Memories: la risoluzione interna

L'indice del libro Children Memories, di Stefano Peccerillo, edito da Edizioni il Ciliegio. Fotografia di Ylenia Del Giudice

L’indice del libro Children Memories, di Stefano Peccerillo, edito da Edizioni il Ciliegio. Fotografia di Ylenia Del Giudice

L’indice resta per me l’esempio perfetto con il quale far riflettere il lettore sul proprio punto di vista e sulle dinamiche che lo hanno influenzato. I capitoli sono brevi, intitolati come fossero livelli di un videogioco o come le puntate di una serie televisiva. Entrando ancor più nel dettaglio, il percorso in salita verso la risoluzione del caso è la stessa che si prospetta per il personaggio principale, l’ispettore Johnson.

Children Memories: quando la stampa è differente

L’altro conflitto che riscontrano gli addetti ai lavori tipografici è insito nella qualità della carta interna utilizzata (80/90 grammi) color avorio, con una copertina plastificata opaca che contribuisce a rafforzare l’aspetto de-saturato dei colori del noir anche su carta stampata. I caratteri sono ancora un riferimento alle vecchie macchine da scrivere degli uffici dei detective che lavorano nell’ombra.

La qualità dell’oggetto libro è valida, eppure sembra passare in secondo piano, perché l’attenzione è catalizzata sull’obiettivo di Stefano Peccerillo: comunicare l’incomunicabilità.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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