Non restare indietro: la Storia è maestra di vita

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In foto, Carlo Greppi, autore del romanzo Non restare indietro

In foto, Carlo Greppi, autore del romanzo Non restare indietro

L’avremo sentita un migliaio di volte, a scuola, questa massima di Niccolò Machiavelli: «Historia magistra vitae», la Storia è maestra di vita. Credo sia la frase che meglio riassume Non restare indietro di Carlo Greppi, storico e fondatore dell’associazione Deina, con cui ha organizzato svariati viaggi della Memoria, cioè le visite ai campi di concentramento indirizzate alle scolaresche di tutta Italia. Non restare indietro è una delle sue prime pubblicazioni di narrativa e ha fatto la sua comparsa in libreria grazie a Feltrinelli nel 2016.

La trama gira tutta intorno a Francesco, un ragazzo di sedici anni «chiuso nel suo mondo», che si trova ad affrontare per motivi all’inizio sconosciuti l’ingresso in una nuova scuola superiore, nuovi compagni e nuovi professori. L’inizio sembra da subito nefasto: la sua classe è stata scelta per andare in gita, ma non in una scintillante capitale europea, bensì ad Auschwitz. Da principio, il protagonista non è tanto spaventato dalla destinazione, quanto più dalla compagnia: viaggiare con centinaia di sconosciuti sembra un vero e proprio incubo, ma tra questa fiumana di gente c’è chi, inaspettatamente, lo farà uscire dal suo guscio e una spinta non indifferente arriva proprio da quel luogo di orrore, nel quale l’umanità è stata vittima e carnefice di se stessa.

Questo libro è consigliatissimo non solo perché racconta di una delle pagine più oscure della Storia da un punto di vista differente, ma anche perché (giuro) sembra di essere lì con i ragazzi, a visitare il Memoriale, a vedere le valige, i capelli, le scarpe, tutto ciò che è rimasto degli innumerevoli prigionieri di Auschwitz.

I lati sorprendenti di Non restare indietro

La scritta «Arbeit macht frei», sul cancello d'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz

La scritta «Arbeit macht frei», sul cancello d’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz

Greppi, chiaramente, in questi luoghi ci è stato più di una volta e non manca di inserire nel racconto alcune curiosità che, paradossalmente, potrebbero perfino far sorridere (vi darò l’indizio della scritta «Arbeit macht frei», ma lascerò a voi lettori il gusto di scoprire il segreto della lettera B). Non solo: se amate il cinema, Non restare indietro fa per voi. Le citazioni fioccano e una nerd come me non poteva che rimanere semplicemente estasiata. La scrittura è talmente scorrevole che si potrebbero leggere tutte le 213 pagine del romanzo in una sola volta.

Concludo dando ai gentili lettori il motivo più importante per il quale raccomando di leggere Non restare indietro: la Storia non rappresenta solo il passato, ma è lo strumento migliore per capire il nostro presente. Francesco, nel suo viaggio, scopre quanto guardare al passato possa cambiare il suo presente, fornendogli uno sguardo diverso, una diversa prospettiva. La Storia non viene studiata sui banchi di scuola per pura e semplice erudizione, ma per capire come interpretare il presente e possibilmente evitare errori per il futuro. Proprio per questa ragione ricordiamo date come il 25 aprile o il 2 giugno.

La Storia è maestra di vita.

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Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

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