#DrawYourPride: crea il tuo Pride digitale!

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L'illustrazione realizzata da Sara Tiano per #DrawYourPride

L’illustrazione realizzata da Sara Tiano per #DrawYourPride

Una manifestazione virtuale che unisce comunità LGBTQ+ e arte: ecco cos’è #DrawYourPride, l’hashtag che dà il nome alla open call di Sara Tiano e Flavia Forestieri. In una caotica chiacchierata a due voci, Sara, illustratrice e art director freelance (nonché disegnatrice di Sketch in Touch) e Flavia, sceneggiatrice, mi hanno rivelato la formula del loro Pride 2.0.

«Devo ammettere che l’input per la creazione di #DrawYourPride mi è stato dato da Sara», mi spiega Flavia: «Tutto nasce in maniera autoreferenziale. Un giorno, Sara mi ha detto: Vorrei realizzare un’illustrazione a tema Pride, per il mio profilo Instagram. Doveva essere un semplice disegno ma, purtroppo o per fortuna, io e lei non riusciamo a pensare in piccolo».

«Abbiamo riflettuto a lungo, finché Flavia non mi ha proposto di trasformare il progetto in una call to action. Avrei disegnato una sorta di carro del Pride, che ciascun partecipante alla call avrebbe abbellito a piacere. Alla fine, li avremmo uniti, fino a formare una specie di serpentone che riproducesse, in maniera digitale, l’annuale corteo del Pride», continua Sara.

Un Pride digitale: l’iniziativa

L'illustrazione realizzata da Riccardo Guasco per #DrawYourPride

L’illustrazione realizzata da Riccardo Guasco per #DrawYourPride

«Tutto nasce dal presupposto che quest’anno, a causa del Covid-19, sarebbe stato impossibile celebrare il Pride. Ci siamo chieste quindi come sopperire a tale mancanza ed ecco l’idea della parata digitale!», riprende Flavia.

«Rielaborando il piano iniziale, abbiamo abbandonato la creazione del serpentone, un po’ troppo contorto da realizzare. Abbiamo, invece, preferito concentrarci sulla progettazione di un format su cui ognuno avrebbe disegnato il proprio carro ideale. Una volta pubblicato il disegno su Instagram, usando l’hashtag #DrawYourPride, lo avremmo postato su un apposito profilo insieme a tutte le altre opere.

«Come si intuisce, io e Sara ci siamo divise i ruoli in base alle nostre competenze. Mentre la fase di ideazione è partita da me, la parte visiva e artistica è stata opera di Sara. Lei ha disegnato il modello del carro e ha realizzato la prima illustrazione, da cui è effettivamente iniziata la challenge #DrawYourPride. Fondamentale, infine, è il supporto del mio collega, Federico Ferrari. È lui che si occupa della parte comunicativa e ci dà una mano con la traduzione dall’italiano all’inglese delle didascalie che accompagnano i disegni».


Grazie all’intervento di un videomaker, saremo in grado di unire tutti i carri caricati sulla piattaforma in un unico video e concretizzare la nostra idea originale: la realizzazione di un serpentone di carretti che ricrei virtualmente l’esperienza del Pride.


Parlando della sfida alla creazione di un Pride 2.0, Flavia mi racconta quali siano stati i suoi punti di riferimento: «Speravamo che si creasse un processo simile a quello innescato dalla Six Fanarts Challenge (sfida, divenuta famosa durante il lockdown, in cui artisti di tutto il mondo si sono messi alla prova, ridisegnando, nel loro stile, sei personaggi della cultura pop, ndr). Volevamo, cioè, che l’iniziativa girasse online e divenisse virale».

«E in parte ci siamo riuscite!», la interrompe Sara. «In un primo momento, abbiamo sparso la voce, sollecitando la partecipazione alla challenge. Successivamente, dopo le prime adesioni, molte altre se ne sono aggiunte grazie al passaparola».

Chi, di certo, si è fiondato sul progetto di Sara e Flavia è stato il collettivo Pirati Grafici. «Non abbiamo neanche fatto in tempo a lanciare la sfida che già erano a bordo!», mi spiegano le ideatrici di #DrawYourPride. «Patrizia Anna Coccia, insieme ai suoi collaboratori, si è subito mostrata entusiasta del progetto e ha deciso di farci da endorser. Con il suo team, infatti, ci ha fornito la pagina web sulla quale i partecipanti a #DrawYourPride possono inscriversi e candidare la loro illustrazione. In questo modo, prenderanno parte a una estrazione a sorte per vincere premi quali magliette, adesivi, pellicole per iPad e così via. Inoltre, sempre grazie a Pirati Grafici, siamo riuscite a trovare un videomaker in grado di unire tutti i carri caricati sulla piattaforma in un unico video. Potremo, quindi, concretizzare la nostra idea originale: la realizzazione di un serpentone di carretti che ricrei virtualmente l’esperienza del Pride».

La risposta alla call to action

 

L'illustrazione realizzata da Wallie per #DrawYourPride

L’illustrazione realizzata da Wallie per #DrawYourPride

La piccola realtà di #DrawYourPride si fa, di giorno in giorno, sempre più inarrestabile. «Ci sono arrivati più di 50 carri. Inizialmente, avevamo fissato al 30 giugno il termine ultimo per aderire alla call, in concomitanza, quindi, con la fine del Pride Month. Adesso, invece, poiché le partecipazioni non accennano ad arrestarsi, vorremo continuare a pubblicare tutte le opere fino al loro esaurimento», confessa Flavia, ammettendo che né lei né Sara immaginavano un’affluenza simile.

