Piro ci regala un'estate inedita col singolo Vodkaredbull

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In foto, Alberto Piromallo Capece Piscicelli, cantautore, in arte Piro

In foto, Alberto Piromallo Capece Piscicelli, cantautore, in arte Piro

Alberto Piromallo Capece Piscicelli è Piro. Nasce a Roma il 14 maggio ‘91, inizia a suonare la chitarra alle elementari e a prendere lezioni di canto in un secondo momento. Ascoltando e approfondendo la conoscenza dei cantautori italiani e degli artisti fondamentali nella storia della musica, si innamora soprattutto di Lucio Battisti e dei Radiohead.

La sua attività artistica lo vede scrittore e cantante all’interno di un gruppo rock fino al 2017. Successivamente prende coscienza della progressiva scomparsa delle chitarre elettriche nella musica attuale e decide di fare un utilizzo diverso di sintetizzatori e drum machine. A marzo 2020 esce il primo singolo, La donna del futuro, e le cose iniziano lentamente a cambiare.

Le strade si fanno di nuovo rumorose, i prati accolgono plaid e chitarre, dai balconi nessuno canta più. Inutile negarlo, si comincia a respirare un’aria diversa, seppur filtrata da soffocanti mascherine. Stiamo vivendo una sorta di preludio alla normalità, attendendo un’estate inedita, che non sapremo bene come affrontare. Forse dovremo scordarci le feste in spiaggia, le grandi cene e le lunghe passeggiate notturne raccontate dal cantautore romano nel suo ultimo singolo, Vodkaredbull.

L’abbiamo intervistato ed ecco cosa ci ha raccontato…

Tutti noi sogniamo il momento nel quale torneremo ad affollare liberamente i bar con un bel drink in mano. Chi lo nega, mente. Proprio per questo motivo balza subito all’occhio il titolo del tuo nuovo singolo, Vodkaredbull. Tra tutti i drink possibili e immaginabili, perché hai scelto quello?

«Dai, in giro qualche drink inizia già a spuntare. Certamente non ancora in quel modo aggregante e inclusivo che ci piacerebbe tornare a vedere.

«Io nel particolare ho scelto questo cocktail perché è simbolicamente il più dannoso e contraddittorio, ti sveglia e ti rincoglionisce allo stesso tempo. Proprio per questo mi sembrava rendesse bene l’idea di chi passa le nottate estive nelle discoteche e si aiuta con il Vodkaredbull a reggere il ritmo. C’è anche chi usa di peggio.

«Nel testo della canzone il protagonista che beve in questo continuo circolo vizioso è l’unica cosa reale e non immaginata, l’unica cosa che fa veramente mentre pensa a cosa gli piacerebbe fare in realtà».

Quanto c’è di autobiografico in questo tuo nuovo capitolo musicale?

«Di esperienze mie personali ci sono frasi sparse qua e là, raccolte nel tempo insieme alle altre e impastate insieme. Alcune potrei averle scritte dieci anni fa, altre due anni fa. Ho cercato di tenere tutto ciò che credevo funzionasse e fosse in qualche modo significativo».

piro_vodkaredbull

Le atmosfere dipinte nel brano sono quelle di una tipica serata estiva, tra nottate passate sulla spiaggia attorno a un falò e lunghe passeggiate sulla battigia per aspettare l’alba. Come te la immagini l’estate che sta arrivando?

«C’è chi parla di lastre di plexiglas che dividono gli ombrelloni e di mare a zone separate per fare il bagno in solitudine. Sarebbe brutto, ma può essere. Io l’estate l’ho sempre passata con un folto gruppo di amici in Toscana, che mi sembra difficile possa interagire senza ricorrere al famigerato assembramento.

«Faremo feste sulla spiaggia? Non credo. Magari qualche cena a casa, chissà. Comunque manca ancora un po’ e tutto sta cambiando rapidamente, nel frattempo almeno posso andare a pescare».

Avevi programmato un tour?

«Più che un tour avevo programmato che a ogni uscita avrei fatto un live mostrando anche i videoclip in anteprima. Tuttavia, Vodkaredbull è già il secondo singolo che esce con una visibilità esclusivamente online. Spero vivamente dopo l’estate di poter fare almeno un release party quando uscirà l’album. Non per altro, ma sarebbe importante per me riuscire a dire: “Posso anche fare un live, eh! Non sono capace solo a mettere i brani sul computer”. Ma ora non avrei potuto fare altrimenti».

Oltre a essere cantante sei anche autore dei tuoi brani. Raccontaci come si sviluppa il tuo processo creativo.

«Parto da frasi e giri armonici separati, magari scritti nello stesso periodo. Unendo le frasi e risistemandole, vedo di cosa stanno parlando e come lo stanno facendo. Allora vado avanti su quell’incipit o riprendo quella cosa più in là, quando avrò raccolto altro materiale. Nelle frasi a volte avverto una melodicità che è già insita in esse, che mi canto in testa fino a che non vengono da sé anche gli accordi con la chitarra.

«Rispetto a come scrivo all’inizio del processo, ho sempre bisogno di rimaneggiare testi e musica per sentirli più attuali e più scorrevoli. Gli arrangiamenti per questo brani li ho visti insieme al produttore Lorenzo Ceci dopo avergli mandato dei prototipi. Se un motivetto strumentale che avevo pensato in un punto ci stava bene, lo tenevamo».

Lo scrivere è per te un impegno quotidiano o sei di quelli che scrivono solo se mossi dall’ispirazione?

«Ci sono momenti di grande ispirazione che durano più tempo, possono tornare anche dopo anni (dipende da cosa succede nella vita immagino). Per il resto credo ci sia bisogno di sentire che un concetto o una frase siano interessanti per il proprio modo di vedere, prima di mettere tutto scritto. Quando arriva un pensiero interessante e adatto per una canzone non credo si possa deciderlo.

«Le canzoni scritte tutto d’un fiato sono molto rare, ma possono anche capitare. Questo non vuol dire che non tirerei fuori niente se domani mi dovessero commissionare una canzone non si sa per quale motivo, perché mi diverte anche dovermi mettere a tavolino».

Cosa dobbiamo aspettarci da Piro per i prossimi mesi?

«Dopo l’estate ci saranno il terzo singolo e poi uscirà l’album. Con il terzo singolo verrà fuori un animo più acustico e meno elettronico. Questo carattere più morbido volevo mostrarlo prima che venisse alla luce con l’album, nel quale verrà comunque approfondito con le altre canzoni. E spero di fare anche un bel concerto!».

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come @machitelhachiesto. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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