Rènico: «»Ho scritto molto durante gli anni universitari ed ecco Cinquecento»

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In foto, il cantautore pugliese Rènico

In foto, il cantautore pugliese Rènico

Rènico è un ragazzo che sta finendo gli esami all’università ma, tra un libro da studiare e una nozione di Diritto da ricordare a memoria, scrive canzoni. Anche lui arriva dalla provincia leccese, una terra che negli ultimi anni ha riscoperto un fermento artistico molto forte (si veda Blumosso, Lefrasiincompiutedielena, Tuma e altri). Di sicuro l’ambiente provinciale è quello che ispira i testi delle sue canzoni, brani profondamente intimi, l’amore e il romanticismo, ma anche un senso di inquietudine spesso presente nei giovani d’oggi.

Cinquecento è il titolo del suo EP d’esordio, raffigura in cinque tracce-immagini una storia «già iniziata». Rapporti umani, tempo, incomunicabilità, consapevolezza e accettazione. Le sonorità spaziano dal pop contemporaneo sino a strizzare l’occhio a groove americani. Gli arrangiamenti, la produzione e il missaggio sono stati curati da Rafqu (LefrasiincompiutediElena).

«Cinquecento», ci ha detto, «non vuole stupire, semmai manifesta la necessità di volersi ancora meravigliare davanti alle cose». Ecco cos’altro ci ha raccontato durante una lunga chiacchierata.

Partiamo dalla traccia che da anche il nome all’EP, Cinquecento: un brano molto intimo. Raccontaci in quale periodo della tua vita l’hai scritto.

«Cinquecento è il brano a cui sono più legato, nato in un periodo in cui il progetto cantautorale non era minimamente nella mia testa. Forse è il brano da cui è partito tutto. Erano i primi anni universitari, mi approcciavo alla vita indipendente in maniera goffa e scrivevo molto, l’EP è nato durante questo periodo!».

Sei giovanissimo, ma in te sembra convivere un’anima cantautorale vecchio stampo. Quali sono gli ascolti del passato che ti hanno influenzato?

«Dalla, Battisti, De Andrè, Conte hanno influenzato molto la mi attitudine cantautorale ma ho ascoltato anche molta musica straniera, dal reggae al pop-funk fino a conoscere gli inglesi e la loro scrittura».

Invece ti capita mai di ascoltare qualche artista contemporaneo che apprezzi particolarmente?

«Ultimamente non ascolto quasi nessun artista contemporaneo, la vedo come un’autolimitazione indiretta! Apprezzo molto gli Zen, Mox, Bianconi, Iosonouncane, Nazari…».

«Sarebbe strano amarti in centro / mentre la gente ci passa accanto / sarebbe come guardarmi dentro e forse questo non mi va». Prendo in prestito questi versi per chiederti: che rapporto hai con te stesso? Sei soddisfatto di quello che sei e della direzione verso cui stai camminando?

«Soddisfatto no, ho ancora molto da dire e da imparare. Mi sento in bilico tra la serenità che mi dà lo scrivere e l’inquietudine che naturalmente deriva da questa mia passione. Non sono quasi mai sereno al 100%, ma onestamente questa attitudine mi rappresenta e la vedo come un punto a mio favore!».

Qual è il disco che non ti stanchi mai di ascoltare?

«High Voltage degli AC/DC».

Stai scrivendo altre canzoni? Quali sono i momenti della giornata in cui riesci a trovare maggiore ispirazione?

«Sto mettendo ordine tra alcune cose che ho scritto nell’ultimo periodo! Di solito appunto sempre quello che mi passa per la testa e la notte tendenzialmente rileggo e magari continuo a scrivere».

Il Festival di Sanremo: se mai dovessero chiederti di partecipare, accetteresti? Per quale ragione?

«Per ora non rientra tra gli obiettivi, ma sicuramente è un grandissimo palcoscenico che non si può disdegnare!».

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come @machitelhachiesto. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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