«Ci sono giunte illustrazioni da parte di autori internazionali e non potremmo essere più soddisfatte della risposta ottenuta. Essendo un progetto nato in maniera artigianale, pensavamo che venisse snobbato, invece abbiamo ricevuto tantissimi consensi. Chiunque sia venuto in contatto con #DrawYourPride ha accettato di prenderne parte ben volentieri, complimentandosi per la nostra iniziativa. L’idea di partenza, inoltre, è sempre stata quella di creare un progetto dalla massima inclusività e libertà di espressione. Ci siamo dette: Non importa che aderiscano disegnatori professionisti o semplici appassionati, non escludiamo nessuno! ed è ciò che abbiamo intenzione di fare».

 

L'illustrazione realizzata da Gianmarco Paraggio per #DrawYourPride

L’illustrazione realizzata da Gianmarco Paraggio per #DrawYourPride

Tra i partecipanti a #DrawYourPride, spiccano diversi nomi famosi: «Una delle persone che, fin da subito, abbiamo pensato di coinvolgere è stato Andrea Scoppetta, il mio maestro di illustrazione, nonché disegnatore per la Disney che, a breve, ci invierà il lavoro terminato», rivela Sara. «Poi, Riccardo Guasco, che si è distinto per aver curato locandine dedicate ad importanti eventi sportivi come il Giro D’Italia, e Francesco Poroli, famoso disegnatore e art director milanese autore, tra l’altro, del libro illustrato Like Kobe (2017) dedicato, appunto, a Kobe Bryant».

Menzione d’onore al giovane ma già popolare Walter Petrone, in arte Wallie, che, aggiungendo un tocco di ironia al famoso slogan «Love is Love», ha portato, sul suo carro di #DrawYourPride, una delle relazioni romantiche più osteggiate da noi italiani: quella tra la pizza e l’ananas.

Infine, profonda e toccante è la rappresentazione di Gianmarco Paraggio, un omaggio a Sarah Hijazi, attivista egiziana per i diritti umani e la comunità LGBTQ+, suicidatasi, proprio pochi giorni fa, dopo un’esistenza sconvolta da soprusi e torture.


Col passare del tempo, sembra che il Pride diventi sempre maggiormente parte integrante della vita delle persone.


È in questa diversità di visioni che si insediano le radici di #DrawYourPride, una challenge che nasce per mostrare, con l’aiuto delle arti visive, il sentimento delle persone rispetto al Pride.

«Ognuno, che sia o meno un diretto esponente della comunità LGBTQ+, ha un modo diverso di vivere il Pride. È proprio questo che volevamo trasparisse dalle singole illustrazioni. Quest’anno, inoltre, il mese del Pride mi è sembrato molto più sentito. Forse, il non aver potuto riempire piazze e strade con cortei e manifestazioni ha incrementato l’attenzione dei media rispetto alla nostra comunità e alle sue problematiche»

«È vero! Col passare del tempo, sembra che il Pride diventi sempre maggiormente parte integrante della vita delle persone», ammette Sara, speranzosa.

Pride: sentirsi accettati, non essere accettabili

L'illustrazione realizzata da Francesco Poroli per #DrawYourPride

L’illustrazione realizzata da Francesco Poroli per #DrawYourPride

«Che cos’è per voi il Pride?», chiedo, infine, alle ragazze e la risposta che ottengo da Flavia e Sara è un ottimo spunto di riflessione per tutti noi.

«Spesso sento dire, anche da appartenenti alla comunità LGBTQ+, che il Pride è una esagerazione. Definirlo una carnevalata fine a se stessa, però, significa limitarsi, significa continuare a pensare di doversi mettere in giacca e cravatta per rendersi “accettabili”. Il problema è proprio questo: non dobbiamo essere accettabili, dobbiamo essere accettati per ciò che siamo. Se, per esempio, siamo una drag queen con tacchi vertiginosi e ali piumate, dobbiamo essere accettati così. Non si può pensare di forzare una persona a essere uguale al resto della società. Il diverso va valorizzato, va sottolineato, mai escluso. Inoltre, nonostante sia diventato una vera e propria festa, il Pride non ha perso il proprio valore politico-sociale. Non in tutto il mondo, infatti, è una manifestazione sdoganata. In molti luoghi, quindi, resta un modo fondamentale per rivendicare i propri diritti e la propria dignità».

È con queste parole che si conclude la nostra intervista, che mi ha permesso di conoscere un progetto davvero interessante e una coppia affiatata nel lavoro e nella vita.

«Senza Sara a trascinarmi in questa avventura, molto probabilmente, #DrawYourPride non sarebbe nato e non saremmo qui a raccontarlo. Siamo felici di come stia procedendo il progetto e siamo pronte e portarlo a un livello successivo», chiosa Flavia. «Oramai, possiamo dirlo: Pirati Grafici ci ha dato la possibilità di allestire una mostra a Milano, ancora in data da destinarsi, in cui esporre tutte le opere pervenuteci online», annuncia, in conclusione, Sara.

Ebbene, pare proprio che continueremo a sentir parlare di Sara Tiano e Flavia Forestieri e del loro #DrawYourPride. Non vediamo l’ora di seguire le loro prossime avventure. Nel frattempo, buon Pride (2.0) a tutti!

About author

Chiara Ferrante

Chiara Ferrante

Studentessa di giurisprudenza appassionata di comunicazione. Writer e press officer freelance, illustratrice in erba.

